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Ilva: tribunale svizzero nega sblocco 1 mld famiglia Riva

Accolto il ricorso avanzato da una figlia di Emilio Riva (deceduto) e una figlia di Adriano Riva che chiedevano di non trasferire in Italia circa un miliardo di euro sequestrato su richiesta dei pm

Ilva: tribunale svizzero nega sblocco 1 mld famiglia Riva

Restano in Svizzera i fondi sequestrati su richiesta della Procura di Milano dell’ambito di una indagine su alcuni membri della famiglia Riva, che controllava l’Ilva di Taranto. 

Il tribunale di Bellinzona ha accolto il ricorso avanzato da una figlia di Emilio Riva (deceduto) e una figlia di Adriano Riva che chiedevano di non trasferire in Italia circa un miliardo di euro sequestrato su richiesta dei pm Mauro Clerici e Stefano Civardi, nel corso dell’inchiesta nella quale si ipotizzava che i soldi detenuti presso un conto Ubs in Svizzera fossero “il provento dei delitti di appropriazione indebita continuata e aggravata” da parte degli indagati “ai danni della Fire Finanziara spa (oggi Riva Fire, ndr), di truffa aggravata, diinfedeltà patrimoniale e di false comunicazioni sociali, oltre che di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifici e di trasferimento fraudolento di valori”. 

In questo filone di inchiesta risultano indagati Adriano Riva e due consulenti della famiglia: Franco Pozzi ed Emilio Gnech, accusati di riciclaggio. Era stato iscritto nel registro degli indagati anche Emilio Riva, deceduto nel frattempo. Lo ha confermato l’avvocato di Lugano Elio Brunetti che ha seguito la vicenda.

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