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Mondiali 2026, stasera la finalissima Spagna-Argentina: Messi contro Yamal nella partita dei record. Inghilterra terza: batte la Francia 6 a 4

Spagna e Argentina si giocano la finale dei Mondiali 2026 al MetLife Stadium nel New Jersey. Messi sfida Yamal, la Roja cerca il secondo titolo, l’Albiceleste il bis iridato. Biglietti alle stelle, show all’intervallo, premi record. Formazioni e dove vederla

Mondiali 2026, stasera la finalissima Spagna-Argentina: Messi contro Yamal nella partita dei record. Inghilterra terza: batte la Francia 6 a 4

Spagna-Argentina, l’ultimo atto è servito. Dopo 38 giorni di partite, viaggi, sorprese, rimonte e delusioni, il Mondiale 2026 arriva alla sua notte più attesa: domenica 19 luglio, al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, la Roja e l’Albiceleste si giocano la Coppa del Mondo. Calcio d’inizio alle 15 locali, le 21 in Italia, davanti a uno stadio esaurito, a un’audience televisiva stimata intorno a 1,4 miliardi di spettatori e a biglietti dai prezzi stellari: per entrare si parte da circa 4.500 euro, ma i posti più esclusivi sfiorano quota 190mila euro. La finale sarà anche questo: una partita, uno show globale e una macchina commerciale senza precedenti. Ieri, intanto, l’Inghilterra ha conquistato il terzo posto battendo per 6 a 4 la Francia in una finalina rocambolesca.

È una finale dal peso enorme, tecnico e simbolico. Da una parte la Spagna campione d’Europa, imbattuta da 37 partite e arrivata all’appuntamento decisivo con la sensazione di essere stata la squadra più solida e continua del torneo. Dall’altra l’Argentina campione del mondo e del Sudamerica, trascinata ancora una volta da Lionel Messi e capace di restare aggrappata alle partite anche quando sembrano scivolarle via.

Sarà anche una finale inedita nella storia dei Mondiali: mai Spagna e Argentina si erano affrontate per il titolo iridato. L’unico precedente nella competizione risale al 1966, nella fase a gironi, quando l’Albiceleste vinse 2-1. Sessant’anni dopo, la sfida torna nel punto più alto possibile per decidere chi salirà sul trono del calcio mondiale.

Spagna-Argentina: qualità contro “garra”, Messi contro Yamal

La finale mette di fronte due squadre molto diverse. La Spagna di Luis de la Fuente ha costruito il suo cammino sul controllo, sull’organizzazione e su una qualità collettiva cresciuta partita dopo partita. Dopo un avvio prudente, la Roja è salita di livello: ha superato l’Austria, il Portogallo, il Belgio e poi la Francia, battuta 2-0 in semifinale con una prova di forza che ha confermato la maturità del gruppo.

La Spagna non ha quasi mai dato la sensazione di perdere il controllo. Ha concesso pochissimo, ha difeso alta, ha gestito i tempi della partita e ha mostrato una solidità rara per una squadra così giovane. Il dato dell’imbattibilità racconta molto: 37 risultati utili consecutivi, come l’Italia del ciclo 2018-2021. Se non perderà contro l’Argentina, la Roja diventerà da sola la nazionale europea con la striscia più lunga senza sconfitte. L’Argentina, invece, arriva alla finale con un percorso più tormentato ma forse più emotivo. Ha vinto tutte le partite del torneo, ma nella fase a eliminazione diretta ha spesso dovuto soffrire. Ha rimontato, ha aspettato, ha colpito nei momenti decisivi. La semifinale con l’Inghilterra è il manifesto di questa squadra: sotto 1-0 fino all’85’, l’Albiceleste ha ribaltato tutto con Enzo Fernández e Lautaro Martínez, entrambi serviti da Messi. Non sempre bella, quasi mai comoda, ma tremendamente viva.

Il duello più atteso è quello tra Lionel Messi e Lamine Yamal. Non è solo una sfida tecnica, ma quasi un passaggio di testimone. Da una parte il campione che ha attraversato più generazioni, dall’altra il talento che rappresenta il futuro del calcio europeo e mondiale. Messi, a 39 anni, giocherà la sua terza finale mondiale dopo quelle del 2014 e del 2022. Nessuno, a parte Cafu, era riuscito a comparire in tre finali della Coppa del Mondo. Il capitano argentino arriva all’ultimo atto con 8 gol e 4 assist nel torneo, ancora al centro di tutto: non corre più come un tempo, ma decide ancora come pochi. La semifinale contro l’Inghilterra lo ha confermato: due assist nel finale, partita ribaltata e Argentina di nuovo in finale. Yamal, invece, entra nella finale con il peso leggerissimo e insieme enorme dei predestinati. Sarà tra i più giovani di sempre a giocare l’ultimo atto di un Mondiale e arriva da un torneo in cui ha dato alla Spagna imprevedibilità, dribbling e personalità. Il confronto con Messi nasce anche da una suggestione calcistica fortissima: talento mancino, scuola Barcellona, capacità di accendere la partita con una giocata. Ma la finale non sarà soltanto Messi contro Yamal. Sarà anche Rodri contro il centrocampo argentino, Oyarzabal contro la difesa dell’Albiceleste, Lautaro e Julián Álvarez contro la solidità spagnola.

