Condividi

Philip Morris, un futuro senza fumo è possibile

Il gruppo leader nel settore del tabacco a livello mondiale ha avviato la sua rivoluzione e ha proposto una soluzione innovativa: costruire un futuro senza fumo, sviluppando una serie di prodotti alternativi a potenziale rischio ridotto per i consumatori – Il caso del Giappone e l’investimento di Crespellano in provincia di Bologna

Philip Morris, un futuro senza fumo è possibile

Da quando la sostenibilità è arrivata nel mercato delle sigarette, si può parlare di rivoluzione anche nel settore del tabacco. Da tempo la sfida è stata raccolta anche dalla Philip Morris International che, oltre alla produzione e alla commercializzazione di sigarette in oltre 180 Paesi nel mondo, ha deciso di impegnarsi nello sviluppo di prodotti senza fumo a potenziale rischio ridotto.

A tal proposito, la spesa in ricerca e sviluppo condotta dal gruppo leader nel settore del tabacco a livello mondiale registra un investimento complessivo di oltre 3 miliardi di dollari, 15 anni di lavoro e un team di 430 scienziati e ingegneri provenienti da 40 paesi.

L’obiettivo di Philip Morris sia in Italia sia nel resto del mondo è avviare una profonda trasformazione costruendo un futuro senza fumo spostando l’attenzione della clientela sui nuovi prodotti oggetto di sperimentazione. Ferma convinzione rimane che non esista alternativa migliore per la salute delle persone, quella di smettere del tutto di fumare: “In Philip Morris – dicono nella multinazionale – sosteniamo con vigore che non c’è nulla che sia meglio dello smettere di fumare, ma siamo convinti di poter avere un grosso impatto sulla salute pubblica promuovendo alternative al fumo di sigaretta. Ecco perché stiamo investendo molto in prodotti alternativi che soddisfino i fumatori adulti ma che abbiano il potenziale di ridurre il rischio rispetto al fumo di sigaretta”.

Sulla base delle previsioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), nonostante le campagne contro il fumo, nel 2025 vi saranno ancora oltre un miliardo di fumatori a livello mondiale. Oggi, si stima che circa 1.1 miliardi di uomini e donne fumino sigarette o altri prodotti a base di tabacco combusto. La prevalenza di fumatori, che è stata stimata attorno al 22,1% nel 2010 è in costante declino da diversi decenni, e secondo le proiezioni dell’OMS continuerà a diminuire di 0,21 punti percentuali all’anno. A questo ritmo, ci vorrebbero quasi 100 anni per vivere un mondo senza fumo.

Secondo i dati ufficiali, tuttavia, la popolazione globale è in crescita di circa 70 milioni di persone all’anno e l’effetto combinato di popolazione in aumento e calo della prevalenza del fumo risulta in una proiezione di circa 1,16 miliardi di fumatori nel 2025. Queste proiezioni dell’OMS si basano però sulle attuali politiche di controllo del tabacco e non considerano il potenziale dei prodotti senza fumo.

I propositi di Philip Morris entro il 2025 vanno nella stessa direzione: l’azienda è impegnata a far sì che almeno il 30% dei propri consumatori, che altrimenti continuerebbero a fumare, passino ai prodotti senza fumo entro sei anni. Sulla base di questo obiettivo ambizioso, la multinazionale stima che entro il 2025 almeno 40 milioni di fumatori di sigarette saranno passati ai prodotti senza fumo. Secondo i dati del Report di Sostenibilità 2017 redatto dalla stessa Philip Morris i prodotti senza fumo rappresentano il 13% delle rendite nette totali della azienda e ad oggi gli utilizzatori di IQOS (i nuovi prodotti alternativi) sono oltre 5.8 milioni nel mondo, per un totale di 10.000 nuovi clienti al giorno.

