Condividi

Decarbonizzazione: solo l’11% delle Pmi europee ha un piano strutturato

Il dato proviene dalla prima edizione del barometro sui progressi delle PMI europee nella decarbonizzazione, pubblicato da Argos Wityu in collaborazione con il Boston Consulting Group (BCG)

Decarbonizzazione: solo l’11% delle Pmi europee ha un piano strutturato

La decarbonizzazione delle aziende è ancora lontana. Solo l’11% delle aziende europee nel settore medio ha avviato un piano strutturato per ridurre le emissioni di carbonio.

È il dato che emerge dalla prima edizione del barometro sui progressi delle PMI europee nella decarbonizzazione, pubblicato da Argos Wityu, gruppo europeo indipendente specializzato negli investimenti in Private Equity, e Boston Consulting Group (BCG).

Lo studio chiamato “The Argos – BCG Mid-market Climate Transition Barometer” è stato condotto nel luglio 2023 e ha coinvolto 700 leader di PMI in sei paesi europei: Francia, Italia, Germania, Belgio, Paesi Bassi e Lussemburgo.

Le PMI sono spesso ignorate nelle iniziative di lotta al cambiamento climatico ma oltre a dare un significativo contributo all’economia contribuiscono anche loro alle emissioni di gas serra.

Per l’UE le Pmi sono responsabili di due terzi delle emissioni

La Commissione Europea afferma che le PMI potrebbero contribuire fino a due terzi delle emissioni totali di gas serra in Europa. Attualmente, l’ecosistema del mid-market è lontano dall’essere in linea con la direttiva europea sulla rendicontazione della sostenibilità aziendale (CSRD). Questa direttiva richiederà alle imprese con più di 250 dipendenti e un fatturato di oltre 40 milioni di euro di divulgare il loro impatto ambientale, inclusa l’emissione di gas a effetto serra, seguendo un rapporto annuale a partire dal 1° gennaio 2026.

Data questa osservazione, sorge la domanda se le PMI abbiano realmente compreso l’entità delle trasformazioni necessarie e se stiano attivamente lavorando per decarbonizzare le loro attività. Quali ostacoli si trovano ad affrontare e quali opportunità offre la decarbonizzazione?

Da queste domande è nata, perciò, la ricerca di Argos Wityu e BCG.

Decarbonizzazione: consapevolezza e opportunità

L’84% delle PMI intervistate ritiene che la riduzione delle emissioni di gas serra sia “importante” o “critica”, evidenziando l’urgenza del problema per questo settore. Tra queste, il 71% vede la decarbonizzazione come un’opportunità che può portare a vantaggi come un miglioramento della redditività e l’accesso a nuovi mercati, con vantaggi competitivi a breve o lungo termine.

“Non c’è dubbio che la decarbonizzazione delle medie imprese possa generare forti opportunità in tutti i settori. Molti investitori, dai family office alle grandi istituzioni, sono disposti a sostenere queste imprese nella loro transizione Grey to Green e ad aiutarle a diventare leader sostenibili”, ha dichiarato Simon Guichard, Partner di Argos Wityu.

Decarbonizzazione delle Pmi: approccio poco strutturato

Anche se il 38% delle PMI intervistate afferma di aver effettuato investimenti significativi nella decarbonizzazione, solo l’11% ha adottato un approccio strutturato che include la misurazione delle proprie emissioni di gas serra, la definizione di una roadmap, e l’effettuazione di investimenti rilevanti.

“Le aziende del mid-market sono nelle fasi iniziali del loro percorso di sostenibilità e i loro investimenti sono ancora prevalentemente guidati dalle normative, dai prezzi dell’energia e dalla domanda dei clienti. Il percorso verso un approccio strutturato e completo è ancora lungo. È assolutamente fondamentale sostenere le PMI con misure e strumenti dedicati se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi climatici”, ha dichiarato Pietro Romanin, Managing Director e Partner di BCG.

Le differenze principali nell’approccio alla materia non arrivano in base alle aree geografiche ma emergono dinamiche diverse basate sul tipo di proprietà e settore. Il 62% delle società quotate in borsa afferma di aver effettuato “forti investimenti”, mentre solo il 35% delle imprese a proprietà privata ha fatto lo stesso. A livello settoriale, si notano significative disparità, con il 51% delle imprese nel settore dei trasporti e della logistica che ha dichiarato di aver investito in modo considerevole, rispetto al modesto 24% delle imprese nelle industrie ad alta temperatura (come metalli, vetro, ceramica, ecc.).

Ottimismo per il futuro

Veleggia comunque ottimismo nelle Pmi. La maggior parte delle aziende intervistate guarda in positivo al raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030, con il 70% che li considera fattibili. Sono tre i principali ostacoli: la mancanza di risorse finanziarie, la complessità delle normative e la carenza di competenze. Per superare questi ostacoli, hanno bisogno di un sostegno significativo.

“A differenza delle grandi aziende, le imprese del mid-market raramente hanno dimensioni sufficienti per assumere i talenti interni necessari o per sviluppare competenze interne e realizzare ambiziose tabelle di marcia per la decarbonizzazione. Ora dobbiamo aiutarle a trasformare il loro ottimismo in investimenti strutturati”. L’impegno di tutte le parti interessate – autorità di regolamentazione, investitori, agenzie governative, partner commerciali, fornitori di soluzioni – che rispondono alle esigenze specifiche delle aziende del mercato medio, è fondamentale”, ha dichiarato Benjamin Entraygues, Managing Director e Senior Partner di BCG.

“Per completare con successo la transizione ambientale, le medie imprese avranno bisogno di un forte sostegno, di esperti specializzati e di finanziamenti. Siamo convinti che le prime ad avviare profondi cambiamenti verso la decarbonizzazione beneficeranno di un vantaggio competitivo duraturo”, ha dichiarato Louis Godron, Managing Partner di Argos Wityu.

Commenta