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Spending review: slitta il taglio delle Province

Salteranno anche la sforbiciata del 20% agli enti pubblici e il riordino dei piccoli Comuni – Questi tre interventi saranno rinviati a un altro decreto che arriverà forse ad agosto – Non dovrebbero comparire nel prossimo provvedimento nemmeno la riduzione del 10% dei permessi, il blocco delle tariffe e i tagli previsti per Caf e patronati.

Spending review: slitta il taglio delle Province

Ore decisive per la Spending review. Il Consiglio dei ministri che dovrà emanare il secondo decreto sui tagli alla spesa pubblica – quello più corposo – non è stato ancora convocato ufficialmente, ma fonti di Palazzo Chigi ritengono che la riunione possa svolgersi oggi alle 17 o al massimo domani. Rimangono ancora dubbi sulle misure che il Governo sceglierà di adottare, ma di sicuro il taglio delle Province non ci sarà. Salteranno anche la sforbiciata del 20% agli enti pubblici e il riordino dei piccoli Comuni. Questi tre interventi saranno rinviati a un altro dl che arriverà forse il mese prossimo. 

Altre norme sono state stralciate (salvo ripensamenti dell’ultim’ora) per venire incontro alle richieste dei sindacati, che martedì hanno incontrato il premier Mario Monti. Non dovrebbero quindi comparire nel testo la riduzione del 10% dei permessi, il blocco delle tariffe e i tagli previsti per Caf e patronati

Sul tavolo del prossimo Cdm arriveranno invece le misure messe a punto dai singoli ministeri insieme al piano Bondi, da cui si attendono 2-3 miliardi dei 5 d’intervento minimo che il Governo punta a realizzare già per quest’anno (ma, secondo le ultime indiscrezioni, il valore complessivo del decreto potrebbe arrivare a 8 miliardi).

Sono questi i risparmi necessari a centrare il primo obiettivo sulla lista: evitare l’aumento automatico dell’Iva ad ottobre.Il rincaro sarà rinviato al luglio. Nel dl si stabilisce anche la “riduzione dell’aumento dell’Iva a decorrere dal 2014” e la “eliminazione dell’ulteriore incremento di 0,5 punti dal 2014”. Le altre priorità per cui è necessario trovare fondi sono gli interventi nelle zone terremotate e la soluzione della questione esodati. Due emergenze che hanno fatto lievitare in corso d’opera il conto della spending review. 

Intanto, il primo decreto è già diventato legge. Dopo il via libera della Camera, ieri è arrivato anche quello del Senato, che ha dato l’ok con 203 voti favorevoli, 9 contrari e 33 astenuti. Il testo prevede la nascita di un Comitato interministeriale per la revisione della spesa pubblica. A presiederlo, il presidente del Consiglio e un commissario straordinario per la razionalizzazione della spesa per acquisti di beni e servizi della Pubblica amministrazione. L’attuale commissario, Enrico Bondi, avrà poteri ispettivi e resterà in carica un anno.

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