Le Borse europee provano a mettersi alle spalle i ribassi della vigilia e scelgono di credere alle parole del presidente statunitense Donald Trump, secondo il quale un accordo con l’Iran potrebbe arrivare “forse già la settimana prossima“. Questo dopo che ieri il crescente conflitto tra Israele e Hezbollah ha rischiato di far deragliare i colloqui di pace. Axios riferisce di una telefonata di fuoco tra il tycoon e il premier israeliano Benjamin Netanyahu dopo che l’Iran aveva annunciato l’abbandono dei negoziati con gli Usa perché Israele stava allargando a dismisura l’invasione del Libano. Trump avrebbe definito Netanyahu “un pazzo”, dicendogli che senza di lui “sarebbe in galera” e che per colpa sua “tutti odiano Israele”. In seguito al colloquio, formalmente definito “produttivo”, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe rinunciato ad attaccare Beirut. Hezbollah, da parte sua, si sarebbe impegnato a non attaccare Israele.
Sale l’attesa per le banche centrali: la Fed verso nuovi parametri
In un contesto in cui dominano l’incertezza e la volatilità, l’attenzione degli investitori è anche sui dati macro in attesa delle decisioni delle banche centrali in programma per la prossima settimana. Un sondaggio realizzato dalla Bce mostra un nuovo netto rafforzamento dell’inflazione percepita dai consumatori nell’area euro: le attese a 1 anno sono ferme al 4%, quelle a 3 anni in lieve calo al 2,9% e quelle a 5 anni al 2,4%. Le attese sulla crescita economica sono lievemente peggiorate, a riflesso dei rincari dell’energia collegati al conflitto in Iran e Medio Oriente. Dalla Washington potrebbe invece arrivare presto una novità. Il nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, avrebbe intenzione di modificare i parametri sui quali si basano le decisioni di politica monetaria della banca centrale a stelle e strisce. Anziché tenere in considerazione l’inflazione Pce, l’indice dei prezzi delle spese per i consumi personali, e l’inflazione di fondo, la Federal potrebbe puntare ora sulle “trimmed averages”, le medie spuntante che escludono i rincari più violenti e i ribassi più anomali, calcolando la media di ciò che resta. Secondo la Fed di Dallas, ad aprile l’inflazione calcolata con le medie spuntate è al 2,3%, quella Pce al 3,8%.
Wall Street ieri positiva con i titoli tech: nuovi record per Nvidia
In attesa del dato sull’occupazione in arrivo venerdì, Wall Street ha chiuso positiva ieri sera. Il Dow Jones è salito dello 0,09% a 51.078,88 punti, lo S&P 500 ha messo a segno un progresso dello 0,26% a 7.599.96 punti, mentre il Nasdaq è avanzato dello 0,42% a 27.086,81 punti trainato dal rally dalle sue big tech.
Nvidia ha archiviato la prima seduta del mese con un rialzo del 6,26% dopo la presentazione un nuovo chip N1X, realizzato in collaborazione con Microsoft (+2,28%), che integra funzionalità di intelligenza artificiale direttamente nel computer, ponendosi in diretta concorrenza con Advanced Micro Devices (-1,16%), Intel (-4,6%) e Apple (-1,84%). Uno strumento che promette di rivoluzionare il settore. In forte rialzo anche i titoli di Dell Technologies (+10,7%) e Hp (8,5%), che utilizzeranno i nuovi chip. Salito anche il neo entrato nel club del trilione Micron Technologies (+6,6%).
Anthropic, Open Ai e Space X: la guerra delle Ipo
A dare linfa al settore anche Anthropic che ha depositato, in via riservata, il prospetto informativo per la sua Ipo presso la Securities and Exchange Commission (Sec), aprendo la strada a una potenziale e storica vendita di azioni per gli investitori pronti a investire nell’intelligenza artificiale. “Questo ci offre la possibilità di quotarci in Borsa, dopo che la Sec avrà completato la sua revisione”, ha dichiarato Anthropic, in un comunicato stampa. “L’offerta pubblica iniziale proposta dipenderà dalle condizioni di mercato e da altri fattori”. L’ultimo round di raccolta ha fruttato 65 miliardi di dollari, per una valutazione di 965 miliardi di dollari, superiore a quella della rivale OpenAI. Il produttore di Claude potrebbe battere l’azienda di Sam Altman, ma anche Space X, che a loro volta si stanno preparando per un’Ipo e il debutto in borsa.
