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Il telefonino è il nuovo “Diavolo in tasca” che imprigiona genitori e figli ma l’allarme lanciato dal libro di Carlo Verdelli esige una risposta

Il cellulare ci ha cambiato la vita e resta una grande opportunità ma ci ha reso troppo dipendenti e sui ragazzi – come documenta nel suo libro Carlo Verdelli che ha fatto benissimo a lanciare l’allarme – può avere effetti dirompenti. Quando si sveglia la politica?

Il telefonino è il nuovo “Diavolo in tasca” che imprigiona genitori e figli ma l’allarme lanciato dal libro di Carlo Verdelli esige una risposta

Dalla fine del Novecento ad oggi, il telefonino è stata una delle maggiori novità dei nostri tempi, una novità che ci ha cambiato la vita e che ci ha offerto possibilità una volta impensabili come quella di poter raggiungere le persone ad ogni ora e in ogni parte del mondo. Ma quella che è stata e che per certi versi ancora è una grande opportunità si è via via trasformata, a nostra insaputa, in una diavoleria, “Il diavolo in tasca” che imprigiona genitori e figli, come dice il titolo quanto mai eloquente e decisamente intrigante di un agile pamphlet edito da Einaudi e curato da Carlo Verdelli, già direttore di Repubblica e già vicedirettore e ora editorialista del Corriere della Sera.

Il telefonino resta uno strumento utilissimo per la vita e il lavoro di tutti noi ma contiene, soprattutto con l’arrivo dell’Intelligenza artificiale, insidie inimmaginabili che violano la privacy e consegnano la nostra esistenza e tutti i nostri dati personali ai Big Tech la cui potenza, come ha avuto modo di denunciare anche il Presidente Sergio Mattarella, supera ormai quella degli Stati. Ma quello che più allarma è lo stato di dipendenza che il cellulare crea e che sui ragazzi può avere effetti devastanti. Non sarebbe il caso di porre dei limiti all’uso dei telefonini per chi ha meno di 16 anni? Altri Paesi lo hanno già fatto. In Italia ci sono due proposte di legge in tal senso, una di Italia Viva e l’altra di Fratelli d’Italia, ma dormono da mesi in un Parlamento che non sembra aver voglia di muoversi. E il Governo ancora meno.

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