Seduta debole per le Borse occidentali, appesantiti dalle nuove tensioni geopolitiche intorno allo Stretto di Hormuz che fanno salire le quotazioni del petrolio e dalle prese di beneficio sui titoli dell’Intelligenza artificiale. In tutto questo è in corso un delicato vertice Nato ad Ankara, in Turchia, e i mercati fremono nell’attesa di segnali dalle banche centrali, in particolare dalla Federal Reserve, su un possibile rialzo dei tassi. In questo scenario, Milano -0,95%, Parigi -0,5%, Francoforte -1,27%, Londra in controtendenza +0,33%, Dow Jones finora -0,4%, S&P 500 -0,6%, Nasdaq Composite Index -1,4%.
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Materie prime: petrolio in rialzo dopo i nuovi attacchi ad Hormuz
Oggi il Brent si è avvicinato ai 74 dollari al barile, dopo che gli attacchi contro navi mercantili nello Stretto di Hormuz e nelle zone circostanti hanno acuito i timori di ulteriori interruzioni delle forniture energetiche globali. Inoltre, il ministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che i negoziati di pace finali si bloccheranno se le minacce geopolitiche persisteranno. Ciononostante, il prezzo del petrolio è rimasto comunque vicino al minimo da fine febbraio, con il Wti Crude Oil che ritrova i 70 dollari al barile. Boom del gas naturale europeo che sale in un colpo solo di oltre il 5% verso i 47 euro per megawattora. Stabili oro e argento.
Esordio flop di SpaceX sul Nasdaq-100. Tonfo di Sandisk e Micron
Gli investitori stanno riducendo l’esposizione ai titoli che hanno guidato il rally degli ultimi mesi, ritenendo elevate le valutazioni. Ne risentono soprattutto le società legate alla filiera dei chip: Micron -6,5%, Sandisk -11%, Intel -10%, Qualcomm -3,3%, Nvidia -1,3%. Tonfo anche per SpaceX nel giorno dell’esordio nel paniere del Nasdaq-100: -5,5%. Un po’ meno mosse le azioni delle big tech tradizionali: la migliore al momento è Microsoft +1,6%, mentre Tesla perde il 3%. In controtendenza sul Nasdaq-100 troviamo Doordash, Pepsi, Coca-Cola, Starbucks, Netflix e Booking. Il Bitcoin risale verso quota 64.000 dollari.
A Piazza Affari sprofonda Stm mentre allunga ancora Fincantieri
Sulla scia delle difficoltà del tech americano, a Milano cade pesantemente il titolo Stm -8%. Prosegue invece imperterrito il rally di Fincantieri, che dopo l’exploit della seduta di ieri guadagna nella seduta odierna un ulteriore 3%: il gruppo navale ha firmato oggi un contratto con Marc-Henry Cruise Holdings, Joint Owner/Operator di Four Seasons Yachts, per la costruzione di una terza nave da crociera ultra-lusso, rafforzando la partnership di lunga data tra le due società.
Riscatto dell’Energia, rinvigorita dal rialzo di petrolio e gas: Hera +1%, Terna +0,94%, Italgas +0,9%, Eni +0,6%. Banche contrastate, in attesa di indicazioni sui tassi d’interesse: Unicredit +0,5%, Intesa Sanpaolo -0,18%, Banca Mediolanum -1,2%. Fuori dal paniere principale del Ftse Mib crolla nuovamente Banca Ifis, che nell’ultimo mese ha perso oltre un terzo del proprio valore dopo la cessione dell’attività Npl. Stazionario lo spread Btp Bund sui 77 punti base, col rendimento del Btp 10 anni al 3,76%. L’euro cambia a 1,142 sul dollaro Usa.
