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Meloni, l’ingannevole populismo autarchico di Giorgia

L’ultimo libro di Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, presenta una visione completamente distorta della realtà, condita da sapienti omissioni storiche per fare quadrare i conti di una concezione autarchica e demagogicamente anti-europea. Tra complotti e contraddizioni, attenzione alle ricette semplici ma ingannevoli che propone

Meloni, l’ingannevole populismo autarchico di Giorgia

All’inizio abbiamo avuto un comico che ha lanciato un sonoro “ vaffa” a tutto il sistema. Il populismo una volta arrivato al governo ha dovuto prendere atto che tutte le cose che andava predicando erano scempiaggini non praticabili. E si sta dissolvendo. O mutando in una specie di doroteismo 4.0 . Poi c’è stato Il Capitano Salvini che ha tentato di cambiare la Lega portandola da partito secessionista a partito nazionalista con accenti tra il populismo e il razzismo. Ne inventa una al giorno, pare uno Zelig della politica. Ora ha dovuto fare una svolta moderata e sembra addirittura voler aderire ai popolari europei. È ancora un pericolo per le sorti dell’Italia, ma sembra meno demagogico rispetto a qualche anno fa.

Il rischio è che si abbatta sul nostro povero paese un terzo flagello, quello di Giorgia Meloni e dei suoi Fratelli d’Italia. I sondaggi la danno al 20%, su livelli che nessuno dei suoi predecessori aveva mai immaginato di raggiungere. È rimasto il solo partito all’opposizione del Governo Draghi, e non ha seguito il suo compare Salvini nell’abbraccio dei 5 Stelle nel Conte 1. In parte per questo la Meloni è diventata una beniamina dei Talk della TV. Lei ci sa fare: ha una parlantina sciolta e puntuale, un vocabolario ampio e nello stesso tempo comprensibile. Ha una immagine che buca la schermo: bionda con due occhi che sono due fari. Ora cerca di rafforzare la sua immagine pubblica con un libro in cui racconta la sua storia, le sue radici e le sue idee. “Io sono Giorgia” edito da Rizzoli è da poco nelle librerie.

È una operazione tesa a suscitare simpatie verso la persona. La sua vita è quasi una fiaba. Non ha avuto il padre , ha un aspetto fisico non felicissimo per cui doveva difendersi dalle feroci prese in giro degli altri bambini. Queste difficoltà hanno sviluppato la sua volontà di affermarsi, di far vedere a tutti quello che valeva. Ed in effetti oggi non si può negare che sia una donna di successo, che ha bruciato le tappe e che a poco più di quarant’anni può permettersi di aspirare apertamente a fare il capo del Governo.

Ma attenzione. Prima di farsi trascinare dalla simpatia che può suscitare una giovane donna con la volontà di ferro, sarebbe bene che gli italiani capissero le idee di fondo di Giorgia e del suo partito. Magari non devono leggere il libro, ma è bene riflettere sulle reali pulsioni che per quanto abilmente mascherate, muovono lei e il suo partito.

Fondamentale è il patriottismo che di per se può essere un elemento positivo, ma che, se diventa una ossessione nazionalista e se si proclama ad ogni passo la necessità di difenderci da potenti nemici esterni e le loro quinte colonne interne, che tramano nell’ombra  per depredarci dei nostri beni e per renderci schiavi, allora si corre il rischio di chiuderci in una autarchia pericolosa, origine di perenni conflitti con i vicini di tipo sia politico che economico.

Giorgia quindi si iscrive al MSI per trovare una famiglia, per stare in una comunità minoritaria e allora emarginata, che cercava nelle radici profonde della  identità comunitaria il senso della propria individualità. È qui che Giorgia si forma l’idea della necessità di difendere la nostra identità attraverso il patriottismo. È da quegli anni giovanili che si avvia una visione distorta della “realtà“ fatta di letture alternative della storia e del funzionamento dei sistemi sociali e economici. E quando non si può proprio fare a meno di vedere le cose per il loro giusto verso, allora si ricorre a sapienti omissioni per far tornare il ragionamento.

