La Corte suprema Usa ha bocciato le restrizioni che Donald Trump voleva imporre sul voto per corrispondenza. In uno dei casi più rilevanti affrontati negli ultimi anni, il massimo tribunale americano ha inferto una dura sconfitta al presidente degli Stati Uniti. Solo due giudici conservatori, Samuel Alito e Clarence Thomas, hanno espresso parere contrario.
Corte Suprema Usa, dura sconfitta per Trump
Nella sua breve sentenza, la Corte ha affermato che è “improbabile che l’amministrazione abbia successo nel merito della sua contestazione” sulla procedura introdotta e bloccata da due tribunali inferiori per imporre agli Stati di compilare un elenco di tutti gli elettori che devono ricevere la scheda per posta. L’amministrazione Trump aveva presentato la proposta come una modifica “minore” ai regolamenti postali, volta a prevenire le presunte frodi. Tuttavia, per i due tribunali che l’hanno bocciata l’iniziativa era un’acquisizione di potere incostituzionale che il Servizio postale non era nemmeno pienamente in grado di attuare.
Usa, Trump verso il voto di midterm
La misura, infatti avrebbe imposto agli Stati una serie di nuovi requisiti per l’invio delle schede elettorali per posta agli elettori. Cambiamenti così significativi a poche settimane dalle elezioni di midterm avrebbero molto probabilmente provocato notevoli problemi, e i sostenitori del voto per posta temevano che esprimere il proprio voto sarebbe stato molto più difficile per milioni di americani. Per tradizione, a usare questo sistema sono soprattutto gli elettori democratici. Il tempo a disposizione per attuare la norma era ormai poco: il North Carolina aveva iniziato a inviare le schede il 4 settembre, e altri Stati lo faranno questa settimana. Trump, nonostante voti per posta, ha criticato più volte il ricorso diffuso alle schede elettorali per posta, sostenendo che sia caratterizzato da diffuse frodi.
