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Elezioni Colombia: Petro lascia, il favorito è il suo delfino Cepeda. Ma il trumpiano De La Espriella è in rimonta

Il voto del Paese sudamericano in programma domenica 31 maggio (il 21 giugno il ballottaggio) è significativo perché Trump, dopo aver catturato Maduro, aveva messo nel mirino anche il presidente colombiano uscente Gustavo Petro, sempre per la questione del narcotraffico. L’interscambio commerciale Usa-Colombia vale oltre 53 miliardi di dollari

Elezioni Colombia: Petro lascia, il favorito è il suo delfino Cepeda. Ma il trumpiano De La Espriella è in rimonta

Domenica 31 maggio si vota per il primo turno delle elezioni presidenziali in Colombia, e non è una tornata banale. Il Paese sudamericano infatti è uno di quelli che è (o era, ancora non si è capito) entrato nel mirino del presidente statunitense Donald Trump, insieme a Venezuela e Cuba, nel contesto di una ritrovata strategia imperialista in America Latina, in nome della lotta al narcoterrorismo. Dopo aver catturato il presidente venezuelano Nicolas Maduro e mentre sta per dare il colpo di grazia a Cuba dopo averla fatta agonizzare, il tycoon aveva per un attimo minacciato anche il presidente colombiano Gustavo Petro, socialista, salvo poi riceverlo alla Casa Bianca lo scorso febbraio.

Nei sondaggi è in larghissimo vantaggio il governista Cepeda, col 44%

Ora però Petro, alleato nell’area latinoamericana del brasiliano Lula e della messicana Claudia Sheinbaum, che non sono certo i leader più graditi a Washington, è a fine mandato e non si ricandiderà a presidente. Per succedergli il partito di maggioranza Pacto Historico ha scelto il senatore 63enne Ivan Cepeda, che nei sondaggi è in vantaggio sul candidato “appoggiato” da Trump e cioè l’avvocato Abelardo De La Espriella, del partito di estrema destra Defensores de la Patria. Cepeda è dato alla vigilia del voto al 44,6%, persino in crescita rispetto al 37,1% rilevato a febbraio, ma il suo principale avversario è in rimonta col 31,6% nelle ultime proiezioni, dieci punti percentuali in più rispetto al sondaggio di aprile. Trump in queste settimane è alle prese con l’Iran e quindi non ha avuto il tempo di spendersi per De La Espriella, come aveva fatto nei mesi passati con il cileno José Antonio Kast e il boliviano Rodrigo Paz, entrambi poi risultati vincitori.

De La Espriella si ispira a Trump e Bukele. Cepeda resiste nonostante violenze e intimidazioni

De La Espriella, oltre che a Trump, si ispira al presidente salvadoregno Nayib Bukele, diventato il leader di riferimento della destra sudamericana per la sua durissima repressione della criminalità e ovviamente proprio per questo ben visto dalla Casa Bianca. Al terzo posto nei sondaggi compare la senatrice e avvocata Paloma Valencia, del partito centrista dell’ex presidente Alvaro Uribe, con il 14% delle intenzioni di voto (un mese fa era data quasi al 20%). In testa c’è dunque Ivan Cepeda, che ha voluto confermare la sua candidatura nonostante le numerose intimidazioni subite dal crimine organizzato: uno degli ultimi episodi di violenza è datato 15 aprile, quando la sede della campagna elettorale di Cepeda a Medellín è stata vandalizzata, subendo danni strutturali e venendo imbrattata con scritte sulla facciata.

Secondo turno in programma il 21 giugno. Gli Usa sono il primo partner commerciale di Bogotà

Tuttavia per decretare il nuovo presidente sarà quasi sicuramente necessario il ballottaggio, che è in programma il 21 giugno. Stando ai sondaggi, in un’eventuale sfida con De La Espriella vincerebbe il candidato governista Cepeda, ma mentre un mese fa il pronostico era 54,6% delle preferenze contro 42,6%, oggi è 52,4% contro 45,3%. Il voto colombiano è dunque importante non solo per gli equilibri geopolitici di un’area dove Trump, una volta chiuso con l’Iran, ha intenzione di tornare a mettere le mani, ma anche perché Bogotà ha negli Stati Uniti il suo primo partner commerciale, verso il quale spedisce quasi il 30% del suo export (compresa la cocaina, secondo Washington…). In totale, l’interscambio commerciale tra Usa e Colombia vale più di 53 miliardi di dollari l’anno.

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