Il day after di Giorgia Meloni prende forma tra veleni e sospetti che riguardano gli alleati di centrodestra. E per quanto da Fratelli d’Italia si insista a dire che quanto accaduto martedì alla Camera non avrà alcun impatto sui destini del Governo, vero è che il terremoto politico sulla legge elettorale, coi franchi tiratori che hanno affossato le preferenze – stamani si vociferava potessero essere addirittura 50 visto e considerato che i 7 deputati di Iv hanno votato a favore – ha scatenato l’ira della premier che ha chiosato: “Ci abbiamo provato, ha vinto la palude”. È successo infatti che, nonostante il via libera annunciato martedì mattina da Lega e Forza Italia, l’emendamento FdI sul quale Meloni aveva “messo la faccia” non ha retto allo scrutinio segreto a Montecitorio ed è stato clamorosamente bocciato per un solo voto. Le opposizioni hanno esultato e chiesto le dimissioni: “Avete fallito, andate a casa”.
Comunque sia, dentro FdI da martedì si guarda con sospetto ai colleghi di Lega e Forza Italia, soprattutto ai deputati azzurri considerati più vicini a Marina Berlusconi. Nelle ricostruzioni giornalistiche ricorre il nome di Marta Fascina: “Non voglio commentare, è inutile”, taglia corto l’ultima compagna di Silvio Berlusconi. “Noi per la prima volta ieri eravamo presenti al 98% in aula”, nota un suo collega di partito. “Gli amici di FdI si guardassero al loro interno”, commenta invece un altro parlamentare di FI. Ma le divisioni non finiscono qui.
Legge elettorale, la maggioranza si divide ancora: cosa è successo
Oggi, infatti, è andata in onda una nuova puntata sulla quale le opposizioni non hanno dubbi: la maggioranza di centrodestra si è spaccata ancora sulle preferenze, questa volta il casus belli è l’emendamento dei vannacciani, che è stato bocciato a scrutinio segreto con 233 voti contrari, ma ha incassato 139 voti a favore. Stando a quanto riporta l’Agi, il campo largo, per voce del dem Federico Fornaro, ha annunciato il voto contrario. Pd, M5S e Avs insieme contano 126 voti. Dunque, a chi appartengono i 131 sì, tolti gli 8 voti dei vannacciani? È la domanda che rimbalza nei capannelli alla Camera. Per il centrosinistra si è creata una nuova maggioranza di “destra-destra”, dice la capogruppo Pd Chiara Braga, tra FdI e FnV. Ma la Lega e Forza Italia che dicono?
Sull’emendamento in questione i relatori e il governo si erano rimessi all’Aula, modificando il parere dato martedì che invece era contrario. Già durante la mattinata, prima che si svolgesse il voto segreto sull’emendamento dei vannacciani, da FdI filtrava l’intenzione di votare a favore. A confermare il voto favorevole di FdI è stato il deputato Gianluca Vinci. Nessun intervento, invece, è stato fatto in Aula da deputati di Lega e FI nel merito.
Sul tavolo restano due temi: il primo riguarda i contenuti della riforma elettorale e un’eventuale modifica correttiva nel passaggio al Senato con l’obiettivo di reintrodurre le preferenze. A tal proposito, il meloniano Giovanni Donzelli ha dichiarato: “Le riflessioni le faremo dopo che sarà approvato il provvedimento, la proposta di modifica alla legge elettorale alla Camera. Certo, se stessimo andando ad approvare una legge con le preferenze sarei più contento. Sarà comunque una buona legge”. Il secondo è legato a un a visione più lunga che si fonda innanzitutto sui rapporti interni alla coalizione di centrodestra e sui sommovimenti che ora la fanno traballare al punto da indurre la premier a chiedere una “riflessione”. Ipotesi voto anticipato a giugno 2027? Di sicuro alcuni conti andranno regolati.
