Nuovo capitolo nel dossier easyJet. Dopo aver confermato venerdì scorso di essere in fase preliminare di valutazione per una possibile offerta sulla compagnia aerea britannica, il fondo statunitense Castlelake ha rivelato di detenere già una partecipazione del 2,14% nel capitale del vettore e di considerare un’eventuale proposta non inferiore a 403,23 pence per azione. Il gestore patrimoniale con sede a Minneapolis ha precisato che si tratta ancora di una fase esplorativa e che non è stato avviato alcun approccio formale al consiglio di amministrazione di easyJet.
La reazione del mercato è stata immediata: il titolo easyJet è schizzato in Borsa fino a circa 447,8 pence, con un rialzo superiore al 12%, portandosi ben al di sopra della soglia indicata dal potenziale acquirente. La capitalizzazione è salita a circa 3,39 miliardi di sterline.
La posizione di easyJet: apertura formale ma condizioni stringenti
La compagnia ha chiarito di non aver ricevuto alcuna proposta formale né avviato colloqui con Castlelake. Tuttavia, il board ha ribadito che “valuterà qualsiasi offerta nell’interesse degli azionisti”. Il punto chiave non è solo il prezzo, ma anche la fattibilità dell’operazione, che il board considera elemento centrale di qualsiasi valutazione. Per questo il management ha definito “fortemente opportunistica” la tempistica dell’interesse del fondo americano, sottolineando come il titolo stia attraversando una fase di debolezza temporanea a causa delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno inciso sia sulla fiducia dei consumatori sia sui prezzi del carburante. Negli ultimi dodici mesi il titolo ha perso circa il 23% e resta lontano dai massimi storici sopra 1.600 pence toccati nel 2015. Per la società, questo significa che la valutazione di Borsa non riflette pienamente il valore reale del gruppo.
Perché Castlelake guarda a easyJet
Per il fondo americano, specializzato anche nel settore dell’aviazione e del leasing aeronautico, il momento potrebbe rappresentare un’opportunità per entrare in uno dei principali operatori europei del trasporto aereo a basso costo a una valutazione considerata interessante.
easyJet dispone di una flotta di 364 aeromobili e trasporta circa 93 milioni di passeggeri l’anno, risultando la seconda compagnia low cost d’Europa dietro Ryanair. Il gruppo britannico, tuttavia, sottolinea che un’eventuale acquisizione presenterebbe “considerevoli sfide normative, finanziarie e operative“, soprattutto considerando i vincoli sulla proprietà e sul controllo delle compagnie aeree europee.
La pressione sul titolo è aumentata dopo che easyJet, a marzo, è uscita dall’indice Ftse 100 ed è stata retrocessa nel Ftse 250. A maggio la compagnia ha inoltre rivisto al ribasso le prospettive del primo semestre, stimando una perdita ante imposte rettificata compresa tra 540 e 560 milioni di sterline, rispetto ai 394 milioni dell’anno precedente, principalmente a causa dell’aumento del costo del carburante. Nonostante questo, il management continua a difendere la propria strategia industriale e ribadisce l’obiettivo di medio termine di superare 1 miliardo di sterline di utile ante imposte.
Il risiko dei cieli resta aperto
Castlelake non è nuova alle operazioni nel settore aereo. Nel 2024 ha partecipato al rilancio di Scandinavian Airlines (Sas) insieme ad Air France-Klm e, nei mesi scorsi, aveva valutato anche un possibile investimento nella statunitense Spirit Airlines senza però procedere.
Per ora non esiste alcuna offerta formale su easyJet. In base alle regole britanniche sulle acquisizioni, Castlelake dovrà decidere entro il 26 giugno se presentare una proposta vincolante oppure ritirarsi. Ma una cosa è già chiara: l’interesse del fondo americano ha riacceso le speculazioni sul consolidamento del trasporto aereo europeo e ha riportato easyJet al centro del risiko dei cieli.