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Auto, la Cina supera il Giappone: nuova leadership globale nell’industria automobilistica

Nel 2025 i marchi cinesi hanno superato quelli giapponesi nelle vendite auto globali. Numeri, cause e conseguenze di un cambio di leadership che ridisegna l’industria automobilistica mondiale

Auto, la Cina supera il Giappone: nuova leadership globale nell’industria automobilistica

I segnali c’erano da tempo. Prima il sorpasso regionale in Asia, poi l’assalto ai mercati emergenti, infine l’offensiva in Europa (Italia compresa). Ora il traguardo è ufficialmente globale: nel 2025 i marchi automobilistici cinesi superano quelli giapponesi nelle vendite mondiali di veicoli nuovi. Un passaggio di testimone storico che chiude oltre vent’anni di dominio nipponico e ridisegna la mappa dell’industria dell’auto.

A certificare il cambio di leadership è un report di Nikkei Asia, che ha incrociato dati societari e stime di S&P Global Mobility. E il verdetto parla chiaro: la Cina è diventata il primo polo automobilistico globale per volumi complessivi.

I numeri del sorpasso globale

Le vendite mondiali dei costruttori cinesi sono attese nel 2025 attorno ai 27 milioni di veicoli, in crescita di circa il 17% su base annua. I gruppi giapponesi si fermano invece sotto quota 25 milioni, sostanzialmente stabili. Un ribaltamento rapidissimo se si guarda allo specchietto retrovisore: nel 2022 Tokyo conservava ancora un vantaggio di circa 8 milioni di unità su Pechino.

Una scalata vertiginosa. In appena tre anni è stato azzerato un divario che sembrava strutturale. E il sorpasso arriva dopo che la Cina aveva già conquistato, nel 2023, il primato mondiale come primo esportatore di automobili.

Il motore interno: elettrico e ibrido trainano la domanda

La spinta principale resta domestica. Circa il 70% delle vendite dei marchi cinesi avviene in patria, un mercato enorme dove elettriche e ibride plug-in rappresentano ormai quasi il 60% delle immatricolazioni di auto passeggeri. La transizione energetica, sostenuta da politiche industriali aggressive, ha creato un ecosistema favorevole alla crescita dei volumi.

Il rovescio della medaglia è l’eccesso di capacità produttiva. La competizione interna si è trasformata in una guerra dei prezzi. Il segmento più venduto dei veicoli “new energy” si concentra tra 100.000 e 150.000 yuan, una fascia che comprime i margini ma moltiplica i volumi.

Assalto ai mercati storici del Giappone

Per alleggerire la pressione sul mercato interno, i costruttori cinesi stanno spingendo con forza l’export. Il caso più emblematico è il Sud-Est asiatico, tradizionale roccaforte giapponese. Nell’area Asean le vendite dei brand cinesi crescono di quasi il 50% nel 2025, fino a circa 500.000 unità.

In Thailandia, uno dei mercati simbolo per Tokyo, la quota delle auto giapponesi è scesa dal 90% di cinque anni fa a circa il 69%. In Europa, nonostante i dazi sulle elettriche, le vendite cinesi continuano a salire, anche grazie alla spinta sugli ibridi plug-in. Avanzata costante anche in Africa e America Latina, dove i tassi di crescita superano il 30%.

La scalata cinese non riguarda più soltanto il Giappone. È l’intero comparto automotive globale a sentirsi sotto pressione. Stati Uniti, Canada e Unione Europea hanno reagito innalzando barriere tariffarie e introducendo nuovi standard per difendere le rispettive industrie domestiche dall’ondata di veicoli a basso costo provenienti dalla Cina. Pechino, però, non arretra. La sua risposta passa da una strategia su due binari, che combina la diversificazione geografica delle vendite con una crescente localizzazione produttiva all’estero, aggirando così dazi e vincoli regolatori.

Il Giappone perde lo scettro

Per il Giappone il colpo è doppio. Oltre a perdere la leadership globale si vede anche erodere posizioni chiave proprio nei mercati esteri. Le difficoltà sono evidenti soprattutto sul fronte dell’elettrificazione, dove i gruppi nipponici hanno scontato un ritardo strategico. Anche colossi come Toyota devono ora accelerare su costi e tecnologie.

Non a caso alcune case giapponesi stanno iniziando ad adottare metodi produttivi cinesi, rafforzando le catene di fornitura locali e puntando su modelli elettrici a basso costo sviluppati con know-how asiatico.

Byd trascina il sorpasso e mette nel mirino Tesla

Dentro il sorpasso cinese c’è un nome che pesa più degli altri: Byd. Il gruppo di Shenzhen è il simbolo dell’ascesa industriale cinese e nel 2025 si avvia a superare Tesla come primo produttore mondiale di auto elettriche.

A fine novembre Byd aveva già superato i 2 milioni di veicoli elettrici puri venduti nell’anno, mentre Tesla si muove su volumi sensibilmente inferiori. La combinazione di prezzi competitivi, integrazione verticale e rapida espansione internazionale sta facendo la differenza.

Il 2025 segna così molto più di un semplice sorpasso statistico: è una data spartiacque che inaugura una nuova fase, con la Cina al comando della leadership dell’auto mondiale e gli altri grandi poli dell’automotive costretti a inseguire.

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