Si apre oggi a Villa d’Este la 52esima edizione del Forum Ambrosetti di Cernobbio. Fino a domenica, esponenti dell’economia, della finanza, delle imprese e della politica si confronteranno sui principali scenari geopolitici, economici e tecnologici globali. Il Forum prende il via in un clima già segnato dalle polemiche per l’invito di Roberto Vannacci e del presidente del Rassemblement National Jordan Bardella al confronto di sabato sul futuro dell’Europa.
A dominare la giornata inaugurale è però il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, con un duro richiamo contro il ritorno delle politiche di potenza e un appello all’Unione europea affinché assuma un ruolo più incisivo nel nuovo scenario internazionale.
Mattarella a Cernobbio: “C’è ritorno della forza nelle relazioni internazionali”
Secondo il presidente, il mondo sta attraversando una fase di transizione particolarmente delicata. L’equilibrio internazionale esistente viene considerato ormai superato, ma non sembra esserci un vero impegno per costruirne uno nuovo. “Il frangente storico che viviamo appare complesso e caratterizzato da una fase di transizione che, mentre dichiara non più attuale l’esistente equilibrio, non sembra impegnata a costruirne uno nuovo”, afferma il capo dello Stato.
Il rischio è quello di rivolgere lo sguardo a stagioni ormai concluse, rimettendo in discussione i valori sui quali le società nazionali hanno costruito il proprio presente. Una tendenza ancora più pericolosa perché si manifesta mentre aumenta il numero delle sfide che nessun Paese può affrontare da solo. Dal cambiamento climatico alle crisi sanitarie, dalla disponibilità di risorse energetiche, alimentari e idriche fino all’impatto dell’Intelligenza Artificiale, le grandi questioni globali richiederebbero una cooperazione più stretta tra gli Stati. Nella direzione opposta, invece, torna a manifestarsi una competizione aggressiva per il controllo delle risorse.
“Si affaccia nuovamente una pretesa predatoria delle risorse esistenti – materiali e immateriali – con una preoccupante tendenza a ripristinare politiche di potenza, con la minaccia, quando non l’uso, della forza, a sostegno di proprie pretese nella soluzione delle controversie internazionali”, avverte Mattarella.
Mattarella a Cernobbio: “La sicurezza di alcuni non può essere pagata dagli altri”
Il presidente della Repubblica mette in guardia da una concezione della sicurezza fondata sulla coercizione e sulla debolezza altrui. “Il concetto di sicurezza di alcuni avverrebbe così a spese di quella di altri, con una visione coercitiva dell’interdipendenza, che riporta a epoche coloniali, facendo retrocedere la storia della civiltà umana”, sottolinea il capo dello Stato. A essere sotto pressione è l’ordine multilaterale costruito nel secolo scorso dopo gli orrori della Seconda guerra mondiale. Un sistema che ha favorito la pacificazione, l’indipendenza e l’emancipazione economica e sociale di vaste aree del pianeta, ma che oggi viene indebolito da logiche di corto respiro.
Proprio quando la stabilità e l’efficacia di quell’ordine sarebbero più necessarie, le sue regole e le sue prassi vengono contestate. Mattarella richiama quindi i costi umani, politici, economici e sociali prodotti dal disordine, dalla contrapposizione e dalla guerra. Le politiche di potenza e i conflitti, ricorda il capo dello Stato, “non portano alcun autentico beneficio né ai presunti vincitori né ai soccombenti”. La difesa del multilateralismo non può tuttavia trasformarsi nella semplice conservazione dell’esistente. Occorre riformare e adattare l’ordine internazionale a una realtà profondamente diversa da quella del secondo dopoguerra, rendendolo più efficace e rispettoso della dignità delle persone e dei popoli.
Mattarella a Cernobbio: “L’Europa deve prendere l’iniziativa”
Questa esigenza di cambiamento riguarda direttamente anche l’Unione europea, indicata da Mattarella come la più importante esperienza mondiale di condivisione della sovranità fondata su valori comuni: “L’Unione Europea costituisce tuttora la manifestazione più eclatante al mondo di condivisione di sovranità, sorretta da valori comuni, capace di assicurare pace, diritti, prosperità diffusi a un gruppo di Stati, adusi per secoli a combattersi l’un l’altro”, Per Mattarella, i risultati raggiunti dal progetto comunitario restano evidenti. “I suoi successi sono indiscutibili – e per questo, talvolta, invidiati e osteggiati – al pari della sua attrattività, tuttora intensa e vitale”.
Ne sono una dimostrazione anche gli accordi commerciali sottoscritti con Paesi e organizzazioni di diversi continenti, basati su rapporti di reciproco beneficio. Un modello cooperativo alternativo alla legge del più forte e al “profitto di rapina”, capace di mettere al centro la persona e di coniugare crescita economica, inclusione sociale e tutela dell’ambiente. Per continuare a incidere, però, l’Europa deve cambiare passo. “L’Europa deve saper giocare assumendo iniziative piuttosto che attestarsi su moduli di mera difesa”, sostiene Mattarella, chiedendo interventi urgenti sul funzionamento delle istituzioni europee, sulla loro composizione, sulla rapidità delle decisioni e sulla definizione delle priorità.
“L’attuale contesto internazionale non ammette indugi“, conclude il capo dello Stato. Senza un quadro giuridico e istituzionale condiviso, capace di riportare al centro la convivenza pacifica e la cooperazione tra gli Stati, verrebbero messe a dura prova anche le prospettive di un’economia mondiale prospera e di una crescita stabile e duratura.
