Quelle di Giuseppe Conte sull’Ucraina sono pure “farneticazioni”. Stavolta la segretaria del Pd, Elly Schlein e soprattutto l’ala riformista dei Dem non hanno chinato la testa di fronte alle provocazioni filorusse e anti-ucraine del leader dei Cinque Stelle, Giuseppe Conte, e hanno risposto per le rime, La passione filo-Putin di Conte non è nuova e già nella manifestazione di Napoli del Campo largo aveva fatto rabbrividire i suoi futuri alleati del Pd sostenendo che non c’è nessuna minaccia russa all’Europa. E pazienza se piovono droni russi sui Paesi baltici, sulla Romania e ai confini con la Polonia. Ma alla Festa del Fatto quotidiano Conte è andato oltre e ha sfidato il Pd e l’intero centrosinistra asserendo che “non può essere che domattina vinca Schlein o un altro candidato e a quel punto si mandano armi a gogò a Kiev per una escalation militare che ci sta portando al terzo conflitto mondiale”. Schlein ha risposto dalla Festa dell’Unità di Reggio Emilia: “Abbiamo sostenuto e continueremo a sostenere il popolo ingiustamente invaso in Ucraina dall’offensiva militare di Putin che continua ad andare avanti”, Ma è stata soprattutto l’ala riformista del Pd a replicare a muso duro a Conte. Durissimo il giudizio della combattiva parlamentare riformista del Pd Lia Quartapelle: “Conte non è un alleato ma un sabotatore e le sue sono farneticazioni”. Farneticazioni di metodo e di merito. Di metodo perché sarebbe curioso che chi vince le primarie – nel caso non fosse Conte – non possa affermare la linea pro-Ucraina per tutta la coalizione di centrosinistra. Ma “farneticazioni” soprattutto di merito perché solo Conte e i suoi accoliti pensano di poter impunemente confondere aggressori (la Russia) e aggrediti (l’Ucraina), ma per fortuna gli elettori non sono tutti allocchi.
Ucraina, riformisti dem all’attacco: “Quelle di Giuseppe Conte sono farneticazioni”
Il vertice del Pd e soprattutto la sua ala riformista replicano a muso duro alle provocazioni filorusse e anti-ucraine di Giuseppe Conte che la parlamentare dem Lia Quartapelle non esita a definire “un sabotatore e non un alleato” del Campo largo
