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Risparmio: il Nord Italia più propenso del Sud, Milano “salvadanaio” d’Italia, Biella la più risparmiosa. L’analisi Unioncamere-Tagliacarne

Secondo un’analisi realizzata da Unioncamere e dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, la regione più parsimoniosa è il Piemonte, mentre all’ultimo posto c’è la Sicilia. I milanesi mettono da parte sei volte in più dei crotonesi

Risparmio: il Nord Italia più propenso del Sud, Milano “salvadanaio” d’Italia, Biella la più risparmiosa. L’analisi Unioncamere-Tagliacarne

Cresce la propensione al risparmio degli italiani, in cinque anni la quota di reddito disponibile messa da parte dalle famiglie è passata dal 7,55% nel 2019 all’8,28% nel 2024. Ma al Sud l’incidenza si è fermata al 6,08% nel 2024 a fronte del 5,67% nel 2019, mentre al Nord è arrivata al 9,73% (contro l’8,5% nel 2019) con punte del 10,46% al Nord ovest (9,72% nel 2019). Biella si conferma nel 2024 la “capitale” più vocata al risparmio (14,37%), seguita sul podio da Asti (12,79%) e Vercelli (12,53%). Mentre maggiori difficoltà si riscontrano a Crotone che chiude la classifica (4,30%), tallonata da Siracusa (4,37%) e Ragusa (4,51%).

Nel complesso, la maggiore diffusione dello smartworking aumenta la capacità di risparmio: i lavoratori hanno accantonato il 9,45% delle proprie entrate nel 2024 nei territori dove la quota del lavoro da “remoto” è stata maggiore rispetto alla media nazionale, contro il 7,67% messo da parte dai lavoratori dove il ricorso a questo strumento è stato più basso. È quanto emerge da un’analisi realizzata da Unioncamere e dal suo Centro Studi Guglielmo Tagliacarne che quantifica il risparmio delle famiglie consumatrici e la relativa loro propensione al risparmio a livello provinciale nel 2024.

Esposito, dg del centro Tagliacarne: “Maggiore propensione nelle provincie meno popolate”

“Il risparmio si presenta territorialmente più concentrato rispetto al reddito delle famiglie. Le prime quindici province per ammontare complessivo del risparmio assorbono, infatti, circa il 50% di tutto questo aggregato, ovvero 4,4 punti percentuali in più rispetto a quanto si riscontra per il reddito disponibile. Lo ha sottolineato Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne secondo cui “ancora oggi il risparmio è un fenomeno che caratterizza la provincia minore: la dimensione demografica media delle prime dieci province con maggiore propensione al risparmio è del 20% inferiore a quelle delle ultime dieci. Nel corso dell’ultimo quinquennio – ha aggiunto Esposito- è aumentato il differenziale della propensione al risparmio tra Mezzogiorno e resto del Paese, nonostante un recente miglioramento della capacità di risparmio del Sud. A pesare non è solo il minor livello di reddito pro-capite meridionale, ma anche l’incremento più sostenuto dei prezzi nell’area che, a parità di altre condizioni, ha determinato un aumento del valore della spesa e, conseguentemente, una riduzione della possibilità di accantonare risorse”.

Piemontesi più inclini a risparmiare, siciliani meno

Il Piemonte si attesta in cima alla graduatoria della propensione al risparmio (10,70%), piazzando tutte le sue province nelle prime dieci posizioni. Seguono nel “medagliere” la Lombardia 10,46% e l’Emilia-Romagna 10,14% che scalza dal podio la Liguria terza nel 2019. Le famiglie fanno, invece, più fatica ad accantonare risorse in Sicilia 5,05%, Sardegna 5,29% e Calabria 5,91%.

16 province del Sud in fondo alla classifica della propensione al risparmio

Sono del Nord le prime 21 province della classifica della propensione al risparmio delle famiglie italiane nel 2024. Bisogna scorrere fino alla 22esima posizione per trovare la prima provincia del Sud, rappresentata da Avellino (9,65%), e, addirittura, fino al 36esimo posto per trovare la prima provincia dell’Italia Centrale, costituita da Ancona (8,52%). Mentre, al contrario, sono tutte meridionali le province che occupano le ultime sedici posizioni della graduatoria chiusa da Crotone. Segno di una evidente difficoltà delle famiglie del Mezzogiorno a mettere da parte un “tesoretto” da utilizzare in prospettiva di esigenze future.

Ma la Lombardia trainata da Milano resta il “salvadanaio” d’Italia

I milanesi hanno risparmiato a testa in media 3.920 euro nel 2024, oltre il doppio della media nazionale (1.918 euro) e quasi il quadruplo di quella meridionale (1.081 euro), e circa sei volte il valore pro-capite messo da parte dai crotonesi (686 euro) fanalino di coda. Non a caso in Lombardia si concentra più di un quarto del risparmio complessivo maturato dagli italiani nel 2024, capitanata da Milano (11,25%). Seguono a distanza sul podio Roma (7,27%) e Torino (5,29%). 

Con lo smartworking il risparmio pro-capite è più alto di 1.000 euro

Ad incedere positivamente sulla capacità di risparmio della popolazione è anche lo smart working. Dove è maggiore la quota di occupati che lavorano da casa rispetto alla media nazionale, i lavoratori hanno messo da parte 2.697 euro a testa nel 2024 (erano 2.066 nel 2019) contro i 1.615 euro accantonati mediamente dai lavoratori laddove l’incidenza è più bassa (1.219 nel 2019). 

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