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I missili di Teheran spaventano il toro

Salgono oro e petrolio, bond in tensione – Tokyo in calo, Samsung in controtendenza – Debole Wall Street, ma rimbalza Boeing – Riparte la trattativa su Brexit – Intesa e Bpm verso l’intervento in Ilva – Abu Dhabi si dimezza in Unicredit

I missili di Teheran spaventano il toro

Nella notte l’Iran ha attaccato due basi americane a Irbil e Al Asadin, in Iraq, con una raffica di missili balistici. “La fiera vendetta delle Guardie della Rivoluzione è cominciata”, ha dichiarato via Telegram il portavoce dei Pasdaran, specificando che si tratta di una risposta all’uccisione, da parte di droni statunitensi, del generale iraniano Qassem Soleimani. Al momento non risultano vittime. Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato via Twitter che rilascerà delle dichiarazioni in mattinata.

I mercati hanno preso atto con preoccupazione ma senza panico della scontata rappresaglia di Teheran, teatro nella notte di un incidente aereo che potrebbe essere un semplice incidente. La tensione, insomma, resta alta ma non al punto di oscurare le altre notizie: l’arrivo della delegazione cinese in Usa per siglare la pace sui dazi; la pioggia di novità in arrivo dal salone dell’elettronica a Las Vegas, il prossimo avvio della campagna delle trimestrali Usa. Il risultato? Borse in movimento, ma con il freno a mano tirato. Oro e petrolio vicini ai massimi, rendimenti delle obbligazioni in tensione: il Treasury Note a dieci anni scivola a 1,78% (-4 punti base).

TOKYO IN CALO, SAMSUNG IN CONTROTENDENZA

Il Nikkei di Tokyo segna un calo dell’1,2%, a 23.250 punti, dopo un avvio di seduta sotto quota 23.000 punti, in ribasso di oltre il 2%.

Hang Seng di Hong Kong -0,9%. Kospi di Seul in calo dello 0,7%, mentre Samsung Electronics guadagna il 2,2% nonostante il primo produttore al mondo di telefoni cellulari e chip di memoria abbia avvertito che nel quarto trimestre l’utile operativo sarà di oltre il 30% più basso di quello dello stesso periodo dell’anno precedente. Ma la casa ha annunciato il lancio in primavera del nuovo mobile.

DEBOLE WALL STREET, MA RIMBALZA BOEING

Deboli ieri le Borse Usa: Dow Jones -0,28%, S&P 500 -0,48%, meglio il Nasdaq (-0.03%), sostenuto dal buon andamento di Microchip Technology (+8,8%).

Sale Boeing (+1,1%) che ha dettato nuove regole per l’addestramento dei piloti che torneranno a volare con i Maxi 737.

BRENT FINO A 72 DOLLARI, POI FRENA

Il petrolio Brent, arrivato stanotte a 72 dollari il barile, è scambiato stamattina sulle piazze asiatiche a 69,2 dollari, in rialzo dell’1,2%.

A Wall Street tra i petroliferi ha preso il volo Apache (+46,8%) dopo l’annuncio della scoperta, assieme a Total, di nuovi giacimenti in Suriname.

ORO SOPRA QUOTA 1.600 DOPO L’ATTACCO

Ottava seduta positiva per l’oro, salito oltre quota 1.600 dollari l’oncia stanotte subito dopo le comunicazioni del Pentagono sull’attacco missilistico dell’Iran. Il metallo prezioso di riferimento guadagna l’1,1%, a 1.593 dollari l’oncia.

TIENE L’EUROPA, RIPARTE LA TRATTATIVA SU BREXIT

Le borse europee hanno chiuso la seduta in buon rialzo, poco sotto i massimi della seduta. I mercati del Vecchio Continente, depressi dalle varie emergenze geopolitiche, confidano nell’accordo sui dazi e nel miglioramento della congiuntura. Il tasso d’inflazione dell’eurozona, nel dicembre 2019, è salito all’1,3%, contro l’1% di novembre. È la stima flash di Eurostat. In Italia si stima un rialzo del tasso di inflazione annuale dello 0,5%.

Piazza Affari rimbalza dopo due sedute in calo e chiude con un guadagno dello 0,6%, a 23.723 punti.

Nel resto di Eurolandia bene Francoforte (+0,73%); piatte Parigi e Londra.

La presidente della Commissione Europea Ursula Von der Leyen sarà oggi a Londra per incontrare il premier Boris Johnson e discutere dell’accordo che regolerà le relazioni Ue-Uk dopo la Brexit.

OGGI LA VERITÀ DI GHOSN. A DE MEO LA GUIDA DI RENAULT

Giornate calde in vista per Renault/Nissan. Oggi Carlos Ghosn terrà a Beirut l’attesa conferenza stampa dopo la rocambolesca fuga dal Giappone, sotto la regia di un ex ufficiale dei Berretti Verdi, Mike Taylor. Intanto da Renault arriva la conferma che il nuovo Ceo sarà Luca De Meo, già allievo prediletto (e ripudiato) di Sergio Marchionne. L’annuncio ufficiale arriverà venerdì, una volta spento il clamore per le parole di Ghosn.

