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Grecia: Bce alza prestiti emergenza, Atene invia lettera a Ue per estensione aiuti

L’Eurotower alza il plafond Ela a 68,3 miliardi di euro – Atene ha inviato una lettera all’Eurogruppo per chiedere di prolungare di sei mesi la durata dei prestiti Ue, ma le difficoltà rimangono – Pressioni da Berlino e da Washington.

Grecia: Bce alza prestiti emergenza, Atene invia lettera a Ue per estensione aiuti

La Bce non chiude i rubinetti ad Atene: anzi, alza il tetto dei prestiti d’emergenza (Ela, Emergency Liquidity Assistance) che la Banca centrale greca potrà girare agli istituti del Paese in caso di necessità. Il plafond, che solo alcuni giorni fa era stato portato da 60 a 65 miliardi, è stato ieri ulteriormente aumentato fino a quota 68,3 miliardi di euro, per la durata di due settimane. Le eventuali operazioni saranno effettuate a un tasso dell’1,55% (piuttosto caro) ma senza richiedere la presentazione di adeguate garanzie.

Intanto, questa mattina il governo ellenico ha inviato all’Eurogruppo la richiesta di prolungare di sei mesi la durata dei prestiti Ue, ma a condizioni diverse da quelle proposte da Bruxelles. Proprio questo scostamento incontra ancora forti ostilità da parte tedesca. 

Il documento, inviato al presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, sarà ora esaminato da funzionari dell’Eurozona a livello tecnico che dovranno decidere se approvarlo in linea di principio. Qualora questo passo venisse superato, potrebbe essere subito convocato un nuovo summit dell’Eurogruppo, forse già domani per teleconfererenza, in modo che il documento possa ricevere lo stampo di approvazione definitivo.

Come aveva anticipato il giornale greco Ekathimerini, funzionari del governo di Atene avevano lavorato fino a tarda notte ieri per preparare il documento di richiesta che lega il pagamento degli aiuti comunitari al fatto che la Grecia onori i termini del cosiddetto memorandum, che contiene le riforme economiche promesse in passato dai governi precedenti e che Syriza aveva aspramente contestato durante la campagna elettorale.

La cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha invitato il primo ministro greco, Alexis Tsipras, a non abbandonare la strada delle riforme: “Siamo solidali verso i Paesi in difficoltà – ha detto –, ma non è una strada a senso unico”. In sostanza, non per Berlino non sembra sostenibile il via libera a nuovi prestiti se Atene non accetterà di proseguire sulla via dell’austerity indicata da Ue, Bce e Fmi.

Pressioni sul governo Tsipras arrivano anche da Washington. Il segretario al Tesoro Usa, Jack Lew, in una telefonata con il ministro greco delle Finanze, Yanis Varoufakis, ha avvertito che senza un accordo ci saranno “difficoltà immediate per Atene: l’incertezza non va bene per l’Europa, è il momento di passare ai fatti”. 

Rilievi ai quali Varoufakis ha replicato via Twitter: “Il segretario del Tesoro Usa – ha scritto il ministro greco – mi ha effettivamente detto che un mancato accordo danneggerebbe la Grecia”, ma “ha aggiunto che danneggerebbe anche l’Europa. Un avvertimento a entrambe le parti”.

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