Poste e Tim “hanno storie, asset e competenze differenti e fortemente complementari. Metterli insieme può creare opportunità che separatamente sarebbero più difficili da cogliere: nei servizi digitali per famiglie, imprese e pubblica amministrazione, nel cloud e nella cybersecurity, nell’intelligenza artificiale e, più in generale, nella trasformazione digitale del Paese”. Lo afferma Pietro Labriola, amministratore delegato di Tim in un lettera ai dipendenti, facendo il punto sull’opas di Poste. “La dimensione conta. Lo dico da tempo parlando del nostro settore: per competere e continuare a investire serve scala. La prospettiva che abbiamo davanti può darci proprio questo, mettendo insieme due grandi aziende italiane e costruendo un progetto industriale capace di guardare oltre i rispettivi confini”.
Tim e l’opas di Poste, Labriola scrive ai dipendenti
Venerdì scorso, prosegue, “si è conclusa la prima fase dell’offerta e Poste Italiane ha raggiunto il 66,627% del capitale di Tim, acquisendone il controllo azionario. È un passaggio importante nella storia della nostra azienda. E credo sia anche il momento giusto per fermarci un attimo a guardare la strada che abbiamo percorso per arrivare fin qui”.
“Quattro anni fa Tim – ricorda Labriola – era un’azienda con problemi strutturali che ne limitavano fortemente le prospettive.
Abbiamo fatto scelte difficili, alcune considerate allora quasi impossibili. Abbiamo separato la rete, ridotto significativamente il debito, rimesso in ordine i nostri business e restituito all’azienda libertà commerciale e capacità di investire e competere. Contemporaneamente abbiamo continuato a costruire il futuro: 5G, cloud, cybersecurity, data center, intelligenza artificiale. Abbiamo rafforzato Tim Enterprise, rilanciato il consumer e continuato a far crescere Tim Brasil. Lo abbiamo fatto con un obiettivo molto semplice: rendere Tim nuovamente solida, credibile e capace di crescere”.
Oggi, sottolinea, “i risultati di quel lavoro sono davanti a noi. Le parole utilizzate in questi giorni dai vertici di Poste riconoscono il valore di questo percorso e soprattutto aprono una prospettiva nuova. Quella che solo pochi anni fa sarebbe sembrata un’operazione ‘inimmaginabile’ viene oggi descritta come un progetto industriale congiunto, ambizioso e strategico per il Paese, capace di competere anche a livello internazionale. E’ esattamente da qui che dobbiamo partire”.
