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Emergenza Sanità e guasti di Quota 100

Per ora i pensionamenti anticipati dovuti a un provvedimento sbagliato e demagogico sono stati meno del previsto ma nella Sanità rischiano di favorire l’esodo di medici e infermieri in un momento drammatico per il Coronavirus.

Emergenza Sanità e guasti di Quota 100

Il Servizio sanitario nazionale è messo duramente alla prova nel fare fronte all’epidemia del Covid-2019. Fino ad ora le strutture ospedaliere sono state in grado di reggere la sfida con competenza, professionalità e abnegazione degli operatori. Man mano, però, che si diffonde il contagio è forte la preoccupazione di un collasso del sistema, tanto che il governo si è accorto che occorrono misure d’emergenza nel settore, a partire proprio da un rafforzamento della ‘’prima linea’’ impegnata nella battaglia (purtroppo difensiva) contro il virus misterioso: il personale medico e paramedico. Si stanno esaminando diverse ipotesi: dal richiamo in servizio degli operatori in quiescenza ad un piano straordinario di assunzioni di medici e infermieri, attraverso l’uso del rapporto di lavoro a tempo determinato.

Il sindacato dei medici ospedalieri, Anaoo, dopo aver denunciato la mancanza negli organici di 46mila operatori di cui 8mila medici,  ha avanzato delle proposte (alternative al richiamo in servizio dei pensionati), riguardanti la possibilità di avvalersi dei medici specializzandi e degli infermieri laureati non ancora iscritti all’Albo. Sappiamo che la sanità è uno di quei settori in cui la domanda sovente non trova risposta nell’offerta, soprattutto nelle regioni settentrionali (nella sanità privata, ad esempio, è abbastanza elevata la presenza di personale straniero comunitario e non). E’ singolare, però, che, in un momento in cui si va alla ricerca degli errori (vengono denunciati dai media – che ormai non parlano d’altro se non del coronavirus – tagli feroci alla sanità pubblica che stanno al confine del ‘’sentito dire’’), nessuno ha il coraggio di ricordare una delle cause recenti delle difficoltà che oggi si riscontrano per quanto riguarda l’adeguatezza degli organici. 

E’ una vera e propria omertà della comunicazione, che di quelle cause è stata propagandista acritica. Quali sono stati gli effetti delle controriforme giallo-verdi in materia di pensioni (Quota 100 e dintorni)? A suo tempo furono espresse molte perplessità sull’introduzione di misure di anticipo dell’età di pensionamento perché  avrebbero creato dei seri problemi in alcuni settori strategici come la scuola, la giustizia e soprattutto la sanità. A lanciare l’allarme furono proprio i sindacati dei medici e le pubblicazioni specializzate.

Tra queste ultime ricordiamo un articolo apparso su “Quotidianosanità.it’’ del 15 marzo 2019 di cui riportiamo un brano significativo: “Sono circa 140mila gli operatori sanitari dipendenti del Servizio sanitario nazionale che a fine 2018 avevano raggiunto i requisiti per “Quota 100”. E di questi oltre 40mila (tra il 22 e il 26% per i dirigenti e il 28 e il 35% per il personale non dirigente sulla base delle nostre stime effettuate tenendo conto della percentuale di domande fino ad oggi presentate sul totale degli aventi diritto) sono tra i possibili ‘pensionandi’ con il nuovo meccanismo. I primi a segnalare il pericolo – proseguiva l’articolo – erano stati qualche settimana fa i medici che avevano annunciato una fuoriuscita possibile di circa 4.500 professionisti. Poi l’allarme rosso degli infermieri, la categoria più numerosa del Ssn, le cui previsioni sono state di una perdita di oltre 22mila unità. Assistenza più che a rischio quindi, soprattutto nelle Regioni che stanno peggio, quelle con i piani di rientro, dove le carenze di personale sono già gravi e pesano sui servizi: oltre il 35% di chi potrebbe andare in pensione con Quota 100 è nei loro territori’’. 

L’articolo, poi, era accompagnato dalla sottostante tabella molto specifica per le diverse professioni che, tenendo conto di quanti operatori avevano maturato i requisiti previsti da quota 100, ipotizzava delle stime sui possibili esodi sia in valore assoluto che in percentuale. E’ appena il caso di sottolineare che le preoccupazioni, allora,  esistevano rebus sic stantibus. Quando il trio di vertice del governo giallo-verde festeggiò la conversione del dl n.4 del 2019 (Salvini esibiva un cartello in cui era contenuta soltanto l’indicazione di quota 100 per rivendicarne la paternità e dissociarsi dal reddito di cittadinanza) nessuno immaginava che un anno dopo sarebbe scoppiata l’epidemia del coronavirus. Ma quel provvedimento, dettato da motivi demagogici e del tutto ingiustificati, ha pesato sulle difficoltà di oggi, anche se – come si dice – i pensionamenti. Per ora, sono stati meno di quelli previsti (nel pubblico impiego le misure sono entrate in vigore dal 1° agosto scorso). 

