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Total, Lafarge, Kering: ecco perché i big lasciano la Francia

Sono ormai diversi i casi di grandi aziende francesi che spostano le loro basi operative all’estero: ecco i motivi di un fenomeno che allarma la Francia.

Total, Lafarge, Kering: ecco perché i big lasciano la Francia

La complessità del sistema fiscale, l’incertezza regolamentare e le 3.500 pagine del Codice del Lavoro. Queste, secondo un libro scritto da Jean-Yves Durance e Anne-Catherine Outin-Adam, due dirigenti della Camera di Commercio e d’Industria della regione di Parigi, sono le principali cause del fenomeno che sta preoccupando la Francia: la fuga delle grandi aziende. O quantomeno delle loro basi operative.

Non solo in Italia dunque la burocrazia e la complessità giuridica attanagliano le imprese. Del resto, basta vedere gli ultimi casi eclatanti d’Oltralpe: il colosso energetico Total, reduce dalla tragica scomparsa dell’ad Christophe de Margerie, ha appena trasferito la tesoreria a Londra, e lo stesso percorso hanno fatto l’ad del gruppo del lusso Kering, Jean-François Palus, il numero uno della compagnia assicurativa Axa Investment Managers, Andrea Rossi, e Christophe Navarre, direttore esecutivo di Moet Hennessy.



Ma il grande esodo non è diretto solo verso la capitale inglese: il gruppo di costruzioni Lafarge, che si è appena fuso con la svizzera Holcim, ha scelto proprio il Paese elvetico per la nuova sede, e Jean-Pascal Tricoire, presidente e amministratore delegato del gruppo elettrico Schneider, ha spostato il suo centro operativo in Asia, a Hong Kong.

“La situazione è potenzialmente molto pericolosa”, dichiara a Le Figaro Yves Durance, vice-presidente della Camera di Commercio e Industria di Parigi. “La fuga dei vertici è dovuta alla fiscalità e a un deficit di attrattività di Parigi e della Francia”. E le conseguenze di questo fenomeno? “I centri decisionali hanno un importante ruolo di ‘allenamento’ per l’economia nazionale, perché mantenendo sul territorio i talenti è più facile coltivarne altri: serve una terapia choc, con un drastico cambiamento culturale che agisca sulla fiscalità e sul diritto del lavoro”.

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