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Contratto bancari: due settimane di fuoco in cerca dell’accordo

La trattativa fra Abi e sindacati dei lavoratori degli istituti di credito è ancora piena di ostacoli a pochi giorni dal D-day – La prossima settimana calendario molto fitto con un incontro al giorno dal 23 al 25 marzo. Lunedì 30 e martedì 31 marzo giornate cruciali se si vuole evitare la disapplicazione del vecchio contratto.

Contratto bancari: due settimane di fuoco in cerca dell’accordo

Due settimane di tempo per raggiungere l’obiettivo: il rinnovo del contratto dei bancari ma la strada è ancora in salita, piena di tornanti prima di raggiungere la vetta che rappresenterebbe l’accordo fra Abi e sindacati dei lavoratori su ogni punto. Ma a ogni tornante sembra che i due protagonisti anziché rilanciare l’andatura preferiscano mettere il piede a terra facendo esporre l’avversario alle intemperie del ccnl bancari.

La metafora ciclistica rende solo parzialmente l’idea di quanto sia intricata la trattativa fra comitato di Abi, presieduto da Alessandro Profumo, e delegazioni sindacali dei bancari. Le due parti devono rimontare in sella quanto prima anche perché il mancato rinnovo nuocerebbe sia agli istituti di credito (in termini di costi nel breve periodo) che ai lavoratori (in modo particolare i neoassunti). Il tempo massimo è fissato al 31 marzo, dal giorno successivo partirà la disapplicazione del vecchio contratto bancari che, lo ricordiamo, è stato già disdettato lo scorso 31 dicembre.

Ma a che punto è la trattativa sul nuovo contratto bancari?
Dire che si trovi a un punto morto non è corretto ma è bene mettere in chiaro come Abi e sindacati siano ancora lontani dal trovare un accordo per il rinnovo del contratto.

Esistono spiragli per trovare un’intesa sul nuovo contratto dei bancari?
La risposta è sì perché nell’incontro del 20 febbraio Abi ha deciso di eliminare la pregiudiziale su tfr e sugli scatti di anzianità, due elementi cardine della vicenda. Sarà su questi due punti che le parti dovranno trovare una sintesi. Ed è evidente che i sindacati dovranno fare qualche passo indietro sia sulle richieste di Abi di riduzione della base di calcolo per il tfr che sul tema degli scatti di anzianità.
Ma la discussione sul nuovo ccnl del settore bancari non si limita solo a questi due argomenti. Infatti, non bisogna mettere da parte almeno altri tre temi molto delicati: l’adeguamento all’inflazione per cui Abi ha proposto un aumento triennale a regime di 30 euro lordi trovando la netta opposizione sindacale, la riduzione degli inquadramenti che nella proposta di Abi dovranno passare a 6 dagli attuali 13 e la maggiore flessibilità sulla contrattazione di secondo livello.

La settimana prossima la trattativa entrerà in forte accelerazione. È previsto un vero e proprio tour de force con incontri fra Abi e sindacati dei bancari messi in calendario per il 23, 24, 25, 30 e 31 marzo. Bisogna iniziare a fissare qualche paletto su cui costruire il nuovo contratto nazionale dei bancari. Nel caso non si dovesse trovare un accordo gli istituti bancari, come ha detto lo stesso Profumo, avrebbero un salto di costi consistente e dovranno organizzarsi per redigere un proprio contratto aziendale da sottoporre ai propri dipendenti. Uno scenario che, secondo il segretario di Fabi Lando Maria Sileoni, “renderebbe il settore una giungla”.

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