In lieve calo Madrid (-0,21%). Il socialista Pedro Sanchez ottiene il sostegno del Parlamento, ma con un margine di due voti soltanto, per formare un nuovo governo dopo due elezioni nell’arco di un anno.

INTESA E BPM VERSO L’INTERVENTO IN ILVA

La grande finanza è concentrata sui problemi del Medio Oriente, ma riaffiorano i temi del Bel Paese.

Il rappresentante di Lufthansa Joerg Eberhart, presidente e Ceo della controllata Air Dolomiti, in un’audizione alla Commissione Trasporti della Camera ha sostenuto che una partnership commerciale tra Lufthansa e Alitalia aumenterebbe i ricavi della compagnia italiana di 100 milioni di euro l’anno nel medio termine, ma ha aggiunto che la società non è pronta a investire nella compagnia.

Il tribunale del Riesame ha accolto il ricorso dei commissari Ilva e ha annullato la decisione dello spegnimento dell’Altoforno 2 di Taranto. La sentenza rimuove un ostacolo alle trattative tra commissari e ArcelorMittal sul futuro dell’impianto. Intanto, si tratta per un intervento finanziario a sostegno del piano pubblico-privato per affiancare Arcelor Mittal. Sta prendendo corpo l’idea di un intervento al fianco di Invitalia con la presenza di intesa, Banco Bpm e Cdp che, tra l’altro, prevede la trasformazione di 400 milioni di crediti in capitale.

RISALE IL BUND, BTP SOTTO STRESS

Il rendimento del Bund decennale tedesco è risalito a -0,28% da -0,31%. IL Btp 10 anni tratta a 1,38% da 1,31%, ai massimi da 30 giorni

Il differenziale di rendimento Italia-Germania è balzato dai 155 punti della scorsa chiusura fino al massimo di 168 punti base, picco da inizio dicembre.

Sul fronte dell’offerta, l’Irlanda e il Portogallo hanno dato mandato a un pool di banche per il lancio via sindacato rispettivamente di un nuovo titolo a 15 e 10 anni.

Il Tesoro offrirà 7 miliardi di Bot a 12 mesi nella prossima asta del 10 gennaio.

SUGLI SCUDI IL GESTITO, DIASORIN E STM

L’attività degli investitori di Piazza Affari, più forte nella prima parte della mattina, è andata riducendosi nel pomeriggio con l’avvio di Wall Street piatta. “È stato un pomeriggio privo di spunti con volumi contenuti soprattutto nella seconda parte della seduta”, ha sostenuto un operatore.

Quasi tutte in rialzo le blue chip, giornata fiacca per le Utility.

Le migliori della giornata sono Azimut (+3,8%), Fineco Bank (+3,2%) e Diasorin (+3%). In grande evidenza anche Stm (+2,6%): Oddo Securities ha alzato il target a 28 euro. Pirelli +2% e Leonardo +1,5%.

Ritraccia Confinvest (-7%) dopo la ritirata dell’oro. Tra le small cap, la palma di giornata spetta a Brunello Cucinelli: +7% dopo i risultati preliminari in crescita annunciati nel giorno dell’inaugurazione di Pitti Uomo. Moncler +0,4%: Hsbc taglia il giudizio da Buy a Hold.

Atlantia +1,8%: proseguono le trattative segrete tra governo e vertici societari per trovare un accordo che eviti la revoca della concessione.

ACQUISTI SU POSTE, ABU DHABI SI DIMEZZA IN UNICREDIT

In ripresa le banche. Unicredit +0,7%: Jefferies rafforza il Buy, alzando il target da 15 a 16 euro. Il fondo sovrano di Abu Dhabi, Mubadala, ha più che dimezzato la sua partecipazione nella Banca, portandola al 2,020% al 20 dicembre da 4,986% del 28 giugno, secondo le partecipazioni della Consob. Acquisti anche su Poste Italiane (+2,58%), su cui JP Morgan ha confermato la raccomandazione overweight. La banca Usa ha anche riavviato la copertura su Unipol (+2,36%) e Unipol Sai (+1,53%). Do Value + 1,68%: Berenberg ha alzato il prezzo obiettivo da 14,5 a 15,5 euro, con rating buy.

Spunti su Stm (+2,54%). A fare da traino, le indicazioni fornite dal gruppo Usa Microchip, che indica una forte ripresa dei “booking” e una crescita del fatturato per il primo trimestre sopra le attese.

Leonardo +1,33% sulle tensioni in Medio Oriente, che hanno sostenuto il settore difesa negli Stati Uniti.

UNO SCANDALO IN BRASILE DANNEGGIA TIM

Telecom Italia, fra le peggiori, cede lo 0,9%. Secondo Equita, la notizia di stampa di un’indagine in Brasile per corruzione contro il finanziere Naji Nahas, che coinvolgerebbe Tim, non avrà ripercussioni per il gruppo. Banca Imi cita, invece, il rischio di un danno reputazionale.

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