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Borsa di Shanghai: tonfo dopo il rally

Il listino cinese ha chiuso con il calo peggiore dal 2009 (-5,43%) – Ma a pesare non sono soltanto le prese di beneficio.

Borsa di Shanghai: tonfo dopo il rally

I realizzi e la stretta sui collaterali accettati dalla Banca centrale affondano Shangai. Dopo il super-rally dello scorso mese seguito all’inatteso taglio dei tassi d’interesse, la Borsa cinese ha chiuso l’ultima seduta in calo del 5,43%, a 2.856 punti. Si tratta del crollo più grave dal 2009. 

Il listino mantiene comunque un saldo positivo superiore ai 45 punti percentuali da inizio anno. Solo ieri il più grande mercato azionario della Cina aveva superato la soglia dei 3.000 punti per la prima volta in tre anni.

Oltre alle prese di beneficio, il listino ha scontato il calo peggiore degli ultimi sei anni dello yuan a seguito del giro di vite di Pechino sui crediti a medio termine, che non possono più essere garantiti da bond con un rating inferiore alla tripla A.

A condizionare i mercati anche l’attesa per la decisione che oggi dovrà prendere la “Central Economic Work Conference“, il summit a porte chiuse in cui i vertici del Partito decideranno la rotta dell’economia. Possibile una revisione al ribasso delle stime di crescita per il 2015 dal +7,5 al +7%. 

E dire che solo pochi anni fa Pechino aveva il problema di una crescita eccessiva, a due cifre (l’ultima annata di questo tipo fu il 2010, con un +10,4%) e la priorità era frenale l’economia.

Oggi hanno chiuso in rosso anche Sidney (-1,68%), Tokyo (-0,68%), Taiwan (-0,64%) e Seul (-0,4%).

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