Colpisce ad esempio, che Giorgia citi solo i fascisti malmenati o uccisi dai comunisti, senza ricordare che, specie a Roma e nel Sud, c’erano bande di “picchiatori” fascisti che non se ne stavano con le mani in mano. Ma questo è un peccato veniale rispetto a quello che dice sull’Europa, sull’immigrazione e sull’economia.

L’ Europa è gestita da burocrati ciechi e sordi verso i bisogni del popolo, e nello stesso tempo è dominata dall’asse Franco-tedesco che vuole ridurre gli altri Stati a mere colonie, a satelliti che ruotano intorno al sole. Dal punto di vista storico, ho trovato stravagante l’accusa rivolta a noi occidentali di aver abbandonato i paesi dell’Est nelle grinfie del comunismo per “nostro comodo”. Che dovevamo fare? Proseguire la guerra contro l’URSS, magari alleandoci con i nazisti? Meloni rimpiange l’Europa del Medio Evo, cristiana, basata sulla famiglia, che si avviava a conquistare il mondo. Ma non dice che anche tra loro i cristiani si ammazzavano senza limiti. Più volte inveisce contro le consorterie europee, quelle che manovrano contro la nostra democrazia. Nel suo intervento alla Camera il 10 dicembre scorso durante la discussione sulle modifiche del MES, viene fuori tutta la demagogia anti europea: “Prima ci ricattavano usando lo Spread, ora ci ricattano con i soldi che servono a combattere il COVID”. Forse Giorgia dovrebbe chiedere scusa agli italiani per aver usato in Parlamento espressioni del genere!

Ma non è finita qui. C’è sempre in corso un complotto ai danni degli italiani. La ricostruzione fatta da Meloni della caduta di Berlusconi nel 2011 è l’esempio del complotto operato da francesi e tedeschi tramite lo spread. Dopo tanti anni tutti i sono ormai convinti che la crisi italiana sia stata aggravata dal rifiuto della Lega di fare alcune riforme (pensioni e finanza locale) promesse da Berlusconi e che avrebbero migliorato il nostro merito di credito.

Alla fine Giorgia non si avvede di una profonda contraddizione. L’Europa di oggi è più simile ad una confederazione di Stati sovrani che ad una federazione con un forte governo centrale. Ed è per questo che non funziona in quanto gli Stati non hanno ceduto a Bruxelles poteri su immigrazione, sanità, finanze statali e così via. Ma Meloni è paladina della Europa Confederale, che rischia di tornare indietro anche rispetto alle materie già messe in comune a partire dalla moneta.

Giorgia dice di voler “aggredire il declino” ma forse non sa che il volume del nostro commercio con l’estero è circa il 50% del nostro PIL e che quindi il contrasto del globalismo e la tensione permanente con i vicini danneggerebbero i nostri scambi commerciali. L’autarchia non va bene all’Italia. Significherebbe più povertà e più sacrifici per tutti. Particolarmente penalizzati sarebbero i ceti più deboli e il Sud. Per paradosso quelli che sono attratti dalla Meloni e dalle sue promesse.

Tutto il libro è disseminato di affermazioni palesemente in contrasto con la verità. Ad esempio la difesa dei regimi ungherese e polacco attaccati dalla UE perché difendono i loro cittadini dall’invasione straniera, senza dire che si tratta di regimi che riducono libertà fondamentali come quella di stampa e quella giudiziaria. Non è poco.

In definitiva Giorgia Meloni è un po’ una sintesi di populismo e di sovranismo. Rispetto a Grillo e Salvini, ha radici più profonde nella società in quanto il suo partito è l’erede del MSI e di AN. Ha elaborato la sua diversità in anni e anni di letture alternative a quelle liberal-democratiche. Giorgia quindi può sventolare il tricolore con maggiore credibilità degli altri suoi competitor. E contro il comunismo che – secondo lei – è presente in forme diverse ancora oggi nelle nostre società. Soprattutto può accusare il PD e le altre forze di sinistra di essere “collaborazionisti” con le potenze straniere mentre loro, in quanto patrioti, sono gli unici che difendono gli interessi del popolo. Quanto a demagogia ha ormai superato i grillini.

