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Vertice Nato: Trump attacca ancora gli alleati. Gelo di Meloni e ramoscello di Rutte. Il nodo delle armi. Crosetto: così il tycoon “parla al suo elettorato”

Vertice della Nato ad Ankara: ci si aspetta la conferma del sostegno a Kiev per 70 miliardi l’anno tra 2026 e 2027, a carico però dei soli europei e del Canada. La formula sulla quale puntano gli Stati Uniti è l’acquisto di armi Usa da parte dei membri dell’alleanza atlantica da inviare all’Ucraina

Vertice Nato: Trump attacca ancora gli alleati. Gelo di Meloni e ramoscello di Rutte. Il nodo delle armi. Crosetto: così il tycoon “parla al suo elettorato”

“Se non fosse per Erdogan, amico e leader molto forte non sarei neppure venuto”. L’aveva già detto e lo ripete martedì, mettendo piede in Turchia, il presidente americano Donald Trump. E, con questa sola battuta, fa capire a tutti quale è e resta (nonostante gli sforzi del segretario Nato Mark Rutte) la sua postura su ruolo e futuro dell’Alleanza in questa fase di crisi aperte in Ucraina e Iran. Dopo un anno contrassegnato da lotte intestine, crisi e recriminazioni, i paesi della Nato optano per la strategia ormai collaudata: governare la “variabile” Donald Trump e ridurre a massimo il rischio di brutte sorprese. Nasce da qui la decisione dei padroni di casa turchi di ridurre al massimo i tempi del vertice a livello di capi di Stato e di Governo con la discussione a 32 prevista dalle 11,15 alle 14 di mercoledì. Per la serie: meno dura il vertice, meno rischi si corrono che qualcosa vada storto.

Vertice Nato: Trump attacca di nuovo la Nato, gelo di Meloni

L’incertezza tuttavia resta sovrana stando alle prime dichiarazioni di Trump ad Ankara. Il presidente Usa si è detto “deluso” dalla Nato, è tornato a criticare Francia, Germania e Italia che non lo hanno aiutato negli attacchi all’Iran con l’uso delle basi in diversi Paesi Ue e ha ripetuto che potrebbe ritirare tutti i militari americani dall’Europa. Su Giorgia Meloni una sola battuta: “Persona piacevole ma non ci ha aiutati”. Trump ha ancora una volta rivendicato la necessità del controllo della Groenlandia anche se ha riconosciuto che ciò “danneggerebbe i miei rapporti con la Nato”. Verso il presidente turco Erdogan ha invece avuto parole di apprezzamento (“c’è una sorta di alchimia che funziona tra noi”) e ha aperto alla vendita ad Ankara degli F35 superando le sanzioni decise dopo la decisione della Turchia di comprare dalla Russia sistemi di difesa aerea S-400 ma sempre martedì Trump ha detto che le sanzioni saranno rimosse perché “non sanzioniamo gli amici”.

Vertice Nato: la partita si gioca su export armamenti Usa

Rientra sempre nella strategia del segretario Nato Rutte e degli alleati europei di compiacere Washington inserendo nella dichiarazione finale un riferimento alla guerra statunitense in Iran chiedendo che lo Stretto di Hormuz rimanga aperto e che Teheran non si doti mai di armi nucleari. Una sorta di ramoscello d’ulivo offerto a Trump viste anche le divisioni all’interno dell’alleanza sulla guerra in Iran. Gli alleati si impegneranno anche a continuare ad assumersi la responsabilità della difesa europea dopo che gli Stati Uniti hanno ridimensionato, a maggio, capacità come aerei da combattimento, bombardieri e cacciatorpediniere nei piani di guerra della Nato e molti degli accordi di appalto saranno probabilmente riformulati.

Ma il presidente americano non appare convinto dalle rassicurazioni di Rutte, che continua a ripetere che “europei e canadesi sono ora sulla buona strada per pareggiare la loro spesa per la difesa con quella degli Stati Uniti”. La partita si gioca soprattutto sull’export di armamenti americani mentre in Europa si è sempre più attenti a cogliere il momento per rafforzare autonomia strategica e base industriale continentale.

Vertice Nato: cosa ci si aspetta sul sostegno a Kiev

Sull’Ucraina, il presidente americano ha avuto un faccia a faccia con Zelensky che chiede un’azione di forza e, dopo il colloquio con Putin, Trump appare più ottimista indicando che Mosca e Kiev vogliono un accordo e spera che una soluzione di pace possa essere trovata “presto”. Ci si aspetta dal vertice la conferma del sostegno a Kiev per il 2026 e per il 2027 per 70 miliardi l’anno, a carico però dei soli europei e del Canada. Gli Usa hanno stanziato finora 195 miliardi di dollari per Kiev (di cui 73 miliardi per armamenti e servizi per la difesa) e la Germania è il secondo Stato per aiuti finanziari con oltre 100 miliardi di dollari, ma resta il blocco europeo inteso come Ue principale finanziatore dell’Ucraina, superando gli Stati Uniti avendo mobilitato oltre 215 miliardi di euro. La formula sulla quale puntano gli Usa è l’acquisto di armi americane da parte dei membri dell’alleanza atlantica e poi inviate a Kiev (programma Purl, Prioritized Ukraine requirement list). Vi partecipano in maggioranza Paesi europei, poi Australia e Nuova Zelanda ma non l’Italia.

Anche di questo ha parlato il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani con il suo omologo americano Rubio. Tajani ha partecipato a una riunione con i partner della Iniziativa di Cooperazione di Istanbul (Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Kuwait e Qatar), la cui presenza al Vertice è stata sostenuta dall’Italia. Il dialogo con i Paesi del Golfo sarà dedicato agli sviluppi in Medio Oriente, con particolare attenzione a Iran, Libano, Gaza e Stretto di Hormuz. Il ministro ha anche partecipato alla riunione ministeriale in formato E5 (Francia, Germania, Italia, Polonia e Regno Unito), co-organizzata da Italia e Polonia, cui si unirà anche il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan. L’incontro mira a rafforzare il coordinamento sulle principali questioni di sicurezza europea, con particolare attenzione all’Ucraina e al Medio Oriente.

Vertice Nato, cosa ha detto Crosetto su Trump

Sul dialogo critico tra Meloni e Trump, il ministro della Difesa Guido Crosetto resta convinto che “i rapporti tra Stati continuano anche se due leader discutono. Non c’entra Sigonella. Ce l’ha con noi perché non abbiamo partecipato agli attacchi in Iran. E infatti ha attaccato anche Francia e Germania visto che anche loro non hanno preso parte all’offensiva contro Teheran. Lui ci attacca perché parla al suo elettorato. Dovete interpretare così i suoi attacchi”.

Ma Crosetto parla anche della rete di spionaggio in Italia a favore di Mosca che ha visto coinvolti alcuni appartenenti alla Difesa. ”Non abbiamo gli anticorpi per contrastare la penetrazione russa” dice Crosetto. “Non sono affatto sorpreso perché sono anni che dico, anzi, che metto in guardia dal rischio di penetrazione – aggiunge il titolare della Difesa -. Fate un’analisi e ve ne rendete conto. L’aumento c’è stato con i social. Non solo dei russi. Ma i russi sono i più bravi nello spionaggio”.

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