Borse europee in rialzo con gli occhi sui titoli tech: Milano da record
E così Milano sale dell’1,2% e aggiorna i suoi record, toccando quota 50.377 punti. Parigi guadagna lo 0,97%, Amsterdam dello 0,96%, Francoforte lo 0,95%. Madrid avanza dello 0,71%, mentre Londra segna un rialzo dello 0,44%.
In Asia deboli Tokyo (-0,3%) e Sidney (-0,06%) a differenza di Taiwan (+0,48%) e Seul (+0,15%). Bene Hong Kong (+1,99%), Shanghai (+0,44%), Mumbai (-0,27%) e Singapore (+0,78%).
I riflettori restano puntati sui titoli tecnologici: a Hong Kong Tencent ha guadagnato il 7% con i test su un prototipo di agente basato sull’AI per WeChat, a Tokyo acquisti sui produttori di semiconduttori Screen Holding (+4,05%), Lasertec (+2,27%) e Advantest (+2,51%). In Germania Infineon avanza del 5,8% e Sap dell’1,85%, in Olanda Asml guadagna l’1,35%.
A Piazza Affari vola Stmicroelectronics
Anche Milano va al traino dei titoli tech, con Stmicroelectronics che segna un rialzo superiore all’8% dopo aver alzato alzato le proprie aspettative sui ricavi per Data Center, ora attesi intorno a un miliardo di dollari nel 2026, rispetto a “agevolmente sopra i 500 milioni di dollari” previsti in precedenza. “Nel 2027 i ricavi potrebbero raddoppiare”, rispetto a “nettamente sopra a 1 miliardo di dollari” previsto in precedenza. specifica la società. Anche Prysmian (+1,54%) beneficia del rally dei titoli tech a a cui si aggiungono le promozioni degli analisti di BofA e Jefferies. Fuori dal Ftse Mib avanza Technoprobe (+2,5%).
Acquisti su Lottomatica (+1,6%), Brunello Cucinelli (+1,5%) e Ferrari (+1,34%). Positiva Stellantis (+1,3%) dopo i dati sulle immatricolazioni. La società ha inoltre confermato l’investimento di 1 miliardo in Francia per produrre auto elettriche. Salgono le banche con Unicredit e Intesa che guadagnano oltre l’1% e Mediobanca che sale dello 0,78%.
In coda al listino la difesa con Avio (-1,8%), Fincantieri (-0,97%) e Leonardo (-0,6%). I cali delle materie prime pesano sugli energetici: Snam (-0,74%), Eni (-0,6%), Tenaris (-0,5%).
Torna a calare il petrolio, giù anche il gas
Torna a calare il petrolio, con i contratti del Wti che cedono l’1,1% a 91,15 dollari al barile e quelli del Brent l’1% a 94,01 dollari. Apertura in forte calo anche il gas naturale sulla piazza Ttf di Amsterdam. I contratti future sul mese di luglio cedono il 2% a 48,11 euro al MWh
Sul valutario il dollaro è poco mosso, mentre gli operatori hanno valutato gli sviluppi in Medio Oriente: l’euro/dollaro è a 1,165 (da 1,163 alla chiusura precedente), l’euro/yen a 186,03 (da 185,68) e il dollaro/yen a 159,68 (da 159,57). Sale il prezzo dell’oro, con il contratto spot su dell’1,1% a 4.534 dollari l’oncia e il future dell’1,05% a 4.522 dollari, dopo avere registrato il terzo calo mensile consecutivo a maggio.
Infine, scende a 72 punti, contro i 73 delle vigilia, lo spread tra Btp e Bund decennali tedeschi, contro i 73,3 segnati in chiusura nella vigilia. Il rendimento annuo italiano cede 5,8 punti al 3,67%, quello tedesco 4,6 punti al 2,95% e quello francese 5,7 punti al 3,57%.