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Immatricolazioni auto Ue, +4,2% nei primi quattro mesi: vola l’elettrico, Stellantis torna a crescere

Le immatricolazioni auto in Europa crescono del 7% ad aprile. Stellantis avanza nelle vendite e in Borsa, mentre la spinta dell’elettrico, l’avanzata dei costruttori cinesi e il rischio di nuove multe per le emissioni di Co2 rischiano di pesare sul settore

Immatricolazioni auto Ue, +4,2% nei primi quattro mesi: vola l’elettrico, Stellantis torna a crescere

Il mercato dell’auto europeo prova a lasciarsi alle spalle le incertezze geopolitiche e chiude aprile con un segnale di forza. Nell’Unione europea le immatricolazioni sono salite del 5,1% a 972.314 unità, portando il bilancio dei primi quattro mesi dell’anno a un progresso del 4,2%. Allargando lo sguardo all’Europa occidentale, quindi Ue, Paesi Efta e Regno Unito, il passo è ancora più marcato con 1.152.315 di auto immatricolate nel mese, +7%, mentre da gennaio ad aprile le vendite raggiungono 4.672.775 unità, con un incremento del 4,8%.

Il recupero, però, non procede alla stessa velocità nei principali mercati nazionali. L’Italia guida il rimbalzo con un aumento dell’11,6%, seguita dalla Spagna, in progresso dell’8,4%. Più contenuto l’avanzamento della Germania, che segna +2,7%, mentre la Francia resta sostanzialmente ferma, con un lieve arretramento dello 0,3%.

L’elettrico spinge, benzina e diesel arretrano

La transizione tecnologica continua a ridisegnare il mercato. Le auto full electric crescono del 37,7% nell’Unione europea, pur restando su volumi ancora contenuti, intorno alle 200mila unità. Le ibride plug-in segnano un aumento del 16,4%, mentre le ibride elettriche avanzano del 12%.

Il rovescio della medaglia è il calo delle motorizzazioni tradizionali. Le auto a benzina arretrano del 16,3%, quelle diesel del 17,1%. Il mercato, insomma, cresce ma cambia pelle con la domanda che si sposta verso le alimentazioni elettrificate, mentre i modelli termici perdono terreno in modo sempre più evidente.

Stellantis consolida il secondo posto

Tra i gruppi automobilistici, Stellantis si conferma il secondo player in Europa e nell’Unione europea per quota di mercato, alle spalle di Volkswagen e davanti a Renault. In aprile, nell’area Ue27 più Efta e Regno Unito, il gruppo ha immatricolato 176.859 auto, il 6,7% in più rispetto allo stesso mese del 2025. La quota di mercato si è leggermente ridotta al 15,3% dal 15,4%, ma il dato dei primi quattro mesi resta positivo: 740.496 immatricolazioni, in crescita del 7,1%, con quota salita al 15,8% dal 15,5%.

Nel perimetro della sola Unione europea, Stellantis ha registrato ad aprile 159.147 immatricolazioni, in aumento del 5,5%, con una quota al 16,4%. Nel quadrimestre le vendite Ue sono salite del 7,8% a 648.354 unità, con share in progresso al 17,1% dal 16,5%.

A trainare il gruppo sono soprattutto Fiat, Opel/Vauxhall e Citroën. In Europa Fiat ha messo a segno ad aprile un balzo del 23% a 29.938 immatricolazioni, mentre Opel/Vauxhall è salita del 16,2% e Citroën dell’8,4%. Peugeot si è mossa con passo più moderato, a +1,9%. Restano invece deboli Jeep, Alfa Romeo, Ds e Lancia/Chrysler, tutte in flessione nel mese.

Volkswagen resta davanti, Renault arretra, Tesla e Byd accelerano

Il gruppo Volkswagen mantiene la leadership europea. Considerando anche Audi e Porsche, le vendite sono salite del 3,2%, con una quota di mercato al 27,4%. Renault mostra invece un calo del 4,3%, con la quota scesa al 10,1%.

Tra i marchi premium tedeschi, Mercedes registra un aumento delle vendite del 3,5%, anche se la quota si riduce al 4,9%. Bmw, includendo Mini, arretra dello 0,4% e porta la quota al 6,8%.

Resta forte la pressione dei nuovi concorrenti. Tesla torna a correre in Europa con un aumento del 67,2% a 9.169 unità e una quota allo 0,9%. Ancora più vistosa la crescita di Byd, che balza di circa il 117% a 20.863 immatricolazioni, conquistando una quota del 2,1%.

Piazza Affari premia Stellantis

Le immatricolazioni europee di aprile danno slancio a Stellantis anche in Borsa. A Piazza Affari il titolo avanza con decisione, segnando un rialzo del 4,01% a 7,034 euro, in una seduta in cui il comparto auto europeo beneficia di un clima più favorevole.

A sostenere il settore contribuisce anche il balzo di Volvo a Stoccolma, dopo l’accordo con l’amministrazione statunitense che permetterà alla casa svedese, controllata da Geely, di continuare a vendere negli Stati Uniti veicoli connessi nonostante i legami con la Cina. L’effetto si allarga alle principali case europee: Renault guadagna terreno a Parigi, mentre a Francoforte si muovono in rialzo Mercedes, Volkswagen, Bmw e Porsche.

Sul gruppo guidato da Antonio Filosa, gli analisti mantengono però una lettura prudente. I volumi restano sostenuti dai nuovi lanci e dal buon andamento del mercato europeo, ma il mix di prodotto appare ancora poco brillante, anche per la debolezza di marchi come Jeep e Ds. Resta inoltre aperta la pressione competitiva dei costruttori cinesi, che rischiano di erodere quote ai gruppi tradizionali. Per Stellantis, tuttavia, la partnership con Leapmotor potrebbe attenuare parte dell’impatto, offrendo un presidio diretto sul segmento dell’elettrico a basso costo.

Macron apre il dossier francese sull’elettrico

La crescita dell’elettrico riporta al centro anche le scelte industriali. Secondo il presidente francese Emmanuel Macron, Stellantis sarebbe pronta a investire 1 miliardo di euro in Francia per produrre veicoli elettrici di nuova generazione, con lo stabilimento di Mulhouse tra i possibili perni del progetto.

Il gruppo guidato da Antonio Filosa ha confermato di essere al lavoro sul futuro dei propri siti produttivi, compreso quello francese, rinviando però ogni dettaglio a eventuali comunicazioni ufficiali. Restano quindi da chiarire i modelli destinati all’impianto vicino al confine svizzero. Il riferimento industriale è alla piattaforma STLA per vetture compatte e medie, indicata anche per la futura Alfa Romeo hatchback attesa tra il 2030 e il 2031.

Emissioni, il conto potenziale per i costruttori

Accanto alla spinta industriale resta aperto il fronte regolatorio. Secondo uno studio di Dataforce sulla normativa Cafe, tra gennaio 2025 e aprile 2026 il settore auto europeo avrebbe accumulato 12,8 miliardi di euro di debiti teorici legati alle emissioni di Co2 e 9,7 miliardi di crediti, con un saldo negativo superiore ai 3 miliardi.

Volkswagen risulterebbe il gruppo più esposto, con potenziali sanzioni per circa 2,3 miliardi di euro. Stellantis seguirebbe con un debito teorico intorno a 1,25 miliardi, calcolato su emissioni medie di 102,1 grammi di Co2 per chilometro rispetto a un target di 96,2 grammi. Tra i costruttori sotto pressione figurano anche Mercedes-Benz, Nissan e Mazda.

Il sistema dei crediti rischia di premiare soprattutto i produttori più avanti sull’elettrico. Tesla avrebbe un attivo teorico di circa 2,3 miliardi, mentre Leapmotor, partner cinese di Stellantis, supererebbe il mezzo miliardo pur con volumi ancora contenuti. Per il gruppo italo-francese il quadro resta quindi ambivalente: da un lato l’esposizione alle sanzioni, dall’altro la possibilità di sfruttare l’alleanza con Leapmotor per ridurre il peso delle emissioni medie e rafforzare la presenza nell’elettrico accessibile.

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