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Ue: accordo con Canada, sì al Ceta

Il Parlamento europeo ha dato il via libera al Ceta, l’accordo economico e commerciale tra Ue e Canada – Tajani: “Benefici soprattutto per le Pmi” – Domani l’incontro a Strasburgo con il premier canadese Justin Trudeau.

Ue: accordo con Canada, sì al Ceta

Il Parlamento europeo ha dato il via libera al Ceta, l’accordo economico e commerciale tra Ue e Canada, con 408 voti a favore, 254 contrari e 33 astensioni. L’intesa, che ha l’obiettivo di aumentare il commercio in beni e servizi e gli investimenti, sarà applicata in via provvisoria già da aprile: “Con l’adozione del Ceta – ha detto il relatore Artis Pabriks – abbiamo preferito apertura, crescita e standard elevati a protezionismo e stagnazione”.

“E’ un buon accordo per i nostri cittadini, creerà nuovi posti di lavoro e stimolerà la crescita, con benefici per i nostri imprenditori e consumatori, pur tenendo in considerazione le loro preoccupazioni”, ha invece commentato il Presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani, aggiungendo che il Ceta “garantisce che gli elevati standard sanitari, ambientali e lavorativi europei saranno protetti” e avrà benefici “soprattutto per le Pmi”.



“Affinché l’Ue possa sfruttare appieno i benefici del Ceta – conclude Tajani – invito gli Stati membri a procedere ad una sua rapida ratifica”. Domani il Presidente del Parlamento Ue riceverà a Strasburgo il premier canadese Justin Trudeau.

“I vantaggi per il nostro Paese – ha aggiunto il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda – saranno numerosi e importanti: accesso al mercato agroalimentare per i prodotti sensibili (ad iniziare dai formaggi che godranno di una quota aggiuntiva); eliminazione dei dazi ad valorem sui prodotti a base di zuccheri o cacao, pasta e biscotti, frutta e verdura; eliminazione tariffaria e rimozione di altre importanti barriere tariffarie per vini e liquori; più in generale, abbattimento di dazi su beni di rilievo per il nostro export come macchinari industriali (fino al 9,5%), mobili (fino al 9,5%), calzature (fino al 20%); riconoscimento (sebbene con alcune differenze di trattamento) per 41 IIGG italiane (su un totale di 171 europee), un risultato straordinario se si considera la differenza di approccio al tema delle IIGG e dei marchi registrati da cui era partito il negoziato; Regole di Origine basate sugli standard europei che favoriranno le nostre esportazioni; accesso all’80% del mercato degli appalti pubblici nei settori energia e utilities, l’accesso più ampio mai concesso dal Canada ad un paese terzo ed altro ancora”.

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