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Agnelli, la cassaforte di famiglia vale quasi 10 miliardi: buyback Exor rafforza i conti e spinge il patrimonio di John Elkann

Il bilancio della Giovanni Agnelli BV mostra come il buyback di Exor abbia ridotto il debito, rafforzato il patrimonio e consolidato una valutazione che porta la cassaforte della famiglia Agnelli-Elkann a 9,8 miliardi di euro

Agnelli, la cassaforte di famiglia vale quasi 10 miliardi: buyback Exor rafforza i conti e spinge il patrimonio di John Elkann

La cassaforte della famiglia Agnelli-Elkann vale quasi 10 miliardi di euro. Il dato emerge dal bilancio 2025 della Giovanni Agnelli BV, la holding olandese che detiene la partecipazione di controllo in Exor e rappresenta il centro della governance familiare. Secondo le analisi riportate dal Corriere della Sera, il principale impulso alla crescita recente sarebbe arrivato dal programma di riacquisto azionario (buyback) avviato da Exor nel 2025, che ha avuto un impatto significativo sulla valorizzazione della partecipazione detenuta dalla holding.

Patrimonio in crescita e debito quasi azzerato

La Giovanni Agnelli BV è la holding che raccoglie le diverse branche della famiglia Agnelli, discendenti del senatore Giovanni. I numeri raccontano una struttura finanziaria in netto rafforzamento: la holding appare oggi più solida, con un patrimonio netto salito a circa 1,2 miliardi di euro rispetto ai 757 milioni del 2024. Parallelamente si registra una riduzione quasi totale dell’indebitamento: i debiti a lungo termine risultano ormai marginali, mentre quelli a breve sono stati sostanzialmente eliminati. Il risultato indica una gestione più prudente e una posizione finanziaria più solida rispetto agli anni precedenti.

Il buyback Exor che ha cambiato gli equilibri

Secondo la ricostruzione del Corriere della Sera, il principale motore di questo miglioramento è stato proprio il buyback da un miliardo di euro promosso da Exor. La Giovanni Agnelli BV avrebbe aderito all’operazione cedendo azioni per circa 570 milioni di euro, realizzando una plusvalenza di circa 490 milioni. A queste operazioni si sarebbero aggiunte ulteriori cessioni di titoli per 40 milioni, con una plusvalenza di altri 34 milioni.

La holding continua inoltre a beneficiare dei dividendi provenienti da Exor. Nel 2025 ne avrebbe incassati circa 60 milioni di euro, mentre quest’anno la distribuzione approvata ammonta a 55 milioni, ricevuti il 27 maggio, lo stesso giorno in cui il bilancio è stato depositato ad Amsterdam. La Giovanni Agnelli BV controlla circa il 54,9% del capitale di Exor, ma soprattutto dispone di circa l’84% dei diritti di voto, mantenendo così il controllo effettivo della holding che possiede partecipazioni in Ferrari, Stellantis, Cnh Industrial, Philips, Juventus e altre società.

Perché la Giovanni Agnelli BV vale quasi 10 miliardi

L’indicazione più interessante sul valore della cassaforte arriva però da un’operazione effettuata dopo la chiusura del bilancio. Nei primi mesi del 2026 la holding ha infatti riacquistato 10.800 azioni proprie, pari allo 0,3% del capitale, per un controvalore complessivo di 29,4 milioni di euro. L’operazione implica una valorizzazione di circa 2.725 euro per azione. Applicando lo stesso valore all’intero capitale sociale, la Giovanni Agnelli BV risulterebbe valutata circa 9,83 miliardi di euro.

Resta però un elemento di curiosità: non è stato reso noto quale ramo della famiglia abbia ceduto le azioni riacquistate dalla holding né se la vendita sia avvenuta attraverso una o più operazioni. La valutazione da 9,83 miliardi appare in linea con una precedente transazione interna tra John Elkann e Andrea Agnelli, che attribuiva alla cassaforte un valore vicino ai 10 miliardi di euro, mentre risulta superiore agli 8,2 miliardi indicati da alcune stime pubblicate nei mesi scorsi.

Exor in Borsa perde quota, ma la holding si rafforza

Il rafforzamento patrimoniale della Giovanni Agnelli BV arriva in una fase meno favorevole per Exor sui mercati finanziari. Negli ultimi dodici mesi il titolo ha perso circa il 21%, scendendo intorno ai 66 euro per azione, contro i circa 90 euro registrati al momento del buyback. La capitalizzazione di mercato si attesta oggi sotto ai 14 miliardi di euro, sui minimi degli ultimi quattro anni. Nonostante questo scenario, la holding familiare si presenta con una struttura più robusta: il debito è sostanzialmente azzerato e le azioni proprie detenute superano ormai il 10% del capitale.

Quanto vale la quota di John Elkann

La valutazione della Giovanni Agnelli BV si riflette lungo tutta la catena di controllo della famiglia, passando attraverso la holding Dicembre, che detiene il 41% della cassaforte ed è il perno dell’assetto proprietario. Proprio Dicembre è anche al centro del contenzioso ereditario avviato da Margherita Agnelli, in una vicenda che si intreccia con le procedure civili in corso e con il fronte penale aperto a Torino, dove per John Elkann è stato chiesto il rinvio a giudizio per presunta truffa ai danni dello Stato, con prima udienza fissata il 21 giugno. Un insieme di dossier che mantiene alta l’attenzione sulla struttura di controllo della famiglia, anche se gli attuali assetti statutari rendono la governance sostanzialmente blindata.

Sul piano patrimoniale, Dicembre vale circa 4 miliardi di euro: John Elkann ne detiene il 60%, mentre il restante 40% è suddiviso tra Lapo e Ginevra Elkann, con il 20% ciascuno. Sulla base della valorizzazione implicita della cassaforte, la quota riconducibile a John varrebbe quindi circa 2,4 miliardi di euro, rappresentando il principale asset patrimoniale del presidente di Exor, Stellantis e Ferrari. Se inoltre i dividendi distribuiti da Exor dovessero essere trasferiti integralmente lungo la catena delle holding, a John Elkann potrebbero arrivare quest’anno circa 13,5 milioni di euro.

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