Condividi

Eni in ansia per la Libia, fermo il giacimento di Wafa

L’ad di Eni, a margine di un convegno alla Farnesina, ha espresso la sua preoccupazione sul peggioramento delle condizioni di sicurezza in Libia – “La struttura di Wafa è ferma e non ci sono previsioni di riapertura” – “Emergenza elettrica per l’Europa: paghiamo il gas tre volte di più degli Usa”.

Eni in ansia per la Libia, fermo il giacimento di Wafa

La Libia preoccupa l’Eni. Il deterioramento delle condizioni di sicurezza nel Paese nordafricano rischia di creare dei seri problemi al colosso italiano dell’energia, tanto che l’amministratore delegato Paolo Scaroni, a margine di un convegno sul Myanmar alla Farnesina, ha ammesso: “Sulla Libia siamo un po’ preoccupati”.

Il problema principale riguarda la struttura di Wafa, giacimento di gas naturale situato nel deserto libico vicino al confine con l’Algeria. Al momento la struttura “è ferma e non ci sono previsioni di riapertura”, ha confessato il Ceo di Eni. “La produzione di gas per il domestico la facciamo off-shore” attraverso Mellitah.

Un altro guaio, per la compagnia italiana, è l’accesso degli Stati Uniti allo shale gas che ha portato agli Usa un vantaggio competitivo in termini di costi e investimenti. Ad affrontare l’argomento è sempre l’ad Paolo Scaroni, in un’intervista alla Cnn: “Ritengo – ha spiegato – che ci sia una reale emergenza energetica in Europa: i paesi europei pagano il gas tre volte di più degli Stati Uniti e pagano due volte di più per l’elettricità”. Una differenza, questa, che rende “davvero difficile pensare ad investimenti industriali in Europa e questo crea delle preoccupazioni per il futuro dell’Europa stessa”.

Commenta