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Banca Generali: ecco perché l’istituto guidato da Gian Maria Mossa è la preda più ambita del risiko bancario

Negli ultimi anni la Banca è stata oggetto di tre offerte. Dietro l’interesse, fondamentali industriali e finanziari solidissimi

Banca Generali: ecco perché l’istituto guidato da Gian Maria Mossa è la preda più ambita del risiko bancario

Cambiano i predatori, ma non la preda. Banca Generali è il boccone più ambito del risiko bancario italiano. In soli due anni, la banca guidata da Gian Maria Mossa è stata oggetto di ben due offerte pubbliche di scambio da parte di Mediobanca prima e Mps poi, per non parlare dei numerosi rumors relativi al possibile interesse di Unicredit. Tutti ingolositi da razionali industriali e finanziari solidissimi.

Tutte le offerte su Banca Generali

Lo scorso 21 agosto Monte dei Paschi ha lanciato un’ops su Banca Generali che nei piani del ceo, Luigi Lovaglio, dovrebbe, da un lato, aiutare Siena a resistere all’assalto di Intesa Sanpaolo, dall’altro, consentire all’istituto toscano di espandersi ulteriormente nel wealth management. Lo scorso anno, era stata Mediobanca a lanciare un’ops, poi fallita a causa del No dell’assemblea, proprio per difendersi dall’offerta del Monte dei Paschi, salita nel frattempo all’86,35% di Piazzetta Cuccia. Non solo. Mediobanca ci aveva già provato nel 2020 e anche in quel caso l’operazione era naufragata a causa della contrarietà di alcuni grandi soci del Leone. 

Nel frattempo, per mesi si è parlato di un possibile interesse di Unicredit, che dopo aver venduto Fineco nel 2019, aveva allo studio una possibile combinazione con uno dei gioielli del risparmio gestito italiano.

I numeri di Banca Generali

Se si dà un’occhiata ai numeri della banca, non è difficile capire i motivi alla base di tutto questo interesse. Negli ultimi tredici anni, ovvero da quando alla guida c’è il Ceo Gian Maria Mossa, gli asset under management dell’istituto controllato al 50,2% dalle Generali sono saliti da 25 a 121 miliardi di euro (+384%), mentre dal 2015 l’utile è più che raddoppiato fino ai 445,8 milioni del 2025. Una cifra che negli ultimi 10 anni ha portato nelle casse dei soci, il Leone in primis, quasi 2 miliardi di dividendi.

E ancora: dal 2013 a oggi i patrimoni riconducibili alla clientela private sono aumentati da 11,9 miliardi a oltre 94 miliardi di euro, consentendo a Banca Generali di affermarsi come terza realtà del settore in Italia, mentre il portafoglio medio pro capite dei banker al 30 giugno 2026 ammonta a 50 milioni. Nel 2016 era esattamente la metà.

Notevole anche la prestazione in Borsa: negli ultimi sei mesi il titolo ha guadagnato il 28% del suo valore, salendo a 64,4 euro per azione, per una capitalizzazione che supera i 7,5 miliardi di euro. Dalla quotazione, di cui ricorre il trentennale, il Total Return ha superato il 1700%, a fronte del 176% del Ftse Mib. 

Il futuro di Banca Generali

Risiko permettendo, sotto il profilo industriale, il ceo Mossa ha intenzione di puntare sull’insurbanking, accompagnato dalla partnership con Alleanza Assicurazioni che, entro il 2030 dovrebbe portare una raccolta complessiva di 7-8,5 miliardi, oltre a 40-50 milioni di ricavi aggiuntivi.

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