La politica può nascondere brutte sorprese. A volte i cittadini, impauriti o esasperati, finiscono per affidarsi a forze che sembrano avere ricette semplici per affrontare i problemi, e che promettono che distribuiranno tanti benefici senza chiedere nulla in cambio alle persone. Attenzione agli inganni per evitare poi di doversene pentire quando è troppo tardi!

17 thoughts on “Meloni, l’ingannevole populismo autarchico di Giorgia

  1. Autarchia? Complottismi? Omissioni delle stragi fasciste..? Beh se ti sembra “normale” che con i miliardi di movimenti di persone fra Cina e Paesi adiacenti un loro virus sbarchi subito in Italia uccidendo 20.000 concittadini (visto che ai politici e militari non è vento in mente di chiiudere i confini come farebbe ogni comandante di nave in pericolo epidemico) allora sei la prova che l’umanità sta davvero degenerando a livello scimmiesco… malgrado le nanotecnologie difettano i neuroni (e le sinapsi) !

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    1. Ecco la tipica risposta degna dei lobotomizzati ignoranti di una destra indecente.
      Tu parli di neuroni e sinapsi che, come la maggioranza di quelli del branco a cui appartieni beve ogni fregnaccia che i vostri politicanti da osteria vi propina
      Ritirati e vergognati

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  2. i giganti ci appaiono quando siamo circondati da nani…ma sempre nani sono! Altro spessore serve a questo Paese per contare qualcosa nel mondo. Io vedo tanti nani a destra e sinistra ( se ancora esistono). Questo è il vero dramma

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  3. Mi vergogno per lei la sua disanima nasce dal rododendro che ha internamente. Dovrà abituarsi, questa sinistra che governa senza essere legittimata da un voto degli italiani andrà presto a casa. Ha cominciato anzi tempo ha soffrire, rido pensando come si sentirà dopo le prossime elezioni. Prenda qualche calmante le farà bene.

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      1. come detto a rumor siete solo dei pappagalli. A cascata ripetete come boccaloni il verbo che hanno inculcato dall’alto.
        C’è di buono che almeno i pappagalli sono più intelligenti di voi!

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    1. Ti conviene aspettare a ridere ecco la tipica risposta di voi destrorsi ignorantelli. Letta una lette tutte…
      Sete talmente poveri di testa che non vi resta che fare il copia e incolla delle fregnacce che i burattinai che vi hanno intortato vi propinano
      siete patetici

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  4. Egregio pennivendolo, le menziono la famosa metafora: quando il gatto non può arrivare al lardo dice che è acido e puzzolente… la morale la lascio giudicare a lei.
    Immagino il fango le le uscirà dalla bocca quando la Meloni sarà la probabile presidente del consiglio, se ciò dovesse succedere, le consiglio di espatriare e andare magari nel Vietnam comunista così si renderà conto che la sua ideologia politica è completamente fasulla.

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    1. Post corretto tra le parentesi tonde: Immagino il fango le le uscirà dalla bocca quando la Meloni sarà la probabile presidente del consiglio (eletta democraticamente dal popolo sovrano), se ciò dovesse succedere, le consiglio di espatriare e andare magari nel Vietnam comunista così si renderà conto che la sua ideologia politica è completamente fasulla.

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    2. credo che il fango ce l’abbiate voi in testa. Sempliciotti ed ottusi credete forse che una meloni votata da un mandria di sempliciotti la faccia assurgere al ruolo di politico degno di stima? ahaha
      Il paese in mano da una banda sovranista e filofascista isolerà il paese da tutti i popoli civili europei e non..
      Allora forse capirete la vostra ignoranza

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