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Terrorismo, Trump e petrolio debole: le Borse aspettano la Bce

I nuovi attentati, l’enigma Trump e la caduta del petrolio e della sterlina pesano sui mercati finanziari, che attendono lumi dalla Bce – A Piazza Affari riflettori sempre accesi sulle banche e stacco cedola per cinque small

Terrorismo, Trump e petrolio debole: le Borse aspettano la Bce

Avvio contrastato stamane per i mercati finanziari, su cui pesa l’ombra degli attentati di Londra: i nuovi crimini dell’Isis favoriranno Theresa May (“quando è troppo è troppo”, ha tuonato la premier) o proseguirà il sorprendente recupero dei laburisti , spalleggiati dagli indipendentisti scozzesi? A quattro giorni dal voto britannico il pronostico è tanto incerto quanto drammatico.

I mercati finanziari aspettano con ansia di capire se sarà hard Brexit (i ngoziati con Bruxelles prenderanno il via il giorno 19) o se il riflusso del populismo, dopo la vittoria in Francia di Emmanuel Macron (probabile la vittoria di En Marche! alle legislazioni di domenica prossima) proseguirà oltre la Manica. La sterlina, nel frattempo, arretra a 1,2866 nei confronti del dollaro. Poco mosso l’euro, che conferma i guadagni di venerdì a 1,1281 sulla valuta Usa.

Politica e terrorismo caratterizzano anche il mercato petrolifero. Il Brent risale stamane sopra la barriera dei 50 dollari (50,57, +1,2%) sull’onda della notizia che l’Arabia Saudita, l’Egitto, il Bahrein e gli Emirati Arabi hanno interrotto le relazioni diplomatiche con il Qatar, accusato di finanziare il terrorismo. L’Arabia Saudita ha bloccato da stanotte le frontiere di terre con l’emirato, annullati anche tutti i voli in partenza ed in arrivo da Doha, il personale delle ambasciate del Qatar in questi paesi ha due giorni di tempo per far la valigie

Poco mossi i listini azionari: a Tokyo +0,1%, i progressi di Softbank +2,7% (raccolti altri 7 miliardi di dollari per il fondo tecnologico) compensano la debolezza degli energetici. Il ribasso delle materie prime pesa su Sidney -0,8%. Debole anche Shanghai -0,5% nonostante i progressi degli indici Pmi servizi. Invariata Seoul, in calo dello 0,1% Mumbai.

IN VISTA LA CONFERMA DELLA LINEA DRAGHI. MA CON NOVITÀ

Questa la cornice all’inizio di una settimana dominata, sul fronte finanziario, dall’attesa per le decisioni della Bce. Giovedì si riunirà a Tallin il direttorio della Banca Centrale Europea. La riunione non dovrebbe registrare novità sui tassi o sul tapering (la riduzione degli acquisti della Bce sul mercato). Ma il comunicato finale dovrebbe prevedere una formulazione aperta a futuri rialzi, come chiedono la Germania e buona parte dei Paesi del Nord.

Oggi è prevista l’uscita dei dati Pmi servizi dei principale paesi dell’Eurozona, Italia compresa. Mercoledì sarà comunicato il dato del Pil dell’Eurozona nel primo trimestre.

TRUMP CONTRO TUTTI, DUBBI SUL RIALZO NELLA FED

Non meno agitato il quadro politico oltre Oceano. L’appuntamento-clou sarà la testimonianza al Congresso dell’ex capo dell’Fbi William Comey, licenziato dal presidente Donald Trump per le indagini sul Russiagate. Trump solo contro tutti, compresa una larga parte dei Big dell’economia, anche sul fronte dell’ambiente. Domani si aprirà a New Yok la prima Ocean Conference Onu dedicata alle misure da prendere per il salvataggio dei mari. Un’occasione per metter sotto processo la politica del presidente.

Ma l’andamento di Wall Street, reduce da nuovi record, offre al presidente l’occasione di rilanciare le sue riforme, finora rimaste sulla carta. In particolare si annunciano due nomine importanti per la Banca centrale: Randal Quarles dovrebbe esser designato all’ufficio della Fed che si occupa della regulation, un primo passo per smantellare la Dodd-Franck, come vogliono le grandi banche. Marvin Goodfriend, un conservatore considerato un battitore libero dovrebbe entrare nella squadra ancora (chissà per quanto) guidata da Janet Yellen.

Cresce il partito degli scettici rispetto all’aumento dei tassi nella riunione del 13-14 prossimo, già dato per scontato. La locomotiva Usa rallenta, come dimostra anche il calo dei nuovi occupati a maggio (solo 138.000 nuovi posti di lavoro, in calo dai 174.000 di aprile e molto meno delle aspettative, pari a 182.000). Due membri della Fed, Lael Brainard e James Bullard, pensano che sia il caso di attendere prima di far partire i rialzi.

ANCHE APPLE E AMAZON VERSO I CHIP TOSHIBA

Sul fronte del business, sarà completata in settimana l’acquisizione di Yahoo! Da parte di Verizon. Melissa Meyer dovrà così rinunciare alla paga di 900.000 dollari alla settimana in qualità di ceo. Ma potrà consolarsi con la liquidazione: 239 milioni di dollari.

Apple ed Amazon parteciperanno all’offerta di Foxconn per l’acquisto dei semiconduttori di Toshiba, valore 18 miliardi di dollari, che il colosso giapponese dovrà cedere per far fonte alle perdite sul nucleare. A dirlo in un’intervista al Nikkei è lo stesso proprietario di Foxconn, la fabbrica dell’iPhone. Il governo di Tokyo ha posto finora un veto all’acquisto da parte del colosso di Taiwan, visti i suoi legami con Pechino.

BANCHE VENETE E FINANZIARIA, VENERDÌ IL RATING

Ennesima settimana da brivido per il governo italiano, in attesa che si sciolga il rebus sulla legge elettorale e l’eventuale chiamata alle urne. Il ministro Pier Carlo Padoan è consapevole di dover trovare una soluzione in tempi stretti per le banche per evitare un finale traumatico, dato per probabile a Bruxelles e Francoforte. Venerdì Piazza Affari ha chiuso piatta, incapace di tenere il ritmo delle altre Borse europee. 

Nel frattempo scade oggi il termine per la presentazione delle manifestazioni di interesse per i potenziali acquirenti di Alitalia. In realtà la scadenza odierna rappresenta solo il primo stadio di una procedura che dovrebbe portare a luglio alle offerte non vincolanti e a ottobre a quelle vincolanti.

Si profila invece un rinvio per l’Ilva. Oggi doveva essere il giorno decisivo per l’aggiudicazione del colosso siderurgico, ma i sindacati chiedono più tempo e la possibilità di incontrare il premier Gentiloni.

Sul fronte parlamentare inizia domani l’iter della manovra al Senato. Ma Padoan si è portato avanti, chiedendo a Bruxelles uno “sconto”sui provvedimenti strutturali previsti dalla prossima legge di bilancio. A completare il quadro, infine, venerdì sera arriverà il verdetto di Moody’ sul rating del debito italiano.

CEDOLA PER CINQUE SMALL. ITALMOBILIARE, FINISCE L’OPAV

Oggi staccano la cedola diverse società, ma nessuna del paniere Ftse Mib. In particolare viene pagato il dividendo di Cofide (0,014 euro) Csp (0,04) Emak (0,035) Tecnoinvestimenti (0,0875) e Biodue (0,06). Venerdì avrà termine l’Opav (operazione volontaria parziale) sui titoli Italmobiliare.

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