Comunque la ferita nell’ordinamento pensionistico rimane aperta fino a tutto il 2021 (e fino a tutto il 2026 per la norma che blocca i requisiti per l’accesso al trattamento ordinario anticipato). Pertanto è possibile che il fabbisogno di personale diventi ancora più grave, dal momento che la scelta di rimanere in servizio, in frangenti come l’attuale, richiede un alto senso civico e professionale che sicuramente è stato presente e determinante fino ad ora, ma non è detto che lo sia in futuro. Per inciso, ricordiamo che il diritto conseguito entro il 31 dicembre 2021 può essere esercitato anche successivamente alla predetta data e il requisito di età anagrafica non è adeguato agli incrementi correlati alla speranza di vita. 

Tabella sanità
Quotidiano Sanità

Ci auguriamo, in conclusione, che questa emergenza ‘’virale’’ serva – non solo per il personale sanitario – a rimettere in discussione delle misure di carattere previdenziale sbagliate che oggi sottraggono risorse, umane ed economiche, a situazioni di assoluta priorità come la salute e la sicurezza degli italiani. Ma non c’è stata soltanto la politica previdenziale del Conte 1 a creare difficoltà al SSN per quanto riguarda il personale. Come ha rilevato la Corte dei Conti in sede di monitoraggio della spesa pubblica anche talune misure di carattere fiscale hanno contribuito a favorire l’esodo dei medici dalle strutture sanitarie pubbliche: “A rendere più difficile rispondere alle carenze contribuiscono, comunque, più fattori: i diversi regimi esistenti tra strutture private e pubbliche nella possibilità di svolgere lavoro in regime libero professionale e l’innalzamento delle soglie minime del regime forfettario a 65.000 euro con aliquota piatta al 15 per cento, che riduce per un medico con rapporto libero professionale le imposte di quasi due terzi rispetto ad un medico dipendente, orientando l’offerta di lavoro a tutto discapito del lavoro pubblico. Inoltre, ciò rende conveniente optare per il regime extramoenia, compatibile con la flat tax entro la soglia individuata e fa venir meno il vincolo di equilibrio tra attività svolta in ambito istituzionale e attività svolta in regime libero-professionale’’.   

9 thoughts on “Emergenza Sanità e guasti di Quota 100

  1. X4VOLTA INVIO CHI MI PAGA QUOTA CENTO A ME SE MAN LICENZIATO MALATTIA DOPO VISITA MEDICA FATTA MESTRE NON PIU IDONEO MANSIONI DE ASSUNZIONE DOPO 12ANNI CONTRIBYUTI VERSATI E AVENDO LEGGE 335DEL95 MAI APPLICATA XME LICENZIATO MALATTIA DA AZIEBSA OSPEDALIERA VERONA CONFORTINI CHI MI PAGA ANNI MANCANTI è ETA 65ANNI CONTRIBUTI 35 E GLI ALTRI XQUOTA CENTO CHI ME LI PAGA è

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  2. “tutti disposti persino a morire d’epidemia pur di difendere quota 100”.Si potrebbe dire al contrario tutti pronti a morire pur di abolire subito quota 100.Perchè non sono state fatte subito assunzioni quando medici e infermieri hanno aderito a quota 100 ? Richiamando chi è gia’ in pensione a cosa servirebbe visto che si tratta di un virus totalmente sconosciuto ? E francamente infine se questi luminari dell’economia si attaccano sempre alle solite cose con numeri e dati che neanche loro capiscono non sarebbe il momento di lasciarli perdere e sentire magari qualcuno piu’ informato e meno politicizzato ?

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  3. Ma invece di scrivere “cazzolate” per attaccare a tutti i costi questa misura previdenziale, la domanda è perché il settore pubblico non abbia ringiovanito assumendo di più, invece di sfruttare gli esodi per tagiare i costi.
    Il commento di Cazzola è particolarmente stupido.

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    1. Non si vergogna un po’ di scrivere queste perle di saggezza, Cazzola ?
      Provi a dire al governo di assumere, invece di usare anche il virus per attaccare questa misura.

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    2. Caro Cazzola io sono un rianimatore di 61 anni e questa settimana lavorero’ 68 ore. Negli ultimi anni le politiche di spending review hanno decimato gli organici e ora voi geni della finanza risolvete il tutto chiedendo a gente over 62 di restare a fare turni e notti invece di assumere giovani speecialisti ? Complimenti !

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  4. Il depauperamento del personale sanitario é frutto delle politiche di riduzione della Spesa Pubblica in atto da anni caro Cazzola. Tirare in ballo Quota 100 è indice di malafede. Ora che siamo nel bel mezzo di una epidemia ci mettiamo ad assumere ….

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  5. Il depauperamento del personale sanitario é frutto delle politiche di riduzione della Soesa Pubblica in atto da anni caro Cazzola. Tirare in ballo Quota 100 è indice di malafede. Ora che siamo nel bel mezzo di una epidemia ci mettiamo ad assumere … prima andava bene così ?

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  6. Il depauperamento del personale sanitario è il frutto delle politiche di riduzione della spesa pubblica in atto da anni cari Cazxola. Tirare in ballo Quita 199 è indice di malafede.

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