Le tensioni tra Stati Uniti e Iran tornano a pesare sui mercati globali. La brusca interruzione dei colloqui tra Washington e Teheran, seguita dopo gli attacchi israeliani in Libano e da nuove schermaglie militari nella regione, ha spinto al ribasso le Borse europee e alimentato la volatilità anche a Wall Street. A Piazza Affari il Ftse Mib arretra dello 0,52%, scivolando sotto quota 50mila punti, in linea alle principali piazze europee.
L’avversione al rischio si riflette anche sull’energia, con il petrolio in forte accelerazione: il Brent torna sopra i 97 dollari al barile e il Wti sale fino a 94 dollari, sostenuti dalle tensioni sull’offerta e dai timori legati all’area del Golfo. In rialzo anche il gas naturale, mentre l’oro corregge dopo i recenti massimi. Sul fronte valutario l’euro resta stabile contro il dollaro.
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A Piazza Affari si mettono in evidenza Saipem, Prysmian, Tenaris ed Eni. Sul fronte opposto prevalgono invece le vendite su Avio, Fincantieri e Leonardo. Debole anche il comparto bancario, nel pieno delle dinamiche di risiko europeo, con attenzione su Unicredit e sulle principali operazioni in corso nel settore creditizio.
Sul fronte obbligazionario, lo spread Btp-Bund sale a 74 punti base, con il rendimento del decennale italiano al 3,74%.