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Eurozona: Pmi servizi ai minimi da 7 mesi, male l’Italia

L’indice Pmi composito dell’unione valutaria si è attestato a 53,6 a settembre da 54,3 ad agosto – Il rallentamento di settembre aumenta il rischio che la Bce ricorra nuovamente al Qe – In Italia l’indice segna un netto calo sia nella componente servizi che in quella manifatturiera – Scivola anche la Germania.

Eurozona: Pmi servizi ai minimi da 7 mesi, male l’Italia

La crescita economica dell’Eurozona rallenta. Nel mese di settembre, infatti, l’indice Pmi composito elaborato da Markit si è attestato a quota 53,6, ai minimi da quattro mesi e in ribasso rispetto al 54,3 di agosto e rispetto alle stime degli analisti, che avevano previsto un calo più contenuto a 53,9. La crescita c’è ma rallenta il suo passo; in ogni caso il dato rimane nettamente oltre quota 50 punti, soglia spartiacque tra espansione e contrazione dell’attività.

L’indice servizi dell’Eurozona di settembre ha segnato 53,7, minimo su sette mesi e inferiore alla precedente stima flash di 54 e al dato di agosto di 54,4.

Rispetto alla lettura flash diffusa in precedenza, la lettura finale del Pmi ha indicato un valore leggermente inferiore che mantiene, in ogni caso, una lieve espansione dell’economia dell’unione valutaria. L’economia europea, come fatto notare dal chief economist di Markit Chris Williamson, non è riuscita, però, “a prendere velocità nel corso dell’estate, soprattutto per quano riguarda la crescita occupazionale”.

“L’indebolimento del tasso di espansione di settembre – prosegue Williamson – aumenta il rischio che la crescita perda ancora più vigore nel quarto trimestre, aumentando la probabilità che la Bce apra ulteriormente i rubinetti del quantitative easing”.

Anche in Italia l’indice Pmi composito, ha fatto segnare una frenata, attestandosi a quota 53,4 dal 55 di agosto. Le attese erano di una rilevazione a 54,1. Rallentano entrambi i sottoindici: il settore dei serviz
i a 53,3 da 54,6 di agosto e quello manifatturiero a 52,7 da 53,8. In ogni caso l’attività rimane in espansione per il nono mese di fila. 

A pesare, sulle aziende del terziario, è stato soprattutto il debole aumento dei nuovi ordini, mentre le aziende del settore hanno reagito riducendo gli organici per la seconda volta negli ultimi tre mesi. Cresce, però, l’ottimismo delle aziende.

Andamento simile anche in Germania, dove l’indice composito è sceso dal 55 di agosto a 54,1. Il Pmi servizi si è attestato a 54,1 da 54,9 di agosto, sotto alle attese.

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