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Ipo: SpaceX in rampa di lancio riduce la valutazione. Sfida a Wall Street di Anthropic e OpenAI. Rischi e vantaggi per chi investe

Spazio e intelligenza artificiale richiedono grandissimi investimenti e il ricorso alla quotazione in Borsa le potrebbe aiutare a raccogliere fondi. Nell’avventura, tra le stelle c’è anche Bezos che ha incontrato difficoltà con l’esplosione del razzo del suo Blue Origin

Ipo: SpaceX in rampa di lancio riduce la valutazione. Sfida a Wall Street di Anthropic e OpenAI. Rischi e vantaggi per chi investe

Nel giro di una decina di giorni SpaceX dovrebbe iniziare la sua avventura a Wall Street, con quella che viene indicata come la più grande Ipo della storia, mentre dopo l’estate sarà la volta degli altri due colossi Antropic e OpenAI. Ce la faranno gli investiitori a soddisfare l’enorme fame di fondi dei colossi Usa?

L’Ipo di SpaceX richiede un atto di fede nell’intelligenza artificiale, in Musk e in Marte

SpaceX dovrebbe iniziare ufficialmente la commercializzazione della sua Ipo già il prossimo giovedì, il 4 giugno, e fissare il prezzo entro l’11 giugno, anche se fino all’ultimo la tempistica potrebbe subire qualche cambiamento. La società, nota come Space Exploration Technologies Corp., prevede di debuttare sul Nasdaq e sul Nasdaq Texas con il simbolo “SPCX”. Intanto Musk si sta preparando chiamando consulenti e investitori che già gli hanno fatto cambiare idea sulla valutazione: secondo le ultime indiscrezioni Musk sarebbe orientato a ridurla a “soli” 1.800 miliardi di dollari nella sua offerta pubblica iniziale, contro quei 2 trilioni riportati da Bloomberg il mese scorso. In ogni caso SpaceX punta a raccogliere fino a 75 miliardi di dollari, secondo le fonti, il che la renderebbe la più grande Ipo di tutti i tempi.

Nonostante per gran parte della sua storia la società avesse detto che avrebbe semplicemente raccolto fondi privatamente e permesso ai dipendenti di monetizzare le proprie azioni tramite offerte pubbliche di acquisto periodiche, alla fine SpaceX ha ceduto alla quotazione: con un’unità di intelligenza artificiale che brucia liquidità, avendo speso 7,72 miliardi di dollari solo nei primi tre mesi del 2026, la necessità di raccogliere fondi più rapidamente è diventata urgenza.

Lo scorso 20 maggio il prospetto informativo per l’Ipo mostrava l’evoluzione dell’azienda: da una focalizzazione sulla produzione di razzi riutilizzabili e su un’attività redditizia di fornitura di internet satellitare, a un gigante dei servizi e delle infrastrutture di intelligenza artificiale che sogna centri dati orbitali e la conquista di un mercato potenziale totale di 28.500 miliardi di dollari. Affinché SpaceX raggiunga realmente i suoi obiettivi, dovrà affiancare ai suoi data center terrestri strutture nello spazio, una tecnologia che non ha ancora dimostrato la sua efficacia. Riuscirà SpaceX a giustificare le sue ambiziose proiezioni e a trasformare i sogni di data center orbitali, basi sulla Luna e una colonia su Marte in un successo clamoroso per gli acquirenti in borsa? E’ ciò che si chiedono gli investitori.

Nel 2025 SpaceX ha registrato un fatturato di 18,7 miliardi di dollari, in aumento rispetto ai 14 miliardi dell’anno precedente. Nello stesso periodo, la società è passata da un utile di 791 milioni di dollari nel 2024 a una perdita di 4,94 miliardi di dollari lo scorso anno, secondo quanto riportato nella documentazione. A febbraio, la società ha annunciato l’acquisizione di xAI, la divisione di Musk che ospita il chatbot Grok e la piattaforma social X. Secondo quanto riportato da Bloomberg, l’accordo ha conferito a SpaceX una valutazione di 1.000 miliardi di dollari e a xAI un valore di 250 miliardi di dollari.

La sfida spaziale di Bezos

Ma certamente lo spazio rappresenta una sfida finanziaria anche per Bezos. La SpaceX di Musk e la Blue Origin di Bezos si stanno misurando per contribuire al ritorno dell’uomo sulla Luna prima della prevista missione con equipaggio della Cina nel 2030, progettando i lander lunari che saranno utilizzati dalla Nasa. Un inciampo all’avventura del patron di Amazon è arrivato con la notizia oggi dell’esplosione di un razzo di Blue Origin sulla piattaforma di lancio. Il capo della Nasa Jared Isaacman ha spiegato che presto fornirà informazioni sugli eventuali impatti sui programmi Artemis e Moon Base. All’inizio della settimana, l’agenzia spaziale americana aveva assegnato a Blue Origin un contratto da 188 milioni di dollari per trasportare rover sulla superficie lunare utilizzando il lander cargo senza equipaggio Mark 1, nell’ambito delle missioni lunari Artemis. Il razzo esploso sarebbe dovuto decollare la prossima settimana trasportando satelliti internet destinati alla costellazione orbitale Amazon Leo.

Sulla rampa di lancio anche OpenAI e Anthropic

SpaceX non è la sola ad ambire a raccogliere una somma ingente per vincere la corsa all’intelligenza artificiale. OpenAI, sviluppatrice di ChatGPT, si sta preparando a presentare in via riservata la domanda di quotazione in borsa nelle prossime settimane, secondo alcune fonti, mentre Anthropic sta valutando la possibilità di un debutto in borsa il prossimo a ottobre, riporta Bloomberg. E mentre continuano a espandersi nel settore privato, la maggior parte di queste aziende all’avanguardia nell’IA sta ottenendo valutazioni da capogiro. OpenAI, è stata valutata 852 miliardi di dollari a marzo, mentre Anthropic, creatrice del modello di intelligenza artificiale Claude, ha raccolto capitali con una valutazione di oltre 965 miliardi di dollari . A questi livelli, ciascuna di queste aziende varrebbe più di colossi aziendali come JPMorgan Chase o ExxonMobil, dicono gli analisti.

Nonostante le loro enormi valutazioni, né OpenAI né Anthropic sono redditizie e necessitano di ingenti capitali per finanziare la potenza di calcolo necessaria a costruire ed eseguire i loro modelli. Gli acquirenti di azioni in fase di Ipo scommetterebbero sul fatto che, finanziando una delle operazioni più costose della storia aziendale, la rapida crescita delle vendite si trasformerà poi in profitti reali. Enrambe le aziende scommettono in una rapida crescita dei ricavi. Il fatturato annualizzato di OpenAI ha superato i 20 miliardi di dollari nel 2025, più del triplo rispetto all’anno precedente. Anthropic sta crescendo ancora più rapidamente. Ad aprile, l’azienda ha dichiarato di aver raggiunto i 30 miliardi di dollari di fatturato annuo, una stima del fatturato per l’intero anno basata sulle prestazioni attuali. Si tratta di un aumento considerevole rispetto ai 19 miliardi di dollari di pochi mesi prima.

Ma i rischi non mancano. A iniziare da alcune ipotesi secondo cui il potenziale di profitto dell’IA si rivelino gonfiate: alcuni osservatori di mercato ritengono che la frenesia per l’IA sia una bolla destinata a scoppiare.

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