De la Fuente e Scaloni, due ct per la storia

La finale sarà anche una sfida tra due allenatori che hanno costruito percorsi molto diversi. Luis de la Fuente ha dato continuità al lavoro delle nazionali giovanili spagnole e ha riportato la Roja al centro del calcio internazionale dopo la vittoria dell’Europeo. La sua Spagna non è una semplice copia del passato: mantiene il possesso e la tecnica, ma ha più verticalità, più ritmo e più varietà offensiva. Per la Spagna l’obiettivo è il secondo Mondiale della sua storia, sedici anni dopo il trionfo del 2010 in Sudafrica. Vincere significherebbe completare un ciclo aperto con l’Europeo e confermare il ritorno di una generazione capace di unire esperienza e talento giovanissimo.

Scaloni, invece, punta a entrare in una dimensione ancora più grande. Dopo la Copa America e il Mondiale 2022, l’Argentina sogna il bis iridato consecutivo, impresa riuscita solo all’Italia di Vittorio Pozzo nel 1934 e 1938 e al Brasile nel 1958 e 1962. Il ct ha costruito una squadra capace di vivere dentro le difficoltà, di cambiare pelle e di trovare sempre una risorsa dalla panchina. Lautaro Martínez, decisivo da subentrato contro l’Inghilterra, è l’esempio perfetto di un gruppo che non dipende solo dagli undici titolari.

Spagna-Argentina: biglietti alle stelle e prezzi da evento americano

La finale dei Mondiali 2026 non sarà soltanto una delle partite più viste dell’anno, ma anche una delle più costose per chi avrà la fortuna, e soprattutto la possibilità economica, di seguirla dal vivo. I prezzi dei biglietti per Spagna-Argentina hanno raggiunto cifre altissime: online si parte da circa 4.500 euro per i tagliandi meno cari, mentre per i posti più esclusivi si arriva vicino ai 190mila euro. Sui siti di rivendita, poi, le cifre possono spingersi ancora più in alto, fino a valori fuori scala.

Il conto, però, non si ferma all’ingresso allo stadio. Anche dentro il MetLife Stadium la finale avrà prezzi da grande evento americano. Un hot dog o un panino possono costare tra i 7 e i 10 euro, una bibita può arrivare a 12-15 euro, una birra fino a 15 euro. Per un menu con patatine e Coca-Cola si può salire intorno ai 16 euro, mentre un trancio di pizza viaggia intorno ai 10 euro. Per due persone, anche scegliendo l’opzione più economica, una semplice pausa può quindi superare facilmente i 40-50 euro.

La finale entra anche in politica: Sánchez, Felipe VI, Trump e l’assenza di Milei

Come spesso accade in una finale mondiale, il campo non sarà l’unico centro della scena. In tribuna d’onore sono attese presenze politiche e istituzionali di primo piano. Per la Spagna ci saranno il premier Pedro Sánchez e Re Felipe VI, insieme alla famiglia reale, a sostenere la Roja nell’appuntamento più importante. La loro presenza aggiunge inevitabilmente un risvolto politico alla serata, anche perché al MetLife Stadium è atteso anche Donald Trump, padrone di casa del Mondiale statunitense e protagonista della premiazione insieme al presidente della Fifa Gianni Infantino. La convivenza in tribuna tra Trump e Sánchez sarà osservata con attenzione, viste le distanze politiche e diplomatiche tra Washington e Madrid emerse negli ultimi mesi.

Non ci sarà invece Javier Milei. Il presidente argentino seguirà la finale dalla residenza presidenziale di Olivos, rispettando il rituale scaramantico adottato nelle partite precedenti dell’Albiceleste.

Cerimonia di chiusura e halftime show: il Mondiale diventa Super Bowl

La finale del 2026 sarà anche la più spettacolare di sempre dal punto di vista dell’intrattenimento. Prima della partita andrà in scena la cerimonia di chiusura, con un cast internazionale e anche un tocco italiano. Tra i protagonisti ci sarà Laura Pausini, che si esibirà insieme a Robbie Williams e Nicole Scherzinger. Prevista anche la presenza di Post Malone, mentre Jennifer Hudson interpreterà l’inno nazionale statunitense. Tra gli ospiti annunciati c’è anche Tom Cruise.

