Scavato nel corso di tre campagne paleontologiche tra il 2021 e il 2023, “Gus” rappresenta una scoperta eccezionale sia dal punto di vista scientifico sia per il mercato internazionale dei fossili. Il Tyrannosaurus rex visse durante il tardo Cretaceo, nell’età Maastrichtiana, un periodo caratterizzato da clima caldo, livelli del mare elevati e vaste pianure costiere che ospitavano una straordinaria biodiversità nell’attuale Nord America occidentale. In questi ecosistemi prosperavano grandi erbivori come Triceratops ed Edmontosaurus, prede ideali per il più temibile predatore dell’epoca: il T. rex. Ancora oggi il T. rex è il dinosauro più famoso al mondo, entrato nell’immaginario collettivo grazie a film, libri e cultura popolare. La sua enorme testa, i denti lunghi e profondamente radicati, la forza del morso e i sensi estremamente sviluppati ne fanno uno dei predatori più potenti mai esistiti. Le robuste zampe posteriori e la coda muscolosa suggeriscono inoltre una sorprendente capacità di velocità e aggressività negli attacchi.
L’asta del 14 luglio segna un nuovo capitolo nella storia delle vendite record di Sotheby’s dedicate ai dinosauri. La casa d’aste inaugurò questo settore nel 1997 con la celebre vendita di “Sue”, il primo T. rex mai battuto all’asta, oggi conservato al Field Museum di Chicago. Più recentemente, nel 2024, il dinosauro “Apex” è stato venduto per 45 milioni di dollari, stabilendo il record mondiale assoluto per un fossile, mentre nel 2025 un giovane Ceratosaurus ha raggiunto i 30,5 milioni di dollari, diventando il terzo dinosauro più costoso mai venduto. Prima dell’asta, “Gus” sarà esposto al pubblico nelle gallerie Sotheby’s di New York, presso il Breuer, a partire dal 1° luglio. La mostra gratuita includerà anche altri pezzi eccezionali provenienti dalle vendite Geek Week dedicate alla storia della scienza, della tecnologia e dell’esplorazione spaziale.
Secondo Cassandra Hatton, Vice Chairman e responsabile mondiale del dipartimento Science & Natural History di Sotheby’s, “Gus rappresenta il risultato di anni di scavi e preparazione condotti in condizioni estremamente difficili, oltre a un lungo lavoro di studio e ricerca. Il Tyrannosaurus rex è la specie preistorica più iconica mai esistita, e Gus si colloca senza dubbio tra gli esemplari più straordinari mai scoperti”.
La scoperta di “Gus”
La scoperta è legata alla passione e all’intuito di Gary “Gus” Licking, allevatore del South Dakota e proprietario del terreno dove il fossile è stato rinvenuto. Da anni Licking trovava denti e piccoli frammenti ossei nel suo ranch nella contea di Harding, convincendosi che sotto quella terra potesse nascondersi qualcosa di eccezionale dal punto di vista scientifico. Consapevole della portata della possibile scoperta, decise di coinvolgere il paleontologo Thomas Heitkamp e la sua squadra. Fu proprio Gary a indicare un’area specifica del vastissimo ranch di oltre 6.500 acri dove iniziare gli scavi. Il suo intuito si rivelò straordinario: “Gus” venne trovato esattamente nel punto da lui suggerito. Purtroppo Licking morì appena un anno dopo l’inizio degli scavi e non riuscì mai a vedere il gigantesco dinosauro riportato completamente alla luce. Per questo motivo il T. rex è stato battezzato “Gus” in suo onore. L’estrazione del fossile richiese tre estati di lavoro estenuante sul campo, seguite da altri tre anni di preparazione in laboratorio. Gli esperti hanno dovuto separare con estrema precisione le ossa dalla roccia, pulirle, restaurarle e catalogarle singolarmente prima di procedere al montaggio secondo i più elevati standard scientifici. Il risultato è uno degli esemplari di Tyrannosaurus rex più completi mai scoperti. “Gus” comprende ben 183 elementi ossei fossilizzati ed è completo per circa il 63% in termini di numero di ossa, che rappresentano però tra il 75 e l’80% della massa scheletrica complessiva dell’animale. Particolarmente impressionante è lo stato di conservazione del cranio, completo per circa l’82%, comprese tutte le sei serie dentarie. Il fossile conserva inoltre elementi estremamente rari, tra cui entrambe le ossa delle braccia, la furcula, il cosiddetto “osso dei desideri”, due piedi quasi completi, un bacino interamente conservato e una colonna vertebrale eccezionalmente ben rappresentata.
Le sue dimensioni e la rarità
Con una lunghezza di circa 11,5 metri, un cranio lungo 137 centimetri e un’altezza di oltre 3,8 metri, “Gus” si colloca tra i più grandi T. rex mai rinvenuti. Anche il femore, lungo oltre 128 centimetri, supera quello del celebre esemplare “Stan”. Oltre alla sua imponenza, “Gus” riveste una grande importanza scientifica grazie alla presenza di numerose patologie e ferite conservate sulle ossa. Gli studiosi hanno identificato costole e ossa gastrali fratturate e successivamente guarite, segni evidenti di traumi subiti durante la vita dell’animale. Sul cranio e su altre parti dello scheletro sono inoltre presenti chiari segni di morsi, probabilmente causati da altri predatori o da fenomeni di necrofagia. La storia del Tyrannosaurus rex iniziò ufficialmente nel 1902, quando il celebre paleontologo Barnum Brown, soprannominato “Mr. Bones”,scoprì il primo esemplare nella formazione di Hell Creek, in Montana. In oltre 120 anni di ricerche sono stati identificati soltanto una trentina di T. rex, molti dei quali rappresentati da pochi frammenti ossei. Fino a oggi, soltanto due esemplari erano stati riconosciuti come completi per oltre il 60%: “Sue”, conservato al Field Museum di Chicago, e “Stan”, oggi esposto al nuovo Museo di Storia Naturale di Abu Dhabi. Con le sue dimensioni e il suo eccezionale stato di conservazione, “Gus” entra ufficialmente nell’élite dei più importanti dinosauri mai scoperti.