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Concertone del Primo maggio, ecco come è nato: il suo inventore Piero Grazioli racconta

Intervista a PIERO GRAZIOLI, l’inventore e l’organizzatore del Concertone sindacale del Primo maggio. “L’idea della Cgil del 1990 era quella di creare un’occasione di incontro tra la musica e i giovani ma nessuno si immaginava che ne sarebbe nato il più grande evento musicale gratuito e dal vivo d’Europa. Quella formula è valida ancora oggi ma andrebbe rinfrescata”

Concertone del Primo maggio, ecco come è nato: il suo inventore Piero Grazioli racconta

Come sempre avviene dal 1990 anche quest’anno il Primo maggio sarà ravvivato dal Concertone di Piazza San Giovanni a Roma. E’ il più grande evento musicale gratuito e dal vivo di tutta Europa promosso dai sindacati e trasmesso in diretta tv dalla Rai con una partecipazione popolare enorme. Ma chi ideò e come nacque l’idea del Concertone del Primo maggio? FIRSTonline lo ha chiesto a Piero Grazioli, allora sindacalista e responsabile del Dipartimento Cultura della Cgil chiamato nel 1989 a quell’incarico da Bruno Trentin e da Ottaviano Del Turco. L’ideatore e per dieci anni l’organizzatore del Concertone di Roma del Primo maggio è stato lui. Ecco la sua intervista.

Grazioli, oggi in Piazza San Giovanni a Roma si tiene il tradizionale Concertone del Primo maggio, giunto alla sua 37a edizione: ci racconta come le venne l’idea di organizzare un evento del genere?

“L’idea era quella di creare un’occasione di incontro tra la musica e i giovani con i loro sogni e le loro speranze. Nel 1990 la Cgil, che mi incaricò di organizzare l’evento, era sì un sindacato molto forte ma anche allora aveva difficoltà a parlare e ad attrarre le nuove generazioni. Al tempo stesso la musica italiana aveva bisogno di rinnovarsi e per questo individuammo il rock come base di partenza. L’idea del Concertone nacque come occasione di dialogo tra sindacato e giovani attraverso la musica”.

Piero Grazioli
Piero Grazioli

Come fu accolta l’idea del Concertone dai vertici della Cgil?

“Il più sensibile fu Ottaviano Del Turco che era un sindacalista molto appassionato di arte, che nel tempo libero amava dipingere, e che seguiva con interesse la musica e gli orientamenti dei giovani e quindi capiva l’importanza di aprire un dialogo tra Cgil e giovani generazioni sulla base della musica e dell’interesse giovanile per il lavoro”.

E’ Trentin, che allora era il segretario generale della Cgil, come accolse l’idea?

“Inizialmente era un po’ perplesso ma poi si appassionò e presenziò più volte al Concertone”.

Quanta gente partecipò al primo Concertone del 1990?

“Almeno 200 mila persone e forse più. Fu subito un grande successo e dal giorno dopo anche Cisl e Uil si attivarono maggiormente per partecipare all’organizzazione del più grande evento musicale dal vivo d’Europa”.

Immaginava un successo così grande o fu una sorpresa anche per lei?

“Fu una sorpresa che andò al di là delle più rosee aspettative e che servì a superare le iniziali perplessità sindacali”

Il Concertone è sempre stato gratuito ma chi lo finanziò la prima volta?

“Lo finanziarono la Rai e gli sponsor pubblici, cioè le grandi aziende a partecipazione statale”.

Ma la Cgil e gli altri sindacati partecipavano alle spese?

“No, il Concertone non è mai costato un soldo alla Cgil e alle altre organizzazioni sindacali  e così è anche oggi”

Malgrado il successo popolare il Concertone suscitò inizialmente aspre critiche nell’estrema sinistra e Il Manifestò condusse una dura polemica: perché?

“Per ragioni essenzialmente ideologiche. Il Manifesto e altri gruppi dell’estrema sinistra pensavano che il Concertone potesse essere un’occasione per strumentalizzare la musica e i giovani senza capire che, al contrario, per avvicinare le nuove generazioni al sindacato bisognava proprio puntare sugli strumenti che le appassionavano. Negli anni per fortuna anche il Manifesto capi”.

Ci racconta qualche aneddoto sul Concertone che le è rimasto particolarmente impresso?

“Un’emozione indimenticabile che ho sempre nel cuore fu la registrazione alle 6 del mattino del Primo maggio del 1999 del duetto canoro tra Roberto Murolo e Pino Daniele. Ancora adesso, quando ci penso, mi commuovo. Ma un altro momento importante fu anche il convegno che organizzammo nel 1991 a Sanremo sul rinnovamento della  musica italiana con la partecipazione molto attiva di Gino Paoli. La speranza era di dare continuità al Concertone nel corso dell’anno e di stabilire un asse tra l’evento romano e il Festival di Sanremo ma gli interessi della Rai e delle case discografiche remavano in altra direzione”.

A distanza di 36 anni la formula del Concertone è ancora valida?

“Come occasione di dialogo tra musica, giovani e sindacato certamente sì, ma l’intenzione iniziale di promuovere, oltre all’avvicinamento delle nuove generazioni alle problematiche del lavoro, il rinnovamento della musica italiana si è un po’ spenta per gli interessi in gioco e le ragioni a cui ho accennato prima”.

Resta il fatto che dal 1990 il Concertone è molto cresciuto in termini di partecipazione

“Questo è indubbio. Sulle manifestazioni popolari si fa presto a dare i numeri ma la partecipazione di 400-500 mila persone a ogni edizione del Concertone oltre ai 2 milioni e mezzo di persone che lo seguono attraverso la radio o la televisione sono la testimonianza di un successo senza eguali in tutta Europa. C’è da augurarsi che il sindacato e il mondo della musica trovino la forza di rinfrescare la formula alla luce dei tempi rinverdendo le aspirazioni iniziali di rinnovamento”.

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