La vera novità, però, sarà durante l’intervallo: per la prima volta una finale mondiale avrà un vero halftime show in stile Super Bowl. Lo spettacolo, della durata di circa undici minuti, porterà sul palco nomi come Madonna, Shakira, Justin Bieber, Burna Boy e i Bts. La direzione artistica è affidata a Chris Martin dei Coldplay, con la partecipazione del direttore d’orchestra Gustavo Dudamel, del coro PS22 e di personaggi legati all’immaginario televisivo americano come i Muppet.

L’intervallo sarà più lungo del consueto, anche per consentire il montaggio e lo smontaggio del palco. Una scelta che conferma la trasformazione del Mondiale 2026 in un evento globale non soltanto sportivo, ma anche televisivo, musicale e commerciale. Lo show sosterrà inoltre il Fifa Global Citizen Education Fund, iniziativa dedicata alla raccolta fondi per l’accesso all’istruzione dei bambini.

Quanto vale vincere il Mondiale: premi, bonus e anelli da campioni

La finale mette in palio la Coppa, la gloria e una parte importante del montepremi record del Mondiale 2026. La Fifa ha previsto un fondo complessivo da 727 milioni di dollari, con 50 milioni destinati alla federazione che vincerà il torneo. Alla seconda classificata andranno invece 33 milioni.

Anche i giocatori avranno premi importanti dalle rispettive federazioni. In caso di vittoria, i calciatori dell’Argentina riceveranno circa 500 mila euro a testa, mentre per quelli della Spagna il bonus previsto è intorno ai 390 mila euro. Cifre che raccontano la crescita economica del torneo, anche se per chi scenderà in campo il valore più grande resterà quello sportivo: alzare la Coppa del Mondo.

C’è poi una novità tutta americana. La nazionale campione del mondo riceverà anche 30 anelli commemorativi personalizzati, destinati a giocatori e membri dello staff. È una prima assoluta per il Mondiale e richiama la tradizione degli sport statunitensi, dalla Nba alla Nfl. Gli anelli definitivi saranno numerati, realizzati su misura e accompagnati da certificato di autenticità. Altri esemplari saranno poi messi in vendita come prodotto ufficiale per i tifosi.

Spagna-Argentina: orario, arbitro e probabili formazioni

Spagna-Argentina si gioca domenica 19 luglio al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey. Il calcio d’inizio è fissato alle 15 locali, le 21 in Italia. L’arbitro della finale sarà lo sloveno Slavko Vinčić, internazionale dal 2010 e già direttore di gara in finali europee di alto livello. Sarà assistito dai connazionali Tomaž Klančnik e Andraž Kovačič. Quarto uomo il giordano Adham Makhadmeh.

La Spagna dovrebbe schierarsi con il 4-2-3-1. In porta Unai Simón, con Pedro Porro, Cubarsí, Laporte e Cucurella in difesa. In mezzo Rodri e Fabián Ruiz, mentre sulla trequarti dovrebbero agire Yamal, Dani Olmo e Baena alle spalle di Oyarzabal.

L’Argentina potrebbe rispondere con il 4-1-3-2. Emiliano Martínez tra i pali, difesa con Molina, Romero, Lisandro Martínez e Tagliafico. Paredes dovrebbe agire davanti alla retroguardia, con De Paul, Enzo Fernández e Mac Allister in mezzo. In avanti la coppia formata da Messi e Julián Álvarez, con Lautaro Martínez pronto a essere ancora una carta pesantissima dalla panchina.

Spagna e Argentina si sono incrociate tante volte in amichevole, ma quasi mai nei momenti che contano davvero. L’unico precedente mondiale è quello del 1966, vinto 2-1 dall’Albiceleste. L’ultimo incontro tra le due nazionali, invece, resta il clamoroso 6-1 della Spagna in amichevole nel 2018, una delle sconfitte più pesanti nella storia recente argentina.

La finale del MetLife Stadium sarà anche la prima nella storia del Mondiale tra i campioni d’Europa in carica e i campioni in carica della Copa America. La Spagna cerca il secondo titolo mondiale dopo quello del 2010, l’Argentina punta alla quarta stella dopo i trionfi del 1978, 1986 e 2022. E poi c’è anche una statistica che pesa sull’Albiceleste: questa è una delle rare volte in cui i campioni in carica tornano in finale. Nella storia è successo poche volte e il bis è riuscito solo all’Italia nel 1938 e al Brasile nel 1962. L’Argentina vuole aggiungere il proprio nome a quella lista ristrettissima.

Spagna-Argentina: dove vederla

La finale dei Mondiali 2026 tra Spagna e Argentina sarà trasmessa in diretta tv in chiaro su Rai 1 e su Dazn per gli abbonati. In streaming sarà disponibile su RaiPlay e sulla piattaforma Dazn.

L’appuntamento è quindi per questa sera alle 21 italiane. Prima spazio alla cerimonia di chiusura, poi il campo. Da una parte la Spagna della nuova generazione, dall’altra l’Argentina dell’ultimo grande ballo di Messi. In mezzo, la Coppa del Mondo.

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