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Borse 29 maggio: Wall Street alla nona settimana consecutiva di rialzo con S&P e Nasdaq al record. Piazza Affari ritrova quota 50 mila

L’attesa di un accordo tra Usa e Iran semina fiducia sui mercati finanziari. Brillano soprattutto Milano, dove sono protagoniste le banche, e Wall Street. Più tiepidi gli altri listini europei, che non vanno oltre la parità. Micron Technology sempre sugli scudi: è il titolo tech del momento

Borse 29 maggio: Wall Street alla nona settimana consecutiva di rialzo con S&P e Nasdaq al record. Piazza Affari ritrova quota 50 mila

Donald Trump deve ancora vidimare l’accordo di pace tra Usa e Iran ma intanto i mercati chiudono la settimana sentendo in linea di massima odore di notizie positive. Aveva aperto le danze l’indice Nikkei di Tokyo con un mirabolante +2,5%, poi a seguire l’Europa con Milano +0,42% protagonista e infine Wall Street, che inanella l’ennesima settimana consecutiva di rialzo: Parigi alla fine -0,07%, Londra -0,09%, Francoforte +0,08%, Dow Jones +0,75%, S&P 500 +0,3%, e il Nasdaq Composite Index +0,25% che aggiorna il suo record superando i 27.000 punti.

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Nasdaq da record, prosegue la favola di Micron. Tesla in calo, risale il Bitcoin

L’indice composito del Nasdaq supera i 27.000 punti grazie soprattutto all’ennesimo exploit di Micron che dall’inizio dell’anno ha più che triplicato il suo valore, entrando pochi giorni fa nel club del trilione: oggi il titolo guadagna un altro 5%. Tra le azioni più scambiate anche Nvidia che finalmente riprende un po’ fiato e sale dell’1,2%, mentre Tesla perde il 2%. Le altre big tech tradizionali ultimanente non toccano troppo palla perché questo è il momento degli emergenti dell’IA: Google -2%, Meta -1,2%. Si fa valere però Microsoft +4%. L’exploit di giornata comunque è Dell +29% e anche la rediviva Palantir +9%, mentre il titolo peggiore del Nasdaq 100 è Autodesk -4%. Il Bitcoin ritrova un po’ di slancio ma rimane sotto i 74.000 dollari, dopo che poche settimane fa era arrivato a valere 10.000 dollari in più.

Materie prime: gli spiragli di pace fanno scendere il prezzo del petrolio

L’imminente ma ancora tutt’altro che scontato accordo Usa-Iran non può far altro che far calare il prezzo del greggio: il Wti Crude Oil è ormai stabilmente sotto i 90 dollari al barile, mentre il Brent oscilla proprio su quel valore. Da inizio anno entrambe le qualità di petrolio rimangono comunque in saldo positivo avendo guadagnato circa il +50%. In diminuzione anche il gas naturale europeo, sui 45 euro per megawattora. E dunque tornano un minimo di moda oro e argento, ma senza sconquassi: l’oro guadagna il 2% e avvicina i 4.600 dollari l’oncia, l’argento è più timido, sui 76 dollari l’oncia.

A Piazza Affari tornano protagoniste le banche. Spread in calo

Milano ritrova i 50.000 punti grazie stavolta ai titoli finanziari, in particolare Finecobank che ieri era stato tra i peggiori e oggi sale dell’1,75%. Bene anche Nexi +2%, Unicredit +1,8%, Mps +1,2%, Mediolanum +2%. Ma anche Poste Italiane +1,3% e Telecom Italia +1,2%. In controtendenza invece Amplifon -2,1%, Stellantis -1,9%, Avio -1,8% dopo un prolungato rally nelle scorse sedute, Fincantieri -1,8%. Diminuisce leggermente lo spread Btp Bund che oggi chiude a 72 punti base, con il rendimento del Btp 10 anni italiano al 3,66%. Infine, l’euro si rafforza sul dollaro portando in questa ultima seduta della settimana il cambio vicinissimo a quota 1,17.

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