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Volkswagen in crisi, accordo per cedere Osnabrück: la fabbrica passa dalle auto alla difesa aerea. Riconversione è la parola chiave?

Volkswagen prepara la cessione dello stabilimento Osnabrück alla società israeliana Aurelius e al Land della Bassa Sassonia. Il sito produrrà sistemi per la difesa aerea, salvando fino a 1.400 posti

Volkswagen in crisi, accordo per cedere Osnabrück: la fabbrica passa dalle auto alla difesa aerea. Riconversione è la parola chiave?

Le prime indiscrezioni erano emerse a marzo, mentre Volkswagen cominciava ad affrontare i passi per la più profonda ristrutturazione della propria storia. Allora si parlava di una possibile intesa con Rafael Advanced Defense Systems per trasformare lo stabilimento di Osnabrück da fabbrica automobilistica a polo per la difesa aerea. A distanza di alcuni mesi, quel progetto comincia a prendere forma, anche se con una struttura diversa da quella inizialmente ipotizzata.

Il gruppo di Wolfsburg ha raggiunto un accordo preliminare con la società israeliana Aurelius Capital e con il Land della Bassa Sassonia per la possibile cessione dello stabilimento Volkswagen Osnabrück GmbH. Aurelius diventerebbe l’azionista di maggioranza, affiancata dalla regione tedesca, secondo maggiore azionista del gruppo automobilistico. Rafael non rileverà direttamente lo stabilimento, ma dovrebbe partecipare al primo grande progetto industriale della nuova società.

Osnabrück prepara il passaggio dalle auto alla difesa

Il piano punta a trasformare progressivamente Osnabrück in un centro specializzato nelle tecnologie per la sicurezza e la difesa. L’obiettivo è sfruttare gli impianti esistenti, le competenze accumulate dai lavoratori e l’esperienza maturata nella produzione di veicoli complessi e in piccola serie. Lo stabilimento, attualmente impegnato soprattutto nella produzione della T-Roc Cabriolet, uscirà definitivamente dal settore automobilistico nell’estate del 2027. La decisione di interrompere la costruzione di veicoli era già stata presa da Volkswagen nel 2024. Il gruppo accompagnerà ora la transizione mettendo a disposizione infrastrutture, capacità di sviluppo, esperienza industriale e competenze nell’avvio di nuove produzioni. Per un sito con 125 anni di storia industriale si profila così un cambio radicale di identità. Dalle automobili e dai veicoli speciali si passerà potenzialmente alla realizzazione di sistemi e componenti destinati alla difesa aerea di Germania ed Europa.

“Volkswagen è consapevole della propria responsabilità nei confronti di Osnabrück”, ha dichiarato l’amministratore delegato del gruppo Oliver Blume. Secondo il manager, l’accordo rappresenta “un passo importante per aprire al sito un nuovo futuro industriale”, costruito sulla competenza, sulla flessibilità e sull’impegno dimostrati negli anni dai dipendenti.

Rafael sarà il partner del primo progetto industriale

Il progetto di punta prevede una collaborazione con Rafael Advanced Defense Systems, uno dei principali gruppi israeliani del settore e tra i partner tecnologici dei sistemi di difesa aerea e antimissile Iron Dome, Arrow e David’s Sling. I dettagli produttivi devono ancora essere definiti. Volkswagen ha chiarito che i piani comprendono la possibile realizzazione a Osnabrück di sistemi e componenti per la difesa aerea destinati al mercato tedesco ed europeo. Rafael metterebbe a disposizione la propria tecnologia e l’esperienza maturata nei moderni apparati di protezione dello spazio aereo, mentre i lavoratori dello stabilimento avrebbero un ruolo centrale nell’allestimento delle linee e nell’industrializzazione della produzione.

La collaborazione con Rafael dovrebbe funzionare anche da progetto apripista, creando le condizioni per attrarre altre aziende e avviare nuove iniziative sotto la guida della futura società. Aurelius Capital, che concentra i propri investimenti nei settori della difesa, della cybersicurezza, dell’intelligenza artificiale e delle infrastrutture critiche, punta quindi a costruire a Osnabrück un polo più ampio, non limitato a una sola commessa.

“Osnabrück possiede qualcosa che non si può costruire da zero”, ha spiegato Tomer Jacob, managing director di Aurelius Capital, citando “molti anni di esperienza con prodotti complessi, processi produttivi precisi, elevati standard qualitativi, squadre ben coordinate e una forte tradizione”.

Una prospettiva per oltre 1.200 lavoratori

La riconversione potrebbe evitare che la fine della produzione automobilistica si trasformi nella chiusura dello stabilimento. Secondo il consiglio di fabbrica, il nuovo progetto offre già una prospettiva a più di 1.200 persone. Le stime riportate dai rappresentanti dei lavoratori indicano che, con il progressivo sviluppo delle attività, i posti salvaguardati potrebbero arrivare a circa 1.400 sugli attuali 1.800. Resta quindi da trovare una soluzione per una parte della forza lavoro. La presidente del consiglio aziendale e di gruppo di Volkswagen, Daniela Cavallo, ha definito l’intesa “un traguardo importante”, ricordando che i dipendenti di Osnabrück hanno lavorato per due anni alla ricerca di un futuro industriale per il sito.

Anche la presidente di IG Metall, Christiane Benner, ha accolto positivamente l’accordo, sottolineando però che Volkswagen dovrà continuare a impegnarsi per offrire prospettive affidabili a tutti i dipendenti rimasti fuori dal primo perimetro della riconversione. Il progetto rappresenta un passaggio importante anche per la Bassa Sassonia. Il governatore Olaf Lies ha collegato direttamente il futuro di Osnabrück al nuovo scenario geopolitico europeo. “La nostra situazione di sicurezza e il nostro bisogno di protezione sono cambiati radicalmente”, ha affermato, aggiungendo che Germania ed Europa devono rafforzare le proprie capacità e diventare più indipendenti.

Il possibile modello per le altre fabbriche Volkswagen

La soluzione individuata per Osnabrück potrebbe diventare un modello per altri stabilimenti Volkswagen alle prese con domanda debole, costi elevati, capacità produttiva inutilizzata e crescente concorrenza dei costruttori cinesi. Il gruppo ha già avvertito che fino a quattro siti tedeschi potrebbero essere chiusi o riconvertiti qualora non venissero trovate attività alternative. La crescita della spesa militare europea offre una possibile destinazione a una parte della capacità industriale che il mercato automobilistico non riesce più ad assorbire. Anche aziende come Rheinmetall e Continental stanno portando avanti iniziative per trasferire impianti, personale e competenze dall’automotive alla difesa.

Osnabrück potrebbe diventare il primo caso concreto di questa trasformazione all’interno di Volkswagen. L’intesa, tuttavia, non equivale ancora alla vendita definitiva. Le parti dovranno stabilire responsabilità, assetto economico e organizzazione della nuova società. Il completamento dell’operazione resta inoltre subordinato agli accordi finali, all’approvazione degli organi competenti e alle necessarie verifiche delle autorità. La direzione industriale, però, appare ormai delineata. La fabbrica che dal 2027 smetterà di produrre automobili si prepara a entrare nel settore della difesa, trasformando uno dei siti più fragili di Volkswagen in un possibile asset strategico per la sicurezza europea.

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