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Bce, Lagarde verso l’addio anticipato: trattative aperte sui nuovi vertici dell’Eurotower

Il Financial Times torna sull’ipotesi di un addio anticipato di Christine Lagarde, con un possibile annuncio a ottobre. Nel 2027 scadranno anche i mandati del capo economista Philip Lane e di Isabel Schnabel, aprendo una più ampia partita per i vertici della Bce

Bce, Lagarde verso l’addio anticipato: trattative aperte sui nuovi vertici dell’Eurotower

Christine Lagarde potrebbe lasciare in anticipo la presidenza della Banca Centrale Europea, con un possibile annuncio già alla riunione di politica monetaria di ottobre. Un’eventualità che arriva mentre i governi dell’Eurozona sono impegnati in una complessa trattativa per ridisegnare i vertici dell’Eurotower: secondo il Financial Times, l’obiettivo è trovare un accordo sulle principali cariche entro la fine di dicembre.

La successione a Lagarde è infatti solo uno dei tasselli. Nel 2027 scadranno anche i mandati del capo economista Philip Lane, irlandese e membro del Comitato Esecutivo, e dell’economista tedesca Isabel Schnabel, componente del Board.

Lagarde e l’ipotesi dell’uscita anticipata

L’ipotesi di una partenza anticipata arriva nonostante Lagarde abbia liquidato giovedì scorso le indiscrezioni sul proprio futuro con un “nulla da riferire”. Il tema, però, circola da mesi: già a febbraio il Financial Times aveva riferito della possibilità di un’uscita prima della scadenza naturale del mandato, prevista per ottobre 2027.

Dopo l’inizio della guerra con l’Iran, Lagarde aveva spiegato a Bloomberg TV che lasciare la Bce in anticipo non era un’opzione in una fase di forte turbolenza. A giugno, però, aveva detto a Les Echos che lo scenario avrebbe potuto cambiare se le condizioni fossero migliorate. Nel frattempo, da oltre un anno, sarebbe in contatto con il World Economic Forum per una possibile nomina alla presidenza dell’organizzazione. Il voto del board potrebbe arrivare a ottobre o novembre, mentre la riunione Bce di ottobre potrebbe diventare il momento dell’eventuale annuncio, con un’uscita all’inizio del 2027 e comunque prima delle prossime elezioni presidenziali francesi.

Bce, il puzzle delle nuove nomine

A rendere delicata la successione è soprattutto il fatto che le nomine siano strettamente collegate. “L’obiettivo è raggiungere un accordo complessivo entro la fine dell’anno”, ha dichiarato al Financial Times un diplomatico dell’Ue. Un’altra fonte parla di “consultazioni strategiche” in corso su “importanti incarichi in ambito economico”.

Per la presidenza Bce, i nomi in prima fila sono soprattutto due: lo spagnolo Pablo Hernández de Cos, alla guida della Banca dei Regolamenti Internazionali, e l’ex presidente della banca centrale olandese Klaas Knot. La scelta dovrà tenere conto anche degli equilibri tra Nord e Sud dell’Europa e tra falchi e colombe della politica monetaria. Più complicata appare la candidatura del presidente della Bundesbank Joachim Nagel: la sua nomina porterebbe infatti due tedeschi alla guida di Bce e Commissione, una combinazione senza precedenti e difficile da far accettare agli altri Paesi. Secondo diverse fonti, inoltre, il sostegno di Berlino a Nagel sarebbe piuttosto tiepido.

Accanto alla presidenza si gioca un’altra sfida decisiva: quella per il prossimo capo economista della Bce, considerato il secondo incarico più importante dell’istituzione. Berlino starebbe valutando Markus Brunnermeier, economista di Princeton, Monika Piazzesi, docente a Stanford, e Tobias Adrian, ex economista senior del Fondo Monetario Internazionale. L’idea tedesca sarebbe affiancare a un presidente straniero un forte capo economista tedesco, creando un contrappeso nazionale. Parigi punta però allo stesso incarico con la vicepresidente della Banque de France Agnès Bénassy-Quéré e l’ex capo economista dell’Ocse Laurence Boone. Gli incastri sono delicati: per Berlino sarebbe “difficile da immaginare” un capo economista francese con un presidente spagnolo, mentre Parigi probabilmente si opporrebbe a un presidente olandese affiancato da un capo economista tedesco.

Una partita che va oltre la Bce

Il riassetto arriva in una fase delicata: volatilità sui bond, tensioni geopolitiche e oltre sei mesi di guerra in Medio Oriente stanno aumentando i costi di finanziamento dei governi e le preoccupazioni sui bilanci pubblici. La Bce ha già alzato due volte i tassi nel 2026 e deve gestire pressioni inflazionistiche che potrebbero persistere fino al 2027; anche la Federal Reserve è chiamata a valutare la propria risposta. Sul piano politico pesano inoltre le elezioni presidenziali francesi di aprile, con Marine Le Pen indicata come favorita per succedere a Emmanuel Macron.

La nuova squadra dovrà riunire “figure forti e con profili diversi”, capaci di “agire efficacemente nei prossimi anni”, ha concluso il funzionario a FT. La successione a Lagarde diventa così una trattativa molto più ampia, in cui ogni nomina può condizionare le altre. In gioco non c’è soltanto il dopo-Lagarde, ma la squadra destinata a guidare la politica economica e monetaria dell’Eurozona negli anni a venire.

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