Le borse europee a metà seduta tengono il rialzo e anche i futures sugli indici azionari Usa mostrano un’estensione dei guadagni di ieri, sostenuti dal costante slancio guidato dall’AI, mentre gli investitori erano cautamente ottimisti sul raggiungimento di un accordo tra Stati Uniti e Iran. Aiuta anche un ulteriore discesa del prezzo del petrolio che si avvicina ai 96 dollari.
L’Euro Stoxx 50 guadagna lo 0,8% dove continuano gli acquisti nel comparto del lusso che, secondo alcuni analisti beneficia anche dei buoni dati macro emersi riguardanti le aziende cinesi. Adidas +4,6%, Lvmh +3,5%, Hermes 3,3%, L’Oreal +2,7%. L’Euro Stoxx 600 in rialzo dello 0,3%. Acquisti diffusi nel settore automotive +3% e nel comparto consumi e servizi +2,8%.
Resta in rialzo tutto il comparto tecnologico, dopo che Micron Technology ieri ha superato quota 1.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato negli Stati Uniti.
Il petrolio Brent si attesta sui 96,1 dollari al barile, il WTI sotto i 90 dollari al barile creando pressioni sui prezzi delle aziende energetiche quotate. L’indice petrolifero europeo perde l’1,6%, a Milano, che perde il 2%
Cac 40 di Parigi +0,8% e Dax di Francoforte +0,6%. Piazza Affari rimane positiva, l’indice Ftse Mib guadagna lo 0,4%, riconquistando la soglia dei 50.000 punti. Tra gli energetici in calo da segnalare Saipem -3,5%, Tenaris -3% e Eni -2,4%. Tra i migliori titoli del lusso milanese Brunello Cucinelli con un rialzo del 4,4, Moncler +4% Da segnalare anche Stellantis +4,7% e Avio+3,5%.
Istat, il fatturato industriale in Italia balza del 7% a marzo su effetto più dell’aumento dei prezzi che da fattori produttivi, poiché i volumi restano sostanzialmente stagnanti nei servizi e vedono un modesto recupero nell’industria.
Bce preoccupata
L’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria relativo al mese di maggio 2026, pubblicato dalla Bce ha evidenziato che le prospettive di stabilità finanziaria dell’Area Euro sono influenzate dalle tensioni geoeconomiche e dalle interruzioni delle forniture energetiche, la cui gravità e durata rimangono incerte. Luis de Guindos, vicepresidente della Banca Centrale Europea, ha ribadito che l’attuale shock sull’approvvigionamento energetico può far salire l’inflazione e compromettere la crescita economica. Lo stesso concetto è stato sottolineato ieri da Isabel Schnabel, per la quale la Bce dovrebbe aumentare i tassi a giugno.