Il progetto di avviarsi verso un futuro senza fumo impatta positivamente sul territorio da molteplici punti di vista: il 100% dell’energia utilizzata per esempio dal polo industriale italiano di Philip Morris a Bologna è prodotta da fonti rinnovabili, 75% è il valore della quota di recycling dei rifiuti nella produzione di prodotti a potenziale rischio ridotto e all’8,6% corrisponde la riduzione delle emissioni di CO2 dal 2012 al 2017. All’impatto positivo sull’ambiente si affiancano quello sulla sfera socio-lavorativa ed economico-sociale: un investimento di 335 milioni è destinato all’acquisto di macchinari ad alta intensità tecnologica, il 43% dell’organico è composto da donne e il 24% è rappresentato da impiegati under30.

Ma nel dettaglio, cosa si intende per prodotti senza fumo? Si tratta di quei prodotti che presentano, possono presentare, o hanno il potenziale di presentare un minore rischio di danno per i fumatori che scelgono di avvicinarsi a questi prodotti, che sono già in varie fasi di sviluppo, valutazione scientifica e commercializzazione. Il minor danno che si ritiene provenga dall’utilizzo di questi prodotti deriva dal fatto che essi non bruciano il tabacco, e pertanto producono quantitativi significativamente inferiori di componenti dannose o potenzialmente dannose rispetto al fumo delle sigarette.

Philip Morris International ha concentrato i propri sforzi in due direzioni, entrambe volte a eliminare la combustione del tabacco: la prima consiste nello scaldare il tabacco per generare un vapore contenente nicotina, riducendo al contempo i livelli di sostanze chimiche dannose, l’altra consiste nel produrre un vapore contenente nicotina ma senza utilizzare tabacco.

Uno dei prodotti di spicco della nuova generazione di sigarette è IQOS, che ricorrendo a un sofisticato sistema elettronico, scalda il tabacco appositamente preparato e miscelato fino a una temperatura inferiore ai 350°C, senza produrre combustione, fuoco, cenere o fumo. Questo procedimento genera un vapore contenente nicotina, che permette di assaporare il gusto del tabacco. Dato che non avviene alcun processo di combustione, i livelli di sostanze chimiche dannose sono significativamente minori rispetto al fumo di sigaretta.

L’ultima generazione di IQOS – il numero 3 – è stato presentato in anteprima mondiale lo scorso 23 ottobre a Tokyo. Oltre al Giappone e all’Italia, il sistema IQOS 3 è stato lanciato per ora in Svizzera, Corea del Sud, Russia, UK, Colombia, Germania, Portogallo e Sud Africa.

In Italia, Philip Morris Italia e Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna sono le due affiliate del gruppo Philip Morris tra i pionieri di questa nuova categoria di prodotti sia da un punto di vista commerciale – a Milano nel 2014 è stato lanciato per la prima volta IQOS – sia industriale. A Crespellano, in provincia di Bologna, Philip Morris ha realizzato il suo primo stabilimento al mondo per la produzione su larga scala dei prodotti del tabacco senza fumo. Lo stabilimento di Crespellano, realizzato tra il 2014 e il 2018, ha previsto un investimento complessivo di oltre 1 miliardo di euro e la creazione di oltre 1200 nuovi posti di lavoro e rappresenta uno dei più grandi stabilimenti produttivi realizzati in Italia dal dopoguerra ad oggi con i suoi 110.000 metri quadrati.

Tra i risultati migliori ottenuti nel mondo da Philip Morris c’è quello del Giappone. Lì, il fenomeno del tabagismo, benché storicamente meno regolato dalla legge rispetto ad altre nazioni, è cambiato profondamente a seguito dell’immissione nel mercato di IQOS. Nel novembre 2014, Philip Morris International ha lanciato il prodotto anche nel polo manifatturiero giapponese di Nagoya, ricevendo da subito un forte interesse. Da allora, la vendita di sigarette in Giappone ha visto un declino record scendendo del 16%.

18 thoughts on “Philip Morris, un futuro senza fumo è possibile

Commenta