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Tav, decreto sicurezza, Giustizia: voto ad alta tensione

Salvini avverte: “Chi vota contro la Tav mette a rischio il governo”. Si apre una settimana di fuoco per la maggioranza prima della pausa di Ferragosto. E va avanti anche la sfida del doppio-tavolo sulla manovra

Tav, decreto sicurezza, Giustizia: voto ad alta tensione

Crisi o non crisi, per il governo Lega-M5S gli ultimi giorni di lavoro – prima della pausa estiva – saranno ancora ad alta tensione. Una tensione che resta in sottofondo in attesa di sfociare in una crisi vera e propria sulla quale i pronostici sono ancora aperti. I dissensi però restano e se ne vedranno chiaramente le manifestazioni martedì 6 luglio e mercoledì 7 agosto in occasione del voto, previsto in calendario al Senato sulle tre mozioni sulla Tav. Ma anche altri appuntamenti si preannunciano infuocati e non è da escludersi un consiglio dei ministri a metà settimana.

La Tav divide e i Cinque Stelle non hanno digerito il via libera all’infrastruttura che il premier Conte ha annunciato come una strada senza possibile alternativa. “Non fare la Tav – ha detto – costerebbe di più che farla” oltre ai danni di natura politica con l’Europa e la Francia. Il M5S, che ne fa la madre di tutte le battaglie, ha annunciato comunque che presenterà in parlamento un testo contrario all’infrastruttura e si prepara così a incassare una bocciatura quasi certa degli alleati di governo (che invece approveranno gli altri due testi, avanzati da Forza Italia e Partito democratico). La Lega quindi voterà con le opposizioni, salvo imprevisti dell’ultima ora poco prevedibili al momento.

“Mercoledì si vota una mozione dei 5 stelle per bloccare la Tav e questo sarà un problema. Chiunque dirà no alla Tav stia bene attento perché mette a rischio il governo“, ha avvisato il vicepremier e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dalla festa della Lega di Colico, vicino Lecco.

I voti sulla Tav , dunque, non faranno che alzare il livello della tensione, già alto, tra i due partner di governo. Ma altre e numerose spine attendono il percorso che separa governo e parlamento dalla pausa di ferragosto. Si dovrà affrontare infatti anche la nuova “sfida” del doppio tavolo sulla manovra.

A Palazzo Chigi la settimana si apre con la convocazione da parte del presidente del Consiglio Giuseppe Conte delle parti sociali nel pomeriggio di lunedì: welfare e lavoro sono i temi sul tavolo tra Conte e sindacati, imprese, Terzo settore. Più o meno in contemporanea al Senato la maggioranza si fronteggia sul voto finale al decreto sicurezza bis, sul quale Salvini è deciso a chiedere il voto di fiducia per fronteggiare il voto ostile dei dissidenti 5 Stelle. Sempre Salvini martedì incontrerà per la seconda volta al Viminale imprese e sindacati per parlare di manovra e soprattutto di fisco, altra materia bollente.

Non si esclude poi un vertice per accorciare le distanze sulla riforma della giustizia e le autonomie regionali, rimaste entrambi appese ai veti incrociati tra i due “alleati”.

In questa situazione, un sondaggio pubblicato dal Sole 24 Ore il 2 agosto indica che il 72% degli italiani preferirebbe andare a votare anziché prolungare la vita di un governo ormai troppo litigioso. Il sondaggio dà la Lega in crescita, quasi al 39%, nonostante il Russiagate. Numeri in salita anche per Fratelli d’Italia stimata al 7,4% mentre il M5S viene dato in calo al 15%. E questo spiegherebbe perché l’88% degli elettori cinque stelle interpellati dal sondaggio non vuole, al contrario, andare a votare.

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