Il Decreto Rilancio riscopre l’ingloriosa Gepi

L'articolo 26 del tormentato Decreto Rilancio sembra riproporre attraverso Invitalia l'infelice esperienza della Gepi, finanziaria pubblica fortunatamente chiusa nel 1991 che doveva salvare aziende private in difficoltà ma che in realtà sperperò un'infinità di soldi pubblici - C'è da sperare…
Post Covid-19, il governo dell’economia deve cambiare

Anzichè puntare su provvedimenti di spesa pubblica a pioggia per sostenere i consumi a brevissimo termine, il Governo dovrebbe puntare sul potenziamento dell'offerta con investimenti pubblici ben selezionati e con effetti moltiplicativi sull'occupazione - Meno attenzione ai sondaggi e più…
Il silenzio della Consob e la cecità della Confindustria

Cosa aspetti la Consob a sospendere la Borsa è incomprensibile nel suo silenzio. L'agitarsi dedlla Confindustria, che ritiene il diritto alla salute dei lavoratori negoziabile al pari di ogni altro diritto, ricorda invece il padrone delle ferriere dell'Ottocento - In…
Politica industriale da riscoprire: “Grande è bello”

Per rilanciare l'economia non basta sostenere la domanda interna ma occorre anche rimuovere le strozzature produttive dell'offerta di beni e servizi sviluppando una nuova politica industriale che favorisca la crescita dimensionale delle imprese e abbandoni il falso mito del "Piccolo…
I minibot: una furbata da incubo

La strampalata idea del leghista Borghi di utilizzare Bot in piccoli tagli come mezzo di pagamento e farli diventare una quasi seconda moneta al posto dell'euro piccona ancora di più la credibilità dell'Italia e può creare gravi problemi sui mercati
Elezioni europee, vademecum per sovranisti senza sovranità

Nella retorica sovranista la campagna elettorale per le elezioni europee di maggio abbonda di altisonanti quanto vuoti proponimenti sotto i quali c'è il nulla - Ma soprattutto i sovranisti nascondono la realtà più importante: per cambiare l'Europa bisogna perdere sovranità…
Tav: la grande bufala dell’analisi costi-benefici

La relazione presentata dal ministro Toninelli sulla Tav svilisce completamente il ruolo dell'analisi costi-benefici, non rivela la dissenting opinion rispetto all'indirizzo prevalente voluto dal ministro e non offre al Parlamento la possibilità di scegliere tra scenari socioeconomici diversi