I mercati finanziari iniziano la settimana seguendo un canovaccio ormai ciclicamente ripetuto da mesi, soprattutto nelle ultime settimane: tensioni geopolitiche tra Usa e Iran, transito nello Stretto di Hormuz semi-bloccato, rischio di meno petrolio disponibile, prezzo del petrolio in aumento e dunque inflazione sopra il target e timore per un rialzo dei tassi d’interesse da parte delle banche centrali, in particolare della Federal Reserve statunitense. Oggi il petrolio Brent arriva a superare i 108 dollari al barile, il livello più alto degli ultimi quattro mesi, dopo che l’Arabia Saudita è stata costretta a chiudere l’oleodotto Est-Ovest in seguito ad attacchi provenienti dal territorio iracheno.
Petrolio a 108 dollari, il massimo da quattro mesi
Tali attacchi hanno bloccato le attività di un’infrastruttura che convogliava 7 milioni di barili di petrolio saudita al giorno verso il Mar Rosso, il quale ora è sotto controllo dei miliziani houthi, filo-Teheran: di fatto, l’Iran tiene sotto scacco sia Hormuz che il transito verso Suez. In rialzo di oltre il 3% anche il Wti Crude Oil, vicino ai 104 dollari al barile. Il gas naturale europeo si impenna del 4% e supera ampiamente la soglia degli 80 euro per megawattora, arrivando oltre gli 82 euro, il massimo da Natale 2022. Perdono slancio in compenso oro e argento: il primo finisce sotto i 4.300 dollari all’oncia, il secondo vale circa 63 dollari l’oncia.
Crolla l’AI dopo l’allarme lanciato da Dario Amodei di Anthropic
L’altro driver di questo lunedì di metà settembre è il crollo dell’AI sul Nasdaq e non solo. I dubbi sulla crescita sfrenata dell’Intelligenza artificiale adesso arrivano dagli stessi vertici delle big tech: a lanciare l’allarme Dario Amodei, CEO e cofondatore di Anthropic, che prima lavorava in OpenAI. D’accordo con le sue parole quasi apocalittiche sul futuro dell’AI e sulla necessità di rallentarne lo sviluppo sono anche Sam Altman, CEO di OpenAI, e Elon Musk. Il Nasdaq non può far altro che prendere atto: l’indice composito perde lo 0,8% alle 17h30 italiane, il paniere Top-100 cede l’1%. Dow Jones -0,4%, S&P 500 -0,6%. Perdite pesantissime per Micron -5,5%, Nvidia -3%, Amd -5%, Sandisk -6%.
Il T-Bond tocca la soglia del 5%, spread Btp Bund verso i 90 punti
Tra le azioni tech peggiori anche Astera Labs -9% e Lumentum -8%. In ordine sparso le big tradizionali: la maglia nera, in questa categoria, è oggi Amazon -1,3%. Risale un poco il Bitcoin, che però rimane sotto i 78.000 dollari. Dagli Stati Uniti si alimenta ulteriormente un altro fronte di preoccupazione e cioè quello dei titoli di Stato e dei loro rendimenti: il T-Bond Usa 10 anni ha oggi toccato la fatidica soglia del 5%, il massimo da luglio 2007 cioè da prima della crisi dei mutui subprime. Di conseguenza sale anche il rendimento del Btp decennale italiano, che supera il 4,3%, con lo spread Btp Bund che si avvicina pericolosamente ai 90 punti base, sui massimi da inizio aprile.
A Piazza Affari vola Campari, in sofferenza i bancari
Fatte tutte queste premesse, ecco come chiudono le Borse europee: Milano -1,68% ben sotto i 52.000 punti, Parigi -0,76%, Francoforte -0,5%, in controtendenza solo Londra +0,44%. Il dollaro Usa si rinforza nei confronti dell’euro, portando il cambio sotto l’1,16. A Piazza Affari l’exploit di giornata è quello di Campari +5,5%, dopo che Ubs e Morgan Stanley hanno migliorato le raccomandazioni sul titolo: la prima ha fissato il target price addirittura sui 7 euro, dagli attuali 6 euro. Bene anche il farma con Diasorin e Recordati. Tra le banche si salva solo Bper col +0,5%.
Sprofonda Stm -6,5% in scia al tech americano, in rosso le altre banche: Mediobanca la peggiore col -3,2%, poi Mps -2,9% dopo che la banca senese, rispondendo alla richiesta di informazioni aggiuntive della Consob, ha detto che su Banco Bpm e Banca Generali andrà avanti indipendentemente dall’esito dell’Opas di Intesa, Unicredit -0,8%, Intesa Sanpaolo -1,77%. Il titolo peggiore del Ftse Mib è Prysmian -7%. Poste Italiane -0,46%: oggi l’amministratore delegato Matteo Del Fante ha commentato l’Opas in chiusura su Telecom Italia: “Il mercato ha capito e ci darà un ampio controllo su Tim”.
