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Yelp: il social network del passaparola vuole diventare motore di ricerca locale

Fondato nel 2004 a San Francisco da Jeremy Stoppelman (che cercava disperatamente un… dentista!), Yelp è arrivato in Italia l’anno scorso: una community sempre più ampia (84 milioni di utenti unici mensili nel mondo) che scambia informazioni su qualsiasi attività con la possibilità – presto anche in Italia – di prenotare e acquistare online.

Yelp: il social network del passaparola vuole diventare motore di ricerca locale

Pochi lo conoscono, ma ogni secondo un consumatore mobile usa la sua App per dare indicazioni o per chiamare uno dei 33 milioni di luoghi o di attività recensite. L’applicazione di Yelp, uno dei primi dieci social network più utilizzati nel mondo con 84 utenti unici mensili, è stata scaricata 25 miliardi di volte, quasi la metà delle quali tramite le connessioni mobile (45%) di cellulari e smartphone, sui quali si sbizzarriscono più di 8 milioni di visitatori unici al mese.

Creato nel 2004 a San Francisco perché il suo fondatore, Jeremy Stoppelman, cercava un dentista, adesso Yelp tramite la sua community sempre più folta recensisce di tutto: alberghi, ristoranti, palestre, bar, qualsiasi luogo, attività, evento cittadino. Ed è proprio questo uno degli aspetti che lo contraddistingue dagli altri social network del “passaparola”, come spiega la responsabile di Yelp Italia, Claudia Resta: “La forza della nostra community è quella di essere assolutamente riconoscibile tramite profili credibili, e dunque di essere attiva sia online che offline. Questo è un aspetto che fa grande differenza nella valutazione degli utenti e degli investitori”.

Investitori che per ora in Italia non sono ancora arrivati: il team di Yelp Italia è composto da sole tre persone ed è attivo da poco più di un anno, con base a Milano, città-pilota del nuovo fenomeno con almeno 70mila attività già recensite. “Per adesso c’è soltanto la catena alberghiera Park Hyatt, che però è uno sponsor internazionale: sul mercato italiano debutteremo tra qualche mese, nel 2013, ma ci sono già diversi grossi brand nazionali (e anche altri internazionali) interessati a una partnership con noi. In particolare diversi siti si sono già proposti per creare il widget per la prenotazione, che nella versione Yelp di Usa e Uk sono realizzati da Open Table”.

In effetti, il mercato di Yelp è piuttosto appetibile: il suo pubblico è equamente diviso fra uomini e donne, tendenzialmente giovane (37 anni l’età media), spesso sposato e con figli e di fascia reddituale medio-alta, anche se non necessariamente laureato (27%). Inoltre, più della metà di questa community che prende sempre più piede anche in Italia possiede uno smartphone, è avvezza all’utilizzo dei social media, della carta di credito e apprezza andare a cena fuori (il 60%), viaggiare e curare il proprio corpo. E soprattutto, il 98,5% degli utenti di Yelp usano fare acquisti online.

E i risultati, per la società di Stoppelman, quotata alla Borsa di New York dal mese di marzo di quest’anno (titolo scambiato al NYSE a 19 dollari per azione), sono più che positivi: entrate nette nel terzo trimestre 2012 per 36,4 milioni di dollari (+63% rispetto a un anno fa nello stesso periodo), che salgono a quasi 100 milioni considerando tutti i primi nove mesi dell’anno, recensioni aumentate del 50% a 33 milioni, Ebitda in positivo nel terzo trimestre (2,2 milioni, dopo il -882mila di dodici mesi fa). E il tutto grazie a un modello di business basato solo sul traffico e sulla pubblicità, senza alcuna commissione o servizio a pagamento. “La nostra forza innovativa – ha dichiarato fondatore e Ceo – è basata sulla comunità, grazie alla quale vogliamo puntare a diventare di fatto il motore di ricerca locale nei Paesi dove siamo più presenti”.

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