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Export, arrivano nuovi sostegni da Regioni e Camere di commercio: i casi di Lombardia, Emilia e Nord-Est

Lombardia, Emilia-Romagna e Triveneto sono in prima linea per gli incentivi regionali all’esportazione: i programmi sono sempre più articolati e comprendono analisi di mercato, formazione, figure professionali dedicate, digitalizzazione dei processi commerciali, incontri B2B, missioni imprenditoriali e attività di follow-up.

Export, arrivano nuovi sostegni da Regioni e Camere di commercio: i casi di Lombardia, Emilia e Nord-Est

Settembre 2026 si apre con diverse novità sul fronte degli incentivi regionali per l’export e l’internazionalizzazione. Accanto agli strumenti nazionali ormai consolidati, a partire dai finanziamenti SIMEST, le Regioni stanno infatti rafforzando le proprie politiche per accompagnare soprattutto le PMI nell’ingresso su nuovi mercati.

La novità più interessante non riguarda soltanto l’aumento delle risorse disponibili. Alla tradizionale agevolazione per la partecipazione a una fiera internazionale si stanno affiancando programmi più articolati, che comprendono analisi di mercato, formazione, figure professionali dedicate, digitalizzazione dei processi commerciali, incontri B2B, missioni imprenditoriali e attività di follow-up.

Il caso della Lombardia

Una delle iniziative più recenti è quella della Lombardia, dove Regione e Unioncamere hanno avviato Export su Misura 2026, programma destinato alle micro, piccole e medie imprese con sede operativa sul territorio regionale. La dotazione complessiva ammonta a 862.500 euro e il programma potrà coinvolgere fino a 75 imprese. Le candidature sono aperte dalle ore 11 del 2 settembre 2026 fino alle ore 16 del 9 ottobre 2026.

In questo caso non siamo davanti al tradizionale contributo con cui l’impresa sostiene una spesa e ne ottiene successivamente il rimborso. Il valore dell’agevolazione consiste principalmente in un percorso strutturato di servizi per l’internazionalizzazione. Per ciascuna impresa selezionata sono previste formazione sul mercato di riferimento, elaborazione di un piano strategico personalizzato, attività di matchmaking con l’organizzazione di 4-6 incontri con potenziali controparti, una missione commerciale nel Paese target e un successivo servizio di follow-up dei contatti generati.

Gli otto mercati target sono Danimarca, Francia, Marocco, Polonia, Regno Unito, Romania, Spagna e Turchia. La Lombardia sembra quindi puntare, almeno in questa edizione, soprattutto su Europa e mercati di prossimità, probabilmente più facilmente approcciabili anche da PMI con un livello di maturità internazionale non ancora elevato.

Il caso dell’Emilia-Romagna

Molto interessante anche il nuovo Bando Digital Export 2026-2027, realizzato congiuntamente da Regione Emilia-Romagna e sistema camerale regionale. La dotazione complessiva raggiunge circa 1,12 milioni di euro: 819.877,50 euro provengono dalle Camere di Commercio regionali e altri 300.000 euro dalla Regione Emilia-Romagna. Il bando è rivolto alle micro, piccole e medie imprese manifatturiere, sia esportatrici sia non ancora presenti sui mercati internazionali, con sede legale o operativa attiva nella Regione.

Il contributo è a fondo perduto e copre il 50% delle spese ammissibili, con un’agevolazione compresa tra un minimo di 10.000 e un massimo di 20.000 euro. In termini di investimento significa quindi progetti indicativamente compresi tra 20.000 e 40.000 euro. La finestra per presentare domanda sarà particolarmente breve: dalle ore 12 del 28 settembre alle ore 12 del 5 ottobre 2026. Il contributo viene concesso in regime de minimis. Le imprese dovranno presentare un progetto composto da almeno due differenti azioni progettuali, confermando la volontà di finanziare percorsi strutturati piuttosto che interventi isolati.

Il caso del Nord-Est

Non si tratta invece di un contributo direttamente richiedibile dalla singola impresa il nuovo progetto Internazionalizzazione Sistema Nord Est 2026, ma è comunque una novità importante per comprendere la direzione delle politiche regionali. Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Trento hanno stanziato 100.000 euro ciascuno, mettendo a disposizione complessivamente 300.000 euro per le iniziative comuni del 2026.

Particolarmente significativa è la scelta dei mercati sui quali concentrare l’attenzione: Balcani occidentali, Serbia e area istriana. L’obiettivo non è soltanto aumentare l’export, ma favorire nuove relazioni all’interno delle catene europee del valore, diversificare forniture, attrarre investimenti e sviluppare opportunità di trasferimento tecnologico. Il programma prevede attività di analisi dei flussi commerciali e degli investimenti, formazione delle imprese, iniziative promozionali, missioni e attività di conoscenza dei mercati. Finest svolge il ruolo di coordinamento operativo, mentre per il progetto 2026 Unioncamere Veneto è soggetto attuatore e Venicepromex soggetto esecutore.

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