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“Lezioni di Pittura” al cinema dal 2 ottobre

La pittura come metafora di una innocenza che non esiste più in un Cile sull’orlo del tracollo alla vigilia del colpo di stato del 1973.

“Lezioni di Pittura” al cinema dal 2 ottobre

Il film “Lezione di pittura” diretto dallo schierato regista Pablo Perelman e distribuito in Italia da Ahora. Film, già in gara per alcuni dei premi più prestigiosi del Latino America, quali il Festival Internacional de Cine de Guadalajara Mexico, Festival de Cinema de Gramado Brasil, Festival Internacional de Cine de Valdivia Chile, Semana Internacional de Cine de Valladolid España, Festival Internacional de Cine de Punta del Este Uruguay, uscirà nei cinema il 2 ottobre.

Il soggetto è tratto dal romanzo del narratore cileno Adolfo Couve (1940-1998), perfezionista incurabile e solitario per natura, morto suicida nel 1998, la cui storia ha talmente impressionato Perelman da indurlo a riprodurre sullo schermo la nascita della vocazione artistica di un bambino, immerso nelle campagne rurali di Llaillay, dove si svolge la vicenda. Il ragazzo, figlio di una donna single, troverà un mentore nella figura del farmacista del paese. Nel cast il popolare attore Daniel Giménez-Cacho, Verónica Sánchez, Catalina Saavedra e il giovanissimo Juan José Susacassa nel ruolo di Augusto.

Il film, pur rispettando le linee guida del romanzo, se ne discosta per una certa impostazione politica: a un certo punto diviene evidente che il lavoro di Perelman, attraverso immagini latenti, ha ricreato la dolorosa esperienza di aver perso un fratello durante il governo di Pinochet.

Le vicissitudini di Augusto, bambino prodigio di Llaillay, sono narrate dalla voce di Aguiar, farmacista della comunità, violinista e pittore dilettante. Egli comincia a plasmare il talento artistico del ragazzo. Mentre la storia progredisce, la trama si mescola, tra coscienza e incoscienza, fino a quando il protagonista trova il suo vero impulso creativo. Il conflitto centrale che la pellicola affronta è molto sentito nel Cile dell’autore: la sensazione di dover affrontare una realtà segreta, un particolare modo di conquistare il mondo che non può essere espresso se non attraverso i materiali della pittura. “Lezione di pittura” può essere letto come un esercizio estetico astratto in antitesi alla condizione sociale della realtà politica del paese e, proprio come tale, è destinato a perdersi e svanire nel nulla come il piccolo protagonista e le sue opere, in occasione del colpo di stato dell’11 settembre 1973.

“Lezione di pittura” è una produzione costosa per lo standard locale ed è stato realizzato grazie a una coproduzione cileno-messicano-spagnola, sostenuta dal paese azteco nella persona di Bertha Navarro, una delle produttrici più importanti del cinema latino-americano (Il labirinto del fauno) e già partner di Guillermo del Toro per Tequila Gang.

Sinossi: In Cile, durante gli anni ’60, un ragazzo di campagna, figlio di una povera adolescente single, dimostra di avere un prodigioso talento per la pittura. L’uomo che scopre il talento del ragazzo è il proprietario di una farmacia che si trova nella periferia di una piccola città rurale. L’uomo è a sua volta un pittore amatoriale e cercherà di far diventare il ragazzo un grande artista, come tutti quelli citati nei suoi libri d’arte. La storia è narrata dal punto di vista del farmacista che, nello snodarsi della sua vecchiaia, spiega la storia di questo giovane ragazzo che sarebbe potuto diventare un grande genio dell’arte, se solo non fosse scomparso all’età di 13 anni, insieme a tutte le sue opere, l’11 settembre 1973, il giorno del famigerato Colpo di Stato in Cile.

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