Altra giornata di passione per i mercati finanziari, che già ieri avevano iniziato col piede sbagliato la settimana, nel segno di un consistente rialzo del petrolio e del conseguente allarme sull’inflazione, il quale ha a sua volta portato ad un’impennata dei rendimenti dei titoli di Stato, in particolare il T-Bond decennale Usa, che ha superato il 5% toccando i massimi dal 2007. Tutto lascia dunque pensare che nella riunione di mercoledì 16 settembre la Federal Reserve possa aumentare i tassi d’interesse di riferimento: i futures stanno prezzando una probabilità ormai intorno al 90–95% di un rialzo di 25 punti base. In questo scenario, soffrono ancora le Borse dell’Occidente: Dow Jones per ora -1%, Nasdaq Composite Index -0,7%, Nasdaq Top-100 -0,5%, Milano -0,14%, Parigi -0,34%, Francoforte -0,15%, Londra -0,37%.
Petrolio Brent a 108 dollari, gas naturale europeo a 80 euro
Sale ulteriormente il prezzo del petrolio: il Brent supera i 108 dollari al barile dalla chiusura di ieri sui 107 dollari, il Wti Crude Oil avvicina i 105 dollari con balzo di oltre il 3%. Le interruzioni delle forniture in Medio Oriente stanno dunque prevalendo, nelle valutazioni degli investitori, sui segnali di progresso verso una tregua energetica tra Russia e Ucraina. L’attenzione del mercato resta concentrata sull’Arabia Saudita, dove l’oleodotto Est-Ovest è stato chiuso e con gli houthi che nello Yemen hanno preso il controllo dell’accesso al Maro Rosso, eliminando un’importante via alternativa per l’esportazione di greggio che non dipendesse dallo Stretto di Hormuz. Si riduce leggermente invece il gas naturale europeo, che però rimane sugli 80 euro per megawattora: i livelli di stoccaggio del Gnl in Europa si attestano intorno al 68% della capacità, un dato ancora inferiore alla media stagionale in un periodo in cui le scorte dovrebbero solitamente essere prossime alla capacità massima.
Poco mossi oro e argento, spread Btp Bund sempre vicino ai 90 pb
Sempre sul fronte materie prime hanno poco da dire oro e argento: il primo staziona a ridosso dei 4.300 dollari all’oncia, il secondo oggi scambia a 63 dollari l’oncia. Trend positivo per il dollaro Usa nei confronti dell’euro, col cambio oggi sull’1,154. Il Bitcoin perde slancio: dopo aver flirtato con quota 80.000 dollari per un periodo, oggi perde il 3% a 76.000 dollari. Sempre sotto pressione lo spread Btp Bund a ridosso dei 90 punti base, cioè del massimo da inizio aprile 2026. Il rendimento del Btp decennale di riferimento sale al 4,4%, sui valori massimi da novembre 2023.
Sul Nasdaq recupera l’AI nonostante gli allarmi sul suo futuro
Sul Nasdaq sembra in recupero l’Intelligenza artificiale, nonostante si stiano moltiplicando gli allarmi sul suo sviluppo incontrollato: tra i titoli più scambiati Meta +0,4%, Micron +0,5%, Nvidia +0,6%. Perdite oltre l’1% invece per Apple, Microsoft e Amazon. In positivo Tesla, mentre nella galassia Musk cede oltre il 2% in questo momento SpaceX. I migliori guadagni tra le tech sono quelli di Qualcomm +4%, Marvell +2,6%, Amd +2%, Intel +1,2%, Lumentum +1%. Sprofonda Axon -10% dopo che la società ha annunciato un’emissione da 1 miliardo di dollari di obbligazioni convertibili: gli investitori temono la diluizione futura degli azionisti, perché le obbligazioni possono essere convertite in azioni. Perdite importanti anche per Netflix -3% e Booking -2,5%.
A Milano bene l’energia, in difficoltà (quasi) tutte le banche
Che dire invece di Piazza Affari. In una seduta negativa per il Ftse Mib, spiccano in controtendenza gli energetici: Tenaris +3,3%, Terna +2,9%, Eni +1,75%, Saipem +1,65%. Ad eccezione di Mps +1,53% e Mediobanca +1,43%, chiudono tendenzialmente in rosso le banche, nel bel mezzo di un risiko sul quale c’è ancora incertezza: Unicredit la peggiore col -2,24% dopo l’incontro tra il Ceo Orcel e il ministro delle Finanze tedesco, Bper -1,66%, Mediolanum -0,56%, Banco Bpm -0,43%, Intesa Sanpaolo -0,2%. Tra le azioni peggiori anche Moncler -2%. Sulla parità Poste Italiane e Telecom Italia, mentre è in dirittura d’arrivo l’Opas lanciata dalla società di Matteo Del Fante.
