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Borse 1° giugno: le nuove tensioni in Medio Oriente danno sprint al petrolio e preoccupano i mercati Ue ma il rally dell’AI Usa non si ferma

Borse a due facce (Europa giù e Nasdaq su) e braccio di ferro tra i fattori ribassisti (guerra in Iran, petrolio e alti rendimenti dei bond decennali Usa) e quelli rialzisti imperniati sui tecnologici americani più legati all’AI (Nvidia e Micron in testa)

Borse 1° giugno: le nuove tensioni in Medio Oriente danno sprint al petrolio e preoccupano i mercati Ue ma il rally dell’AI Usa non si ferma

Inizio di settimana e di mese di giugno negativo per le Borse occidentali, a parziale eccezione del Nasdaq che viaggia sopra la parità trainato dalla solita Intelligenza artificiale. Dopo un mese di maggio insolitamente proficuo, a preoccupare i mercati finanziari sono le nuove tensioni in Medio Oriente, con una pace che ora sembra di nuovo lontanissima dopo che pareva praticamente fatta alla fine della scorsa settimana. Ciò ovviamente ridà slancio al petrolio che però rimane sotto i 100 dollari al barile: oggi sia Brent che Wti guadagnano intorno al 7%, collocandosi rispettivamente sui 97 e sui 94 dollari al barile nei minuti in cui chiudono i battenti le Borse europee. Milano -0,52%, Parigi -0,45%, Francoforte -0,44%, Londra -0,8%, Dow Jones -0,3%.

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In America il Nasdaq in controtendenza, vola l’IA con Nvidia e Micron

Oltreoceano i titoli tecnologici sostengono l’indice Nasdaq, in particolare quelli legati ad Intelligenza artificiale, semiconduttori, data center. E quindi risorge Nvidia +4,2% dopo un piccolo ridimensionamento post conti, prosegue il suo rally da sballo Micron +5,6%, confermandosi sempre di più come il titolo del momento e del 2026, poi molto bene ancora Dell +8% e Sandisk +3%, mentre tra le big tech per così dire tradizionali spicca solo Microsoft +2,5%. In rosso Apple, Meta, Google, Amazon e Tesla. Tra le azioni del momento stecca solo Qualcomm che oggi cede il 7%. Palantir +1,5%. Il Bitcoin oggi perde oltre il 3% e scende sui 71.000 dollari, il minimo da metà aprile.

Materie prime, spread, T-Bond, cambio euro-dollaro

Oltre al balzo del greggio da segnalare oggi quello del gas naturale europeo, che alla Borsa di Amsterdam sale di più del 6% a 49 euro per megawattora. Ancora niente da fare per oro e argento che da qualche tempo non hanno molto da dire: il primo rimane intorno a quota 4.500 dollari l’oncia, anzi oggi leggermente sotto, mentre il secondo oscilla sui 75 dollari l’oncia. Risale pericolosamente lo spread Btp Bund, che oggi vale 76 punti base (+5,5%), col rendimento del Btp 10 anni al 3,76%. Il dollaro torna a rafforzarsi decisamente nei confronti dell’euro, riportando il cambio sull’1,16 basso. A proposito di titoli di Stato rimangono sempre alti i rendimenti del T-Bond Usa: il trentennale è ancora intorno al 5%.

A Piazza Affari vola l’energia grazie al petrolio, prese di beneficio su Avio

Milano perde alla fine lo 0,52% a 49.775 punti, in una seduta contrassegnata dal capitombolo di Avio -8,45% che però veniva da un lungo e robusto rally, che lo ha portato a guadagnare il 25% nell’ultimo mese. Male in generale i titoli della Difesa: Leonardo -3,6%, Fincantieri -4%. In difficoltà pure le banche: Intesa Sanpaolo -2%, Mediobanca -1,9% le peggiori. In compenso è una giornata decisamente propizia per i titoli energetici: Tenaris +3,2% il migliore, poi Saipem +2,7%, Eni +2,2%. In controtendenza anche Stm, Poste Italiane e Telecom Italia. Fuori dal paniere principale del Ftse Mib vola Virgin Galactic +45%.

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