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Unicredit fa il pieno nell’aumento di capitale, spread in tensione

Pieno successo di Unicredit nel più grande aumento di capitale della Borsa italiana (13 miliardi di euro): è stato sottoscritto al 99,8% – Preoccupa l’ascesa dello spread Btp-Bund a quota 200 – Oggi asta Bot – Decimo rialzo di fila per il Dow Jones -I conti di Leonardo, Saipem e Tenaris sotto i riflettori

Unicredit fa il pieno nell’aumento di capitale, spread in tensione

Donald Trump aveva promesso in campagna elettorale che la sua prima mossa da presidente sarebbe stata la denuncia (seguita da immediate sanzioni) contro la Cina per la manipolazione dei cambi. Ieri, al contrario, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha detto che Washington non prenderà alcuna iniziativa prima della valutazione degli uffici dell’amministrazione che, come sempre, si concluderà a fine aprile. Poco dopo, però, lo stesso Trump ha ribadito che, a suo avviso, “la Cina è un grande campione nella manipolazione delle valute”.

È sempre più difficile, insomma, capire le reali intenzioni dell’amministrazione Usa. Anche gli osservatori notano che, al di là delle sortite del presidente, sta prevalendo un atteggiamento più tradizionale e prudente. Wall Street, intanto, attende paziente la riforma fiscale già tante volte annunciata. “Arriverà entro agosto – promette Mnuchin, spostando in avanti nel tempo le promesse – Ma sarà davvero significativa. Il focus saranno i tagli alle tasse per la classe media e le aziende”.

Il mercato continua a crederci. Anzi, gli indici hanno registrato un nuovo balzo dopo il nuovo incontro di Trump con i Vip dell’economia da cui non è emersa alcuna novità salvo una promessa: “Riporterò in America milioni di posti di lavoro perduti”. Ora i riflettori si spostano sul 28 febbraio, quando Trump rivolgerà un messaggio a Congresso e Senato riuniti in seduta congiunta. Nel frattempo, si va avanti sull’onda della fiducia, merce che non abbonda in Europa, Italia in primis. Ma il successo dell’aumento di capitale di Unicredit, sottoscritto al 99,8%, dimostra che, di fronte ad operazioni trasparenti e credibili, il mercato risponde.

DOW JONES: DECIMO RIALZO DI FILA. SBANDA TESLA

Chiusura debole per i listini asiatici al termine di una settimana positiva. Tokyo arretra dello 0,2%, Shanghai -0,4%. Il calo delle materie prime pesa su Sidney (-0,6%).

Positivi i mercati americani, sostenuti dalle previsioni di Mnuchin: nel 2017, ha detto il nuovo responsabile del Tesoro, il Pil crescerà del 3%. Il Dow Jones è salito dello 0,17% (decima seduta consecutiva al rialzo, nuovo record dal 1987) l’indice S&P dello 0,04%. Nasdaq -0,43%.

In linea con le attese i dati macro. Le richieste settimanali di sussidi alla disoccupazione sono state pari a 244mila unità, poco sopra le 240mila attese dalle 238mila della settimana precedente. Nel settore immobiliare in rialzo l’indice dei prezzi delle case (+0,4%). Gli analisti si aspettavano un aumento dello 0,5%.

Non ha portato bene a Elon Musk la visita di mercoledì di Matteo Renzi alla fabbrica californiana di Tesla. Il titolo è sceso del 6,41% nonostante abbia annunciato una perdita netta in calo e dichiarato che la berlina Model 3, destinata al mercato di massa, sarà in produzione entro settembre con l’obiettivo di venderne 5 mila alla settimana (prezzo 35 mila dollari). Gli operatori, scettici dopo le improvvise dimissioni del Cfo Jason Wheeler, temono un possibile aumento di capitale per sostenere il progetto.

Deludono i conti di L Brands, proprietaria di Victoria’s Secret (-15,8%), peggior titolo dell’indice S&P.

TONFO DI TENARIS (-3,7%). I CONTI SAIPEM OGGI IN PIAZZA AFFARI

Frena il rame, dopo il lungo rally. Continua la corsa dell’oro a 1.249 dollari l’oncia (massimo da metà novembre), drogato dalle attese di ripresa dell’inflazione.

Torna a salire il petrolio grazie al dato sulle scorte strategiche Usa, cresciute meno delle attese. Tutte e due le qualità di greggio salgono dell’1,6%, con il Brent a 56,7 dollari al barile e il Wti a 54,4 dollari. A Wall Street il comparto energia segna un rialzo dello 0,5%.

Giornata di conti per i titoli italiani del comparto. Fra le blue chip milanesi spicca il ribasso di Tenaris (-3,7%). Gli investitori hanno reagito al dato negativo sulle vendite nette, scese del 24% a 1,046 miliardi di dollari.

Saipem (+0,4%) ha annunciato i conti a Borsa chiusa. Una coda di ulteriori oneri e svalutazioni per 162 milioni di euro nell’ultimo spicchio dello scorso anno e la debolezza del mercato petrolifero hanno penalizzato il risultato si è chiuso con un risultato netto negativo per circa 2 miliardi di euro, accusando svalutazioni e oneri da riorganizzazione per 2,3 miliardi. Ma la società può contare su un solido portafoglio ordini pari a 14,219 miliardi. Eni chiude a +0,3% 

MILANO IN ALTALENA, SPREAD OLTRE I 200 BP

Ancora incerte le Borse europee, condizionate dall’attesa dei duelli elettorali in arrivo. Si comincia a metà marzo con il test in Olanda. Per ora, ha detto il capo economista della Bce Peter Praet, l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato nella zona euro e l’allargamento dei premi al rischio tra i Paesi membri non hanno avuto un impatto grave sull’economia reale.

Dopo una giornata in altalena a Milano l’indice Ftse Mib (-0,35% a 18.819 euro) ha chiuso la seduta in calo dopo aver toccato un massimo a 18.997 punti e un minimo a 18.811 punti,

Deboli anche le altre piazze continentali, con la sola eccezione di Madrid che chiude in timido rialzo a (+0,17%). Segno meno per Francoforte (-0,42%), Londra (-0,42%) e Parigi (-0,09%).

Ancora in sofferenza il mercato obbligazionario. Lo spread Btp/Bund è risalito oltre i 200 punti base (dai 195 della vigilia). Il tasso del decennale italiano ha terminato la seduta a 2,23% da 2,21% precedente, dopo essere salito in mattinata fino a 2,26%.

STAMANE ASTA BOT. LUNEDI 10 MILIARDI A MEDIO-LUNGO

Oggi si terrà l’asta dei Bot a 6 mesi per 6 miliardi: sul mercato grigio di Mts il titolo è stato scambiato ieri al rendimento di -0,28%, poco oltre lo -0,286% dell’asta di gennaio. Ieri il Tesoro ha collocato l’importo massimo di 3,75 miliardi di euro di Ctz e dei due Btpei maggio 2022 e settembre 2026. Il rendimento del Ctz dicembre 2018 si è riportato in positivo, a 0,029% da -0,071% dell’asta di un mese fa.

Sarà corposa l’offerta a medio lungo di lunedì, fino a 10miliardi su cinque titoli tra i 5 e i 10 anni, compreso il nuovo quinquennale marzo 2022.

MUSTIER, MISSIONE COMPIUTA. SOTTOSCRITTO IL 99,8% DEL MAXIAUMENTO

È stato sottoscritto al 99,8%, per un totale di 12.968.720.936,60 euro, l’aumento di capitale di Unicredit (+1%) da complessivi 13 miliardi. I diritti non esercitati, pari a 1.469.645 unità, saranno offerti in Borsa dal 27 febbraio al 3 marzo prossimi, salvo chiusura anticipata dell’offerta. Lo 0,2% di nuove azioni non sottoscritto ha un controvalore di poco superiore a 30,9 milioni.

Un successo completo, quindi, per l’amministratore delegato Jean-Pierre Mustier e per il suo piano industriale. Il gap patrimoniale si è dunque colmato e la banca potrà pagare la cedola dei titoli Additional Tier 1 a scadenza 2021. Ma il successo dell’operazione va ben oltre, perché può segnare un cambiamento di atteggiamento verso l’Italia e il suo sistema bancario e un ritorno di fiducia verso il Paese. In mattinata è arrivata la promozione a Buy di Berenberg (target price alzato a 15 euro da 12 euro).

L’indice italiano di settore ha chiuso invariato, contro il -1,13% del settore in Europa, condizionato dai conti di Barclays e Hsbc in netto calo dopo i risultati.

Frena Intesa (-0,75%). Negative anche Bper Banca (-1,7%) e Ubi (-1,2%). Guadagnano invece Mediobanca (+0,4%) e Banco Bpm (+0,6%). L’ad Giuseppe Castagna non è favorevole all’utilizzo dei fondi di Atlante 2 per la ricapitalizzazione di Pop Vicenza e Veneto Banca. “Abbiamo già votato contro questa ipotesi in Atlante 1, quindi sembra abbastanza ovvio che non siamo favorevoli”, ha risposto Castagna in merito all’ipotesi di stornare le risorse di Atlante 2 dagli Npl alla ricapitalizzazione delle due banche venete.

TLC AL TOP, TELECOM PRENDE IL VOLO

Giornata di gloria per le tlc. L’indice Eurostoxx Tlc è il migliore di oggi con un rialzo dell’1% grazie al balzo di Telefonica che sale del 2,5% a Madrid. Il gruppo di tlc ha chiuso il 2016 con un utile netto in calo del 14% a 2,36 miliardi solo a causa di costi di ristrutturazione legati anche alle uscite volontarie del personale in Spagna. Molto bene anche Telecom Italia, con un guadagno del 2%, a 0,7755 euro. Equita Sim che conferma sul titolo la raccomandazione buy e il prezzo obiettivo a 1,27 euro.

LEONARDO OLTRE I 500 MILIONI DI UTILI. FERRARI RINNOVA CON LUXOTTICA

Ancora in rialzo Stm (+0,92% a 14,27 euro) che continua a essere sostenuta dai giudizi favorevoli degli analisti e dalle attese sui prodotti. I sensori del gruppo saranno adottati anche dalla nuova Tesla. Sul titolo Exane Bnp Paribas ha confermato la raccomandazione outperform e il prezzo obiettivo a 16,3 euro.

Ferrari sale dello 0,7% e segna il nuovo massimo storico a 62,65 euro. La Casa di Maranello ha siglato con Luxottica un contratto di licenza pluriennale per prodotti eyewear a marchio Ferrari e Ray-Ban. 

Scendono Cnh Industrial (-2,8%) e Fiat Chrysler (-2,7%). Via libera del Cda di Leonardo (-0,17%) al piano industriale 2017-2021 che prevede ricavi in crescita del 3-5% medio annuo con redditività all’11% già a metà del piano. Inoltre il consiglio di amministrazione ha esaminato i dati preliminari del 2016 che chiude con un risultato netto ordinario di oltre 500 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto ai 253 milioni del 2015. Gli ordini acquisiti nel 2016 sono risultati pari a circa 20 miliardi mentre il portafoglio ordini, alla fine di dicembre 2016, raggiunto circa 35 miliardi di euro, equivalente a quasi tre anni di produzione.

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