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Venti di guerra in Yemen, oro e petrolio risalgono

Aria di ribassi sui listini di Borsa e l’attacco saudita in Yemen riporta su i prezzi dell’oro e del petrolio – Perde colpi l’high tech – Da lunedì Atene a secco – Anche Pininfarina verso l’Asia – Sale ancora Anima – Boom di Kraft (+38%) dopo l’offerta dei brasiliani e di Warren Buffett – S’avvicina il Btp a 8 anni.

Venti di guerra in Yemen, oro e petrolio risalgono

Inversione di tendenza in vista? Presto per dirlo, ma diversi segnali attestano che, arrivati ad un passo dai nuovi record, i mercati finanziari sono inclini ad una correzione: nuovi fronti di guerra in Medio Oriente (attacco aereo saudita in Yemen), dati contrastanti dall’economia Usa (discesa a sorpresa dei beni durevoli), la notizia che già lunedì le casse della Greciapotrebbero restano a secco. 

Il risultato? Si manifestano i sintomi tipici dell’avversione al rischio: risale il petrolio (Brent sulla soglia dei 59 dollari), l’oroschizza a 2.000 dollari l’oncia. L’euro guadagna posizioni sul dollaro (1,10). 

Sul fronte dei mercati azionari, brusca caduta della Borsa di Tokyo (-1,7%). Mentre lo yen risale a 119,3, il massimo da un mese. Il portafoglio azionario in mano alla Bank of Japan è salito all’astronomica cifra di 10 mila miliardi di yen (il 2% circa dell’intera capitalizzazione) grazie agli acquisti dell’Abenomics. Anche gli altri mercati asiatici hanno subito pesanti perdite in scia agli Usa.

Wall Street l’indice Dow Jones è sceso dell’1,62%, l’S&P 500 dell’1,46% e il Nasdaq del 2,37% (a 4876,52 punti) dopo i deludenti ordini di beni durevoli. In forte calo i Big della tecnologia: Apple -2,6%, Microsoft -3,3%. Volano invece le azioni Kraft (+38%) dopo l’offerta di 3G e Warren Buffett. In attesa dei conti delle trimestrali, cresce l’attesa per il dato finale del Pil 2014 che sarà annunciato domani: si teme che la ripesa risulti ridimensionata al 2%. 

RALLENTA MILANO. ATENE A SECCO GIA’ LUNEDI’

Anche i mercati europei si sono accodati al ribasso di Wall Street, nonostante il rialzo oltre le previsioni dell’indice Ifo tedesco. Ieri a Milano l’indice FtseMib è sceso dello 0,8%, un risultato migliore delle Borse di Parigi (-1,3%), Francoforte (-1,1%) e Madrid (-0,99%). Londra in ribasso dello -0,41%.

A complicare il quadro è l’ennesima ricaduta della crisi greca: i vertici (tedeschi) del fondo Efsf hanno fatto sapere che non è possibile utilizzare per la Grecia la parte inutilizzata del fondo di ricapitalizzazione bancaria. Il presidente della Bundesbank Jens Weidmann si è detto contrario anche ad un’estensione dei fondi di emergenza Ela.

RISALE LO SPREAD. IN ARRIVO 7,5 MILIARDI DI BTP

S’indebolisce, in questa cornice, anche il mercato del debito sovrano: il differenziale di rendimento tra Btp e Bund si è attestato a 112 punti e, in parallelo, il tasso del decennale è risalito all’ 1,34% dall’1,33% dell’ultima chiusura. 

Intanto, prendono il via le aste di fine mese: si comincia oggi con i Ctz e i Btpei. Domani sarà la volta dei Bot a 6 mesi (7 miliardi contro 7,7 in scadenza). Lunedì si chiederà con i titoli a medio lungo termine: da 5,5 a 7,5 miliardi di Ccteu e Btp a 5 e 10 anni. Già incombe, infine, il Btp Italia durata 8 anni, che verrà lanciato il mese prossimo.

LA FRENATA DEL SETTORE TECH GELA STM 

Anche in Europa la giornata è stata segnata dal ribasso del settore Tech (Stoxx europeo -2,8%). Stm, primo produttore europeo di semiconduttori, è la peggiore blue chip di giornata di ieri con un calo del 4,5%. La precede l’olandese Asml, leader in Europa di macchinario per stampare chip, caduta del 5,4%. Il titolo paga anche il rafforzamento dell’euro sul dollaro. Giornata negativa anche per Finmeccanica (-2,6%).

ANCHE PININFARINA IN ROTTA VERSO L’ASIA

Frena anche il settore automotive, il più sensibile alla congiuntura. Sono scese Cnh Industrial (-1,2%) e Fiat Chrysler (-0,9%). Fa storia a sé Pirelli, salita a 15,57 euro (+0,7%), a conferma che il mercato continua a scommettere su un miglioramento dell’offerta di ChemChina, per ora prevista a 15 euro.

Vola Pininfarina (+26%): la società torinese, controllata al 77% dalla famiglia, è in procinto di essere ceduta al gruppo indiano Mahindra & Mahindra. Al passaggio della quota di controllo farebbe seguito un’Opa. Negli ultimi anni la società ha rischiato il fallimento e si è salvata sottoponendosi a una drastica ristrutturazione. Il fatturato è passato dai 527 milioni di euro del 2008 (esercizio chiuso con una perdita di 204 milioni) ai 95 milioni del 2014. L’ultimo bilancio evidenza un Ebitda di 6,6 milioni e una perdita finale di 1,3 milioni. Dall’inizio dell’anno Pininfarina ha spiccato il volo in Borsa guadagnando il 50%: la capitalizzazione è passata dai 95 milioni del 2 gennaio ai 142 milioni di ieri. 

RECUPERA L’OIL, TENARIS LA MIGLIOR BLUE CHIP

Il recupero del greggio ha favorito il rimbalzo del settore Oil negli Stati Uniti con incrementi superiori al 2%. Il fenomeno ha solo in parte investito l’Europa, che ha chiuso prima delle notizie in arrivo dallo Yemen. Ma l’Energy & oil è comunque stato il miglior comparto del Vecchio Continente. 

Ieri è salita Saipem (+1,1%), mentre Eni è scesa dello 0,9%. Fa meglio Tenaris (+1,7%), ieri la miglior blue chip di Piazza Affari. Da inizio anno il titolo sottoperforma decisamente l’indice principale della Borsa italiana (FtseMib +22%) con un modesto +6%. Marcia indietro per Enel (-1%). 

DEBOLI LE BANCHE, SALE ANCORA ANIMA 

Rallenta anche il settore bancario, all’indomani dell’approvazione definitiva al Senato della riforma delle popolari. Prese di beneficio su Pop.Milano (-0,7%), avanzano Pop.Emilia (+0,2%) e Ubi Banca (+0,6%). Banco Popolare invariato. Unicredit è scesa dello 0,4%, Intesa-1%, Monte Paschi -1%.

Nel gestito ancora sotto i riflettori Anima Holding. Il titolo, dopo i recenti rialzi, ha registrato un +4,18% a 6,98 euro. Mediobanca Securities ha avviato la copertura sull’azione con un giudizio outperform e un prezzo obiettivo a 7,8 euro.

VENDITE SU MEDIASET, LUSSO IN ROSSO

Ieri seduta all’insegna della forte volatilità per Mediaset (-1,73%). Dopo i conti 2014 HSBC ha alzato la raccomandazione a Buy da Overweight, portando il target price a 4,90 euro da 3,40 euro. Meno ottimista Nomura, che ha confermato la raccomandazione Neutral portando il target price a 3,60 euro da 3,15 euro. 

Telecom Italia è scesa ieri dell’1,7%. Fra le utility si segnala il calo di Atlantia (-1,3%), accompagnata da Autogrill (-2,9%). Perdite diffuse anche fra i titoli del lusso: Moncler -2,3%, Luxottica -1,7%, Ferragamo